Nostalgia canaglia

Oggi leggendo un articolo di Luttazzi pubblicato su Il Manifesto[1] in cui citava una certa Penelope Pitstop, sedicente rappresentante della Chiesa Anglicana Riformata, mi e’ tornato in mente il meraviglioso cartone che era la Wacky Race.

Eh, bei tempi.

[url]http://en.wikipedia.org/wiki/Penelope_Pitstop[/url]

[url]http://it.wikipedia.org/wiki/Wacky_Races[/url]

[1][url]http://ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/27-Maggio-2008/art5.html[/url]

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Scajola promette: bollette meno care a chi ospita centrali nucleari

E presumo che valga anche per chi ospitasse il deposito unico delle scorie.

Bene. A questo punto io mi candido ufficialmente a pagare la bolletta elettrica il doppio di quanto la paghi ora, a condizione che le centrali e le scorie siano minimo a 100 km da casa mia.

Magari mangero’ una pizza di meno, ma quello che conta e’ come lascio il mondo ai miei figli. E io lo preferirei senza scorie radioattive.

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Sistemi antifurto alternativi

Ladro di bici centrato da bazooka
Colpito da un lanciatore di granate a razzo Rpg.
Il proprietario condannato per omicidio volontario

Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda e’ stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto e’ avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, e’ saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle piu’ comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.

ESECUZIONE – A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto e’ accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum ‘ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario’ e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto ‘l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo’. Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprieta’ personali: ‘Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva’, quando e’ stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedi’, e’ stato aggiornato ‘per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza’

Da:

http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_27/bazooka_sudan_eb42c1b6-2bf9-11dd-9d26-00144f02aabc.shtml

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I polli di Renzo

Da qualche tempo la pressione mediatica attorno al tema sicurezza e’ diventata quasi asfissiante. Dappertutto non si parla che di questi stranieri cattivi che non fanno altro che rubare, stuprare, spacciare droga. Dappertutto cresce quest’ansia da accerchiamento, siamo alla caccia alle streghe.

Questo atteggiamento, che prima era confinato nei ghetti dell’estrema destra xenofoba e in parte nella Lega Nord, ora sta dilagando, sotto l’onda emotiva delle notizie sempre piu’ incalzanti proposte dai media.

Parlando nei luoghi di lavoro e ricreazione con “l’italiano medio” si sente ripetere sta cantilena che “prima non era cosi'” adesso “le cose sono diventate insostenibili” e cosi’ via.

Naturlamente c’e’ qualcosa di vero, nel senso che e’ abbastanza normale che quando ci sono enormi flussi migratori questi creino un impatto sociale considerevole, si formano dei ghetti, gli strati piu’ deboli sono esposti maggiormente a questa invasione pacifica e poi in mezzo a tante persone si annida chi, per indole o necessita’, tira a campare compiendo azioni illegali, da cose lievi come vendere senza licenza cloni contraffatti di beni di lusso, a cose piu’ gravi, contro il patrimonio o addirittura contro le persone.

Ora e’ ovvio che quando poi la situazione economica e’ difficile, quando c’e’ crisi, quando i soldi per arrivare a fine mese non bastano, lo scivolamento verso il basso delle condizioni di vita, porta chi sta in fondo a questa scala spesso a dover trovare degli espedienti per far quadrare il bilancio. E quindi il popolo dei migranti che giocoforza sta in questo strato basso della ricchezza, e’ il piu’ esposto al rischio di scivolare nell’illegalita’.

Contemporaneamente quelli che vedono le proprie condizioni di vita deteriorarsi e attorno a se questi migranti ‘diversi’ che magari arrotondano facendo qualche marachella, tanto piu’ se fomentati da campagne di stampa incessanti su stupri, rapine, furti, scippi e compagnia bella, vedono nei nuovi arrivati, molto facilmente, i colpevoli del proprio disagio.

Questo mi ricorda molto la splendida metafora Manzoniana, vedere le persone che anziche’ cercare di reagire alla situazione di disagio, si preoccupano di incazzarsi con l’extracomunitario che sta a fianco a se.

Per altro la strategia di mettere paura e poi di reprimere con leggi dure, se da un lato puo’ creare un effetto analgesico immediato, a medio lungo periodo i problemi finisce per accuirli invece che lenirli.

Tanto per dire, se io fossi un immigrato clandestino e sapessi che nel momento in cui trovo un lavoro e una casa, posso regolarizzarmi, integrarmi e garantire ai miei figli un futuro migliore del mio presente, se sono una persona per bene, come gran parte degli stranieri sono, farei l’impossibile per regolarizzarmi, lavorare, togliermi le preoccupazioni.

Viceversa, sapere di essere considerato un delinquente, rischiare la galera, per il semplice fatto di essere clandestino, quindi per quello che [b][u] sono [/u][/b] anziche’ per quello che [b][u]faccio[/u][/b], la voglia di dire, galera per galera, almeno cerco di campare bene fino a che non mi prendono, sarebbe forte.
E’ la vecchia teoria della finestra rotta.

Se queste persone vengono aiutate ad integrarsi, lavorare, stare nella legalita’, la strada e’ piu’ lunga e faticosa, ma di certo su periodi medio lunghi i risultati saranno molto migliori e piu’ sostenibili.
Per tacere del fatto che in Italia ci sono circa un milione di immigrati senza permesso. Dubito che esistano, anche usando le caserme dismesse, strutture e agenti di controllo per accogliere una quantita’ cosi’ abnorme di persone.

In conclusione vorrei riprendere una considerazione di Gad Lerner, che da ebreo sa bene quello che dice. Quando e’ stato proposto di istituire un ‘commissario straordinario per i Rom’ lui suggeriva di provare a sostituire la parola ‘Rom’ con ‘ebrei’ per rendersi conto immediatamente e con raccapriccio di che sinistro deja vu sia sentire barbarie di questo genere.

Per altro io vivo a Genova, in quartiere-ghetto, strapieno di sudamericani. A Genova c’e’ la piu’ grande comunita’ di sudamericani d’Europa. E la gran parte vivono vicino a me.
E posso dire che sono al 99% persone per bene, che lavorano duramente, che si alzano al mattino presto e sgobbano come muli fino a sera tarda. A me non e’ mai capitato il minimo disguido o incomprensione o furtarello ne alla mia fidanzata. Anzi, devo dire che vivere in un ambiente multietnico, coi negozi e i locali pieni di persone di ogni razza e cultura, mi fa sentire enormemente a mio agio e questo respirare un pezzetto di un altro mondo mi mette spesso di buon umore.

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Karma

Sara’ un caso, ma subito dopo che Berlusconi vince le elezioni, succede un’alluvione.

Sara’, come ha detto Sharon Stone per il terremoto in Cina, una punizione per averlo votato?

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Guerrilla Gardening

Puericultrici di alberelli selvatici
ROMA. Elzeard Bouffier, protagonista del bellissimo L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono (editrice Salani), seminando da solo centinaia di migliaia di semi di quercia e betulle su terre collettive o abbandonate riusci’ in alcuni decenni di impegno a ridar vita a un’area arida e dimenticata da tutti, in Francia. E’ il principio del guerrilla gardening di oggi: i suoi adepti seminano e piantano alberi e pianticelle in ogni spazio vuoto e abbandonato, soprattutto in citta’, e soprattutto se degradato o – ancor piu’ -minacciato dalla speculazione.

Ancor meglio e’ puntare su alberi da frutto. Possiamo sognare di far diventare l’Italia un frutteto selvatico, dove le terre incolte o a rischio cementificazione e perfino i parchi urbani tornano a essere nutrici, ad alimentare alberi rustici, che hanno bisogno di poca acqua e poche cure e che in cambio di rispetto potrebbero regalare cibo ai passanti. Anche se siamo dei senzaterra senza competenza, possiamo aiutare questa svolta che sarebbe epocale: il ritorno del selvatico produttivo. Purche’ riusciamo a venire in possesso di no’ccioli o semi di frutti selvatici o di varieta’ antiche, in particolare di albicocche, prugne, nespole germaniche, ciliegie, mele ecc. Il modo migliore per venirne in possesso e’ procurarseli e mangiarli. Li possiamo trovare in campagna oppure in occasione di qualche fiera, o da amici che hanno terra e passione.

Poi mettiamo da parte i no’ccioli spolpati o i semi ben puliti. Li semineremo in vasetti, li innaffieremo per lasciare la terra umida ma non zuppa, e se dopo molti mesi spunteranno piantine andremo a regalarle a chi ha terra o sa di spazi disponibili (i nostri vasi sul balcone posso ospitare solo piccole piante). Dovranno essere persone in grado di gestire alberelli, i quali in genere vanno innestati (ma non tutti). Faremo insomma da puericultrici! Mentre riprodurre alberi con l’innesto, la talea, la propaggine, la margotta e’ un’arte difficile, seminare no’ccioli non e’ difficile, e’ solo un azzardo: pazienza se sul totale ne nasceranno pochi, e se poi dovremo darli in affido.

Ad esempio gli albicocchi. L’albicocco ha fiori autofertili, quindi i semi hanno buone probabilita’ di dare piante molto simili alla madre. Ecco il sistema di Paolo, della rete autogestita di salvatori di semi http://amicidellorto.splinder.com: ‘Spacco il guscio stringendolo lentamente in una morsa finche’ non sento che si e’ crepato, poi prendo la mandorla interna e la semino in un vasetto sotto pochi centimetri, con terriccio da fiori. Si puo’ seminare anche dopo la raccolta: a ottobre si ha gia’ una piantina di 20 cm’. Altri riferimenti sui siti specializzati in tutela di antiche varieta’: Civilta’ contadina (www.biodiversita.info) e Archeologia arborea (www.archeologiaarborea.org) che avendo un bellissimo parco di alberi antichi dalle parti di Perugia ci permette anche di diventare adottanti a distanza di questa o quella varieta’.

da: http://www.greenreport.it/contenuti/cerca.php?q=Bouffier

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