Razzismo ed indifferenza

Prima vennero per i comunisti,
e io non dissi nulla perche’ non ero comunista.
Poi vennero per i socialdemocratici
io non dissi nulla perche’ non ero socialdemocratico

Poi vennero per i sindacalisti,
e io non dissi nulla perche’ non ero sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei,
e io non dissi nulla perche’ non ero ebreo.

Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto piu’ nessuno che potesse dire qualcosa.
[Martin Niemoller]

http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Niem%C3%B6ller

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Ecumenismo

Da alcuni anni si registrano dei fatti piacevoli, pur per un ateaccio incazzato come me, relativi al dialogo fra diverse religioni (che da millenni profondi e’ uno dei motivi principali per cui gli uomini si sgozzano a vicenda).
Molti parroci davano acluni spazi delle parrocchie (sempre piu’ vuote e quindi sempre meno utilizzati) ai nostri connazionali musulmani per consentire loro di avere uno spazio di preghiera.
Oggi e’ arrivato il monito della CEI, per voce del cardinal Betori:

‘Quando un parroco presta i locali della parrocchia deve sapere che in quel momento aliena quello spazio alla religione cattolica e lo affida per sempre all’Islam’.

Ora, detto che io non credo, mi sforzo pero’ di capire che razza di senso ha questo monito.

In primo luogo: sia l’Islam che il Cristianesimo sono in qualche modo entrambe ‘eresie’ ebraiche e vengono infatti catalogate come ‘religioni abramitiche’. Hanno un sacco di profeti e testi comuni. Nel Corano si parla di Gesu’ e della Madonna, come grande profeta il primo e come maestra di virtu’ la seconda (e delle donne islamiche hanno cantato al papa le sure che parlano di queste non molto tempo fa).
Quindi, ca va sans dire, a prescindere dal culto e dai dogmi, il dio che pregano, l’essere supremo a cui si rivolgono e’
[b]esattamente lo stesso[/b].

Secondariamente, se anche cosi’ non fosse, ospitare dei propri fratelli in un atto nobile (per lo meno per un credente) come pregare la propria (o le proprie) divinita’, non dovrebbe essere uno dei primi doveri di un buon cristiano?
Tant’e’ che, ripeto, molti parroci lo fanno gia’ motu proprio. Don Nicola, ex parroco del mio paese, ed oggi parroco in una zona molto popolosa e popolare di Genova, aveva anni fa concesso una sala parrocchiale alla preghiera per i Sikh (religione indiana nata da una fusione, banalizzando, fra islam e induismo) suscitando la approvazione di molti e le contumelie di pochissimi.

Segno questo del fatto che i cattolici vanno molto piu’ veloci del Vaticano, perche’, a differenza dei cardinaloni, non hanno secondi fini.
Un fratello e’ un fratello. A prescindere dal dio in cui crede.
Essere di piu’ o di meno rispetto ai musulmani o agli ebrei o ai sikh, se c’e’ reciproca accoglienza e rispetto, non e’ affatto un problema.
Lo diventa solo per chi a fine anno conta i soldi dell’otto per mille.
Allora si che avere un’Italia islamizzata, con magari l’UCOOI che entra a far parte delle religioni concordatarie, costerebbe caro al clero. Allora meglio mettere i bastoni fra le ruote.

[url]http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/benedetto-xvi-1/no-moschee/no-moschee.html[/url]

[url]http://it.wikipedia.org/wiki/Sikh[/url]

[url]http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_delle_Comunit%C3%A0_e_Organizzazioni_Islamiche_in_Italia[/url]

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Nostalgia canaglia

Oggi leggendo un articolo di Luttazzi pubblicato su Il Manifesto[1] in cui citava una certa Penelope Pitstop, sedicente rappresentante della Chiesa Anglicana Riformata, mi e’ tornato in mente il meraviglioso cartone che era la Wacky Race.

Eh, bei tempi.

[url]http://en.wikipedia.org/wiki/Penelope_Pitstop[/url]

[url]http://it.wikipedia.org/wiki/Wacky_Races[/url]

[1][url]http://ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/27-Maggio-2008/art5.html[/url]

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Scajola promette: bollette meno care a chi ospita centrali nucleari

E presumo che valga anche per chi ospitasse il deposito unico delle scorie.

Bene. A questo punto io mi candido ufficialmente a pagare la bolletta elettrica il doppio di quanto la paghi ora, a condizione che le centrali e le scorie siano minimo a 100 km da casa mia.

Magari mangero’ una pizza di meno, ma quello che conta e’ come lascio il mondo ai miei figli. E io lo preferirei senza scorie radioattive.

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Sistemi antifurto alternativi

Ladro di bici centrato da bazooka
Colpito da un lanciatore di granate a razzo Rpg.
Il proprietario condannato per omicidio volontario

Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda e’ stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto e’ avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, e’ saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle piu’ comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.

ESECUZIONE – A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto e’ accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum ‘ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario’ e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto ‘l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo’. Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprieta’ personali: ‘Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva’, quando e’ stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedi’, e’ stato aggiornato ‘per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza’

Da:

http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_27/bazooka_sudan_eb42c1b6-2bf9-11dd-9d26-00144f02aabc.shtml

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I polli di Renzo

Da qualche tempo la pressione mediatica attorno al tema sicurezza e’ diventata quasi asfissiante. Dappertutto non si parla che di questi stranieri cattivi che non fanno altro che rubare, stuprare, spacciare droga. Dappertutto cresce quest’ansia da accerchiamento, siamo alla caccia alle streghe.

Questo atteggiamento, che prima era confinato nei ghetti dell’estrema destra xenofoba e in parte nella Lega Nord, ora sta dilagando, sotto l’onda emotiva delle notizie sempre piu’ incalzanti proposte dai media.

Parlando nei luoghi di lavoro e ricreazione con “l’italiano medio” si sente ripetere sta cantilena che “prima non era cosi'” adesso “le cose sono diventate insostenibili” e cosi’ via.

Naturlamente c’e’ qualcosa di vero, nel senso che e’ abbastanza normale che quando ci sono enormi flussi migratori questi creino un impatto sociale considerevole, si formano dei ghetti, gli strati piu’ deboli sono esposti maggiormente a questa invasione pacifica e poi in mezzo a tante persone si annida chi, per indole o necessita’, tira a campare compiendo azioni illegali, da cose lievi come vendere senza licenza cloni contraffatti di beni di lusso, a cose piu’ gravi, contro il patrimonio o addirittura contro le persone.

Ora e’ ovvio che quando poi la situazione economica e’ difficile, quando c’e’ crisi, quando i soldi per arrivare a fine mese non bastano, lo scivolamento verso il basso delle condizioni di vita, porta chi sta in fondo a questa scala spesso a dover trovare degli espedienti per far quadrare il bilancio. E quindi il popolo dei migranti che giocoforza sta in questo strato basso della ricchezza, e’ il piu’ esposto al rischio di scivolare nell’illegalita’.

Contemporaneamente quelli che vedono le proprie condizioni di vita deteriorarsi e attorno a se questi migranti ‘diversi’ che magari arrotondano facendo qualche marachella, tanto piu’ se fomentati da campagne di stampa incessanti su stupri, rapine, furti, scippi e compagnia bella, vedono nei nuovi arrivati, molto facilmente, i colpevoli del proprio disagio.

Questo mi ricorda molto la splendida metafora Manzoniana, vedere le persone che anziche’ cercare di reagire alla situazione di disagio, si preoccupano di incazzarsi con l’extracomunitario che sta a fianco a se.

Per altro la strategia di mettere paura e poi di reprimere con leggi dure, se da un lato puo’ creare un effetto analgesico immediato, a medio lungo periodo i problemi finisce per accuirli invece che lenirli.

Tanto per dire, se io fossi un immigrato clandestino e sapessi che nel momento in cui trovo un lavoro e una casa, posso regolarizzarmi, integrarmi e garantire ai miei figli un futuro migliore del mio presente, se sono una persona per bene, come gran parte degli stranieri sono, farei l’impossibile per regolarizzarmi, lavorare, togliermi le preoccupazioni.

Viceversa, sapere di essere considerato un delinquente, rischiare la galera, per il semplice fatto di essere clandestino, quindi per quello che [b][u] sono [/u][/b] anziche’ per quello che [b][u]faccio[/u][/b], la voglia di dire, galera per galera, almeno cerco di campare bene fino a che non mi prendono, sarebbe forte.
E’ la vecchia teoria della finestra rotta.

Se queste persone vengono aiutate ad integrarsi, lavorare, stare nella legalita’, la strada e’ piu’ lunga e faticosa, ma di certo su periodi medio lunghi i risultati saranno molto migliori e piu’ sostenibili.
Per tacere del fatto che in Italia ci sono circa un milione di immigrati senza permesso. Dubito che esistano, anche usando le caserme dismesse, strutture e agenti di controllo per accogliere una quantita’ cosi’ abnorme di persone.

In conclusione vorrei riprendere una considerazione di Gad Lerner, che da ebreo sa bene quello che dice. Quando e’ stato proposto di istituire un ‘commissario straordinario per i Rom’ lui suggeriva di provare a sostituire la parola ‘Rom’ con ‘ebrei’ per rendersi conto immediatamente e con raccapriccio di che sinistro deja vu sia sentire barbarie di questo genere.

Per altro io vivo a Genova, in quartiere-ghetto, strapieno di sudamericani. A Genova c’e’ la piu’ grande comunita’ di sudamericani d’Europa. E la gran parte vivono vicino a me.
E posso dire che sono al 99% persone per bene, che lavorano duramente, che si alzano al mattino presto e sgobbano come muli fino a sera tarda. A me non e’ mai capitato il minimo disguido o incomprensione o furtarello ne alla mia fidanzata. Anzi, devo dire che vivere in un ambiente multietnico, coi negozi e i locali pieni di persone di ogni razza e cultura, mi fa sentire enormemente a mio agio e questo respirare un pezzetto di un altro mondo mi mette spesso di buon umore.

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