Abolito il reato di blasfemia nel Regno Unito

http://humaniststudies.org/enews/?id=348&article=0

Quoto un passaggio (a mia libera traduzione):
…Nel 1977, un conservatore religioso ando’ in giudizio contro il “Gay News” per la pubblicazione di un poema erotico dal titolo “The Love That Dares To Speak Its Name”. Scritto da James Kirkup, il poema e’ la storia di un centurione romano che descrive dettagliatamente l’atto di fare l’amore con il corpo morto di Gesu’. Il poema fu censurato nel 1976 (evidentemente la data e’ sbagliata ndr) per effetto della legge sulla blasfemia….

Al di la del moltodiscutibile contenuto del poema riportato, faccio fatica ad immaginare cosa succederebbe se qualcuno in Italia si azzardasse anche solamente a citare in uno scritto una cosa del genere.

Non molto tempo fa a Torino sono stati denunciati dei tizi per aver lasciato dei profilattici sul campanello della porta della Curia per ‘offesa alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto’.

http://www.uaar.it/news/2005/12/22/torino-preservativo-citofono-curia-denunciati/

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Radicati pregiudizi sull’omosessualita’

http://www.livescience.com/bestimg/index.php?url=&cat=gayanimals

Una delle cose piu’ odiose che si sentono ripetere dai tanti omofobi che sventuratamente affollano ancora la nostra zoppa democrazia e’ che l’omossessualita’ [b][u]non e’ un comportamento naturale[/b][/u]…. Dove con l’aggettivo naturale si vorrebbe indicare qualcosa che si manifesta in natura, cosa che evidentemente considerano non essere nel caso in cui sia una manifestazione puramente umana, come ad esempio l’autocoscienza, l’autodeterminazione, la scrittura, la filosofia eccetera. Sorvolando su questioni filosofiche, e restando fermi al tema, ammettiamo per un istante che questa obiezione sia sensata e che effettivamente un comportamento omosessuale umano non denoti un impulso irrefrenabile di attrazione sessuale ed affettiva nei confronti di persone del proprio sesso, ma semplicemente una devianza culturale, una scelta consapevole, un capriccio o perfino una malattia (sic) che in passato si e’ tentato di curare.
Se questo fosse vero, allora sarebbe altrettanto vero che in natura questo comportamento dovrebbe essere completamente assente. E invece non e’ cosi’. Al di la dei ben noti casi di ermafroditismo, anche fra animali dalla sessualita’ ben chiara, compresi molti mammiferi, l’omosessualita’ e’ assai diffusa e, pur non essendo un comportamento di quelli strettamente necessari alla sopravvivenza (procreazione e ricerca del cibo) e’ sopravvissuto alla selezione naturale ed e’ abbondantemente tollerato fra gli altri componenti della specie.

Questa ricerca svedese rimuove, senza alcuna ombra di dubbio, ogni residua speranza di derubricare l’omosessualita’ a capriccio ‘innaturale’ e, sperabilmente, a rimuovere uno degli argomenti preferiti dagli omofobi, vale a dire che ‘in natura solo gli uomini sono omosessuali’.

Fra l’altro mi pare di notare che il grande successo che ha il mercato dei trans che battono per le strade, dimostra che molti fra quelli che si scagliano con veemenza contro i gay, poi non disdegnano di andare con le donne ‘col pisello’, segno che magari il disprezzo verso l’omosessualita’ e’ solo un modo di allontanare da se i sospetti.

Io ad esempio, difendo a spada tratta la causa omosessuale, proprio per il fatto che anche solo l’idea di avere una qualche forma di intimita’ sessuale con un uomo, mi ripugna e mi fa venire il voltastomaco.
Quindi presumo che se anche mi venisse ‘il capriccio’ di diventare gay, per vincere questo ribrezzo dovrei probabilmente assumere dosi massicce di narcotici. Il che mi fa escludere che qualcuno risolutamente eterosessuale, possa fare ‘il gay per scelta’.

Ad adiuvandum basti vedere cosa succede nel clero cattolico (e non solo) da sempre rifugio per tanti omosessuali che, soprattutto in passato, avevano nell’abito talare l’unico modo di restare celibi senza destare sospetti. Comportamento repressivo che poi si e’ sfogato in tanti casi ben noti nel modo piu’ becero e vigliacco contro dei bambini, soggiogati dalla figura rassicurante e dal ruolo di pastore, guida ed educatore che ha normalmente un sacerdote (e che giustamente nel codice penale e’ considerata un’aggravante).
Anche fra di loro, l’omofobia e’ violentissima e senza esclusione di colpi. Eppure c’e’ qualche altissimo prelato la cui omosessualita’ e’ proprio parecchio malcelata.

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Crescita demografica e sviluppo sostenibile

La Terra ha superato nel 2006 i 6,5 miliardi di abitanti, oltre la meta’ dei quali (57%) sono asiatici: cinesi, indiani, indocinesi, indonesiani.
A questo ritmo di crescita fra poco meno di 20 anni (2025) si suppone supereremo gli 8 miliardi.
La popolazione stimata nel 1907 del pianeta era di 1 miliardo e 700 milioni.
Vale a dire che in poco piu’ un secolo saremo quintuplicati, con una popolazione che sempre piu’ spesso si addensa in giganteschi agglomerati urbani con popolazioni pletoriche, chiede accesso ai trasporti, all’energia, ai farmaci, al cibo e ogni altro benefit della vita moderna.
Fortunatamente due giganti demografici come India e Cina stanno iniziando a porre rimedio all’eccessiva fertilita’ delle popolazioni dei loro paesi, mentre nei paesi poveri, dove la mortalia’ e’ altissima, la crescita demografica e’ costantemente sopra il 30 per 1000, il che significa che se in questi paesi arrivassero cure e cibo adeguate ad abbattere la mortalita’ e far raggiungere previsioni di vita occidentali (vale a dire 80 anni contro i meno di 50 attuali) anche Sud America e Africa inizierebbero a contribuire molto piu’ di quello che gia’ fanno alla crescita della popolazione mondiale.

A questo punto pero’ occorre riflettere. La Terra e’ un sistema chiuso, e’ come un’isola.
La storia ci racconta come nell’isola di Pasqua, diventata celebre per le sue statue monumentali in pietra, la civilta’ fu spazzata via dall’insostenibile crescita demografica, che porto’ ad una guerra civile senza quartiere per le risorse, e si arrivo’ perfino al cannibalismo.
In piccolo quell’esempio ci puo’ servire a decifrare il nostro futuro.
Un altro esempio che ci fornise la storia e’ quello dell’Impero Romano, fondato su colonialismo, imperialismo e conquiste militari, arrivo’ al punto di non riuscire piu’ a sostenere l’espansione con conquiste militari ed implose, a maggior ragione a causa di una carestia che colpi’ l’est europa e l’asia, che porto centinaia di migliaia di migranti a premere contro i confini deboli e mal difesi dell’impero ormai in decomposizione.
I segnali odierni sono del tutto simili.
Da un lato le risorse fossili per l’energia e la mobilita’ sono sempre piu’ esigue e sempre piu’ preda della sete dei paesi emergenti. Dall’altro il cibo, frumento, riso eccetera, costa sempre piu’ caro perche’ da un lato, costa di piu’ produrlo e trasportarlo, a causa del caro energia, dall’altro viene sostituita la semina di cereali per l’alimentazione con quella di cereali per i biocarburanti, che in qualche modo dovrebbero arginare la corsa del greggio.
Milioni e milioni di povera gente preme ai confini dell’Impero. L’occidente nella sua turris eburnea continua a predicare solidarieta’ e poi nei fatti pratica sciacallaggio. Gordon Brown, primo ministro britannico, ha avuto la faccia tosta di proporre un prestito monstre ai paesi poveri, per far fronte ai distastri ambientali e climatici prodotti dall’inquinamento.
Come dire: noi inquiniamo e mandiamo a puttane il pianeta, voi siete i primi a pagare dazio, e per darvi la possibilita’ di fronteggiare l’emergenza, vi facciamo un bel prestito, cosi’ diventate ancora piu’ poveri.

A questo punto l’unica via possibile per evitare che questa frana diventi un’ecatombe e’ che a livello mondiale si decida una campagna fortissima di contrazione demografica. E’ necessario che ci si renda conto che se i paesi poveri vogliono accedere alle stesse risorse dei paesi occidentali, da un lato i paesi occidentali devono essere meno avidi, dall’altro i paesi poveri devono essere meno prolifici e potenzialmente meno voraci. Purtroppo l’esperienza di Cina e India ha insegnato che se i paesi affamati di sviluppo, accedono alle risorse energetiche, l’economia mondiale rischia il collasso. Il che mi da l’impressione di voler dire che non sara’ consentito al Brasile o ad altre giovani rampanti nazioni affamate di benessere, di cannibalizzare le risorse energetiche.

Naturalmente il problema e’ enorme, l’argomento vastissimo e non ho certo la pretesa di esaurirlo in poche righe.

http://en.wikipedia.org/wiki/1907_populations

http://en.wikipedia.org/wiki/Population

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Se questo e’ un uomo: Rom e romeni in attesa dell’allontanamento dall’Italia (Lorenzo Renzi)

Non sappiamo ancora quale forma prendera’ il progetto del governo di
cacciare gli zingari, i rom, i romeni dall’Italia. E siccome i rom
nuovi arrivati, dei cui crimini si e’ tanto parlato negli ultimi mesi
in Italia, vengono dalla Romania, il progetto prevede anche di
limitare la presenza dei romeni in Italia, di filtrarli alle
frontiere, tanto piu’ che anche i romeni non rom hanno commesso
numerosi crimini e reati. Si infrangerebbe pero’ cosi’ una norma
europea, perche’ la Romania e’ entrata nell’Unione Europea il 1 gennaio
2007. Questo ingresso ha fatto dei romeni dei cittadini europei, e
anche i rom sono diventati cittadini europei visto che in Romania
erano cittadini romeni. Mentre, sia detto tra parentesi, da noi, in
Italia, paese civile, gli zingari sono in gran parte apolidi, ai quali
neghiamo la cittadinanza italiana e non riconosciamo i nostri stessi
diritti.

Zingari, abbiamo detto. Cioe’ rom. Giornali e politici si sono imposti
da tempo un tabu’ linguistico che vieta di chiamare gli zingari con
questo nome. I giornali non scrivono mai zingari, ma nomadi, rom,
perfino slavi. Lo stesso fanno i programmi televisivi. Adesso si dice
e si scrive soprattutto romeni, intendendo anche i rom. Non sara’
inutile precisare che rom e romeni non sono la stessa cosa. I rom
stanno ai romeni come i nostri zingari (rom anche loro, o sinti)
stanno agli italiani.

Gli zingari, i rom e gli altri gruppi che portano altri nomi, sono
arrivati in Europa dall’India nel Medioevo. In Italia erano gia’
presenti nel XV secolo. Erano calderai ambulanti, piu’ tardi sono
diventati commercianti di cavalli. Nell’Europa orientale sono
musicisti. Suonano ai matrimoni e nelle altre feste. Alcuni sono
diventati grandi interpreti. Ma la gran parte di loro non si e’ mai
assimilata, e nemmeno integrata, ne’ in Italia, ne’ negli altri paesi
europei ne’ negli altri continenti dove il loro nomadismo li ha
portati: Nord Africa, America. Una parte degli zingari si sono
sedentarizzati, ma la gran parte e’ rimasta nomade. A primavera le loro
roulotte riprendono il cammino, secondo itinerari noti. Una volta
erano carovane tirate da cavalli, ma i percorsi erano gli stessi.
Cervantes (nella sua splendida Gitanilla) e Garcia Lorca in Spagna,
Victor Hugo in Francia, Ion Budai-Deleanu in Romania hanno cantato la
liberta’ del popolo zingaro, come Tolstoj quella dei ceceni.

Gli zingari sono ladri, sono pericolosi? Qualche volta si’. Ma come ha
scritto recentemente Guido Ceronetti sul Sole 24Ore (domenicale, 11
maggio 2008) “il pugno della legge” non puo’ essere disgiunto per loro
“dalla comprensione di un mistero spirituale che da sempre accompagna
tutte le races maudites di questo strano pianeta”, e, aggiungerei
prosaicamente, dal rispetto per i diritti fondamentali dell’uomo.
Anche se Ion Mailat, zingaro romeno, ha ucciso a Roma una donna il 31
ottobre 2007 a Tor di Quinto, non per questo possiamo dire che tutti
gli zingari sono assassini. Sappiamo che Mailat ha agito da solo,
senza complici, e che il suo atto criminale e’ stato segnalato alla
polizia da un’altra zingara dello stesso campo. Ma questo delitto e’
diventato nell’immaginario di tanti, un immaginario che molti politici
condividono o temono, il delitto emblematico della presenza dei rom e
dei romeni in Italia. Una colpa da punire non sull’individuo, ma
sull’intera nazione.

La Comunita’ di sant’Egidio, in un suo documento dedicato allo stato
dei rom romeni in Italia, ricorda che negli anni Cinquanta i giudici
minorili svizzeri avevano aperto un dibattito sull’alto numero di
reati compiuti da minori italiani. “Ci si chiese allora”, si legge nel
documento, “se non vi fosse una propensione culturale della
popolazione italiana al furto. Un’idea avvalorata da molta letteratura
europea.” Il dibattito si spense appena la popolazione italiana
acquisi’ un migliore status sociale, aprendo negozi e ristoranti, e i
reati diminuirono, ma gli stessi sospetti si appuntarono subito sui
nuovi venuti, portoghesi, poi jugoslavi, infine turchi.
Non sappiamo se i romeni, rom e non, arriveranno a migliorare il loro
status sociale in Italia, che oggi e’ spesso marginale, o se, come si
ventila, saranno cacciati prima. In quest’ultima ipotesi, non ci resta
da chiederci chi saranno i loro successori.

Possiamo anche chiederci cos’aveva fatto l’Italia davanti all’arrivo,
previsto, di migliaia di zingari romeni dopo il 1 gennaio 2007. Come
si e’ saputo dopo i colloqui italo-romeni seguito all’omicidio Mailat,
l’Italia non aveva nemmeno chiesto all’Europa le sovvenzioni che
questa mette a disposizione degli stati nazionali per l’assistenza
agli zingari. Sei mesi dopo, da quanto si apprende, il Comune di
Genova pensa ancora di provvedere ad alloggiare i rom romeni del
territorio con i fondi europei assegnati… alla Romania. E’ toccato
alla sottosegretaria romena Dana Varga, di etnia rom lei stessa,
ricordare alle autorita’ della Liguria che esistono fondi europei a
disposizione dell’Italia per questo scopo.

Per equita’ dobbiamo anche ricordare che, prima che arrivi il decreto
anti-rom, i diritti elementari degli zingari romeni sono gia’ stati
violati piu’ volte in Italia. Tra il 2007 e il 2008, a Roma, a Milano
e, temo, anche in altre civilissime citta’ italiane, sono state messe
in azione le ruspe per distruggere i campi dei rom. A Milano gli
zingari, dopo lo sgombero del campo della Bovisasca, sono stati
inseguiti e dispersi, e cosi’ temo altrove. Se non fosse stato per la
protesta dell’Arcivescovo di Milano, il Cardinal Tettamanzi, la
notizia non sarebbe uscita dalle pagine locali dei giornali.

Saremo dunque noi, italiani europei del XXI secolo, i primi a
perseguitare un popolo che vive tra noi da almeno da sei secoli?
Certo, i primi del nuovo secolo, ma non i primi in assoluto, visto che
la Germania nazista, nel 1933, li ha privati di tutti i diritti, poi
li ha avviati ai forni crematori, dove ne sono scomparsi, pare,
cinquecentomila.

Rom, nella lingua indoeuropea degli zingari, vuol dire “uomo”.
Ricordate le parole di Primo Levi? “Se questo e’ un uomo…”
Lorenzo Renzi

http://www.lettera22.it/showart.php?id=9120&rubrica=124

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Caccia alle streghe

NAIROBI – Una folla delirante ha ucciso sul rogo quindici donne accusate di stregoneria in un villaggio del Kenya occidentale. Lo hanno riferito fonti ufficiali e testimoni.

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/kenya-arse/kenya-arse/kenya-arse.html

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Bertolaso vuol dire fiducia

Bertolaso e’ stato uno dei tanti super commissari alla monnezza che si sono succeduti al capezzale della Campania, cercando di rimediare ad un problema che se affrontato in emergenza e mai organicamente, finisce inesorabilmente per travolgere chi c’e’ sotto.

Bertolaso si distinse durante la sua gestione per le guerre a viso aperto con Pecoraro Scanio, allora ministro dell’ambiente, per l’individuazione dei siti idonei allo stoccaggio dei rifiuti.
Uno di questi, secondo Bertolaso, doveva essere la cava dismessa di Serre, a pochissima distanza da un’oasi naturale protetta dal WWF e con l’unica via d’accesso condivisa con il parco naturale.

Ora che Bertolaso e’ tornato ad occuparsi di rifiuti, con Berlusconi che ha promesso la manu militari, ci sono ottime possibilita’ che i militanti ambientalisti finiscano all’ospedale come i malcapitati che dormivano alla Diaz e che la monnezza finisca nel parco.

http://notiziedaiparchi.spaces.live.com/blog/cns!F74CCB810176327C!597.entry

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