Karma

Sara’ un caso, ma subito dopo che Berlusconi vince le elezioni, succede un’alluvione.

Sara’, come ha detto Sharon Stone per il terremoto in Cina, una punizione per averlo votato?

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Guerrilla Gardening

Puericultrici di alberelli selvatici
ROMA. Elzeard Bouffier, protagonista del bellissimo L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono (editrice Salani), seminando da solo centinaia di migliaia di semi di quercia e betulle su terre collettive o abbandonate riusci’ in alcuni decenni di impegno a ridar vita a un’area arida e dimenticata da tutti, in Francia. E’ il principio del guerrilla gardening di oggi: i suoi adepti seminano e piantano alberi e pianticelle in ogni spazio vuoto e abbandonato, soprattutto in citta’, e soprattutto se degradato o – ancor piu’ -minacciato dalla speculazione.

Ancor meglio e’ puntare su alberi da frutto. Possiamo sognare di far diventare l’Italia un frutteto selvatico, dove le terre incolte o a rischio cementificazione e perfino i parchi urbani tornano a essere nutrici, ad alimentare alberi rustici, che hanno bisogno di poca acqua e poche cure e che in cambio di rispetto potrebbero regalare cibo ai passanti. Anche se siamo dei senzaterra senza competenza, possiamo aiutare questa svolta che sarebbe epocale: il ritorno del selvatico produttivo. Purche’ riusciamo a venire in possesso di no’ccioli o semi di frutti selvatici o di varieta’ antiche, in particolare di albicocche, prugne, nespole germaniche, ciliegie, mele ecc. Il modo migliore per venirne in possesso e’ procurarseli e mangiarli. Li possiamo trovare in campagna oppure in occasione di qualche fiera, o da amici che hanno terra e passione.

Poi mettiamo da parte i no’ccioli spolpati o i semi ben puliti. Li semineremo in vasetti, li innaffieremo per lasciare la terra umida ma non zuppa, e se dopo molti mesi spunteranno piantine andremo a regalarle a chi ha terra o sa di spazi disponibili (i nostri vasi sul balcone posso ospitare solo piccole piante). Dovranno essere persone in grado di gestire alberelli, i quali in genere vanno innestati (ma non tutti). Faremo insomma da puericultrici! Mentre riprodurre alberi con l’innesto, la talea, la propaggine, la margotta e’ un’arte difficile, seminare no’ccioli non e’ difficile, e’ solo un azzardo: pazienza se sul totale ne nasceranno pochi, e se poi dovremo darli in affido.

Ad esempio gli albicocchi. L’albicocco ha fiori autofertili, quindi i semi hanno buone probabilita’ di dare piante molto simili alla madre. Ecco il sistema di Paolo, della rete autogestita di salvatori di semi http://amicidellorto.splinder.com: ‘Spacco il guscio stringendolo lentamente in una morsa finche’ non sento che si e’ crepato, poi prendo la mandorla interna e la semino in un vasetto sotto pochi centimetri, con terriccio da fiori. Si puo’ seminare anche dopo la raccolta: a ottobre si ha gia’ una piantina di 20 cm’. Altri riferimenti sui siti specializzati in tutela di antiche varieta’: Civilta’ contadina (www.biodiversita.info) e Archeologia arborea (www.archeologiaarborea.org) che avendo un bellissimo parco di alberi antichi dalle parti di Perugia ci permette anche di diventare adottanti a distanza di questa o quella varieta’.

da: http://www.greenreport.it/contenuti/cerca.php?q=Bouffier

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La soluzione dei problemi all’italiana

Vale a dire do ut des.

Benetton e’ proprietario delle autostrade (gran parte di esse per lo meno) e agisce in concessione pubblica.

Semplificando enormemente la societa’ privata che gestisce le autostrade ha un controllore pubblico (l’anas) che impone un tetto alle tariffe che possono essere ritoccate solo in caso di investimenti infrastrutturali sulle tratte.

E’ stato fatto un emendamento, che casualmente e’ nato quando e’ stato accostato il nome del gruppo Benetton ad Alitalia, in cui questo vincolo di controllo viene allentato in modo vistosissimo.

Morale della favola, se Benetton comprasse Alitalia, la salverebbe coi miei soldi.

Il problema e’ che il popolo bue dara’ il merito a Silvio.

Vabbeh.

http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=82126

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Ecobombe

Una volta con questo neologismo si indicavano quei siti o discariche o impianti che, per il cattivo stato di manutenzione o per i rischi connessi alla loro attivita’, rischiavano di causare disastri ambientali inenarrabili.
La petroliera Haven, affondata al largo di Genova con le cisterne piene di greggio, era la classica ecobomba. Vale a dire un relitto non inquinante, ma che, se avessero ceduto le paratie di contenimento, sarebbe diventato un disastro ecologico nel cuore della riserva marina denominata “paradiso dei cetacei”.

Adesso invece le ecobombe, sono degli ordigni esplosivi, scagliati dagli aerei col solito antico intento distruttivo che hanno da Guernica in avanti nella storia della guerra moderna. Ma hanno un pregio: non inquinano.

Fanculo.

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/scienza_e_tecnologia/eco-bombe/eco-bombe/eco-bombe.html

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Hillary verso il resign della nomination democratica

Le tenui speranze di una lievissima virata a sinistra dell’amministrazione USA sono svanite. Le possibilita’ che un afroamericano diventi presidente degli Stati Uniti, se gia’ erano basse quelle di una donna, rasentano lo zero assoluto.
Come successe per Kerry, viste le sue posizioni su questioni eticamente sensibili, si mosse la destra reazionaria ultrareligiosa della bible(gun) belt. I crociati americani, cosi’ si definirono.
Stessa sorte toccata, durante le primarie, ad uno dei piu’ accreditati runner Repubblicani, vale a dire Rudy sceriffo Giuliani, l’uomo che ha “ripulito” New York, fatto fuori (secondo me) proprio per i suoi tanti matrimoni (3) e per le sue posizioni estremamente liberal in campo di civil rights e liberta’ sessuale (cose che in Italia avrebbe pudore a pronunciare forse qualche radicale e l’Arcigay).

In USA esiste un popolo di 80 milioni di persone, pronte a votare a comando dei tanti santoni e telepredicatori, gente che, tanto per dire, costrinse i “propri” delegati al Congresso ad un autentico tour de force parlamentare per approvare una legge che tento’ di sottrarre Terry Schiavo alla volonta’ del marito, legge poi inattuata per sentenza della Corte Suprema, grazie alla tenuta “laica” della (bellissima e molto attuale) Costituzione degli Stati Uniti di fronte alle bordate Teocon.

Se poi i seggi dovessero darmi torto (io me lo auguro e spero) non vorrei si avverassero i cupi presagi di cui la stessa Hillary (anche se magari per un po’ di piccola battage elettorale) si e’ fatta portavoce.

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Condannata la mitica BB per razzismo

I suoi slanci animalisti le sono costati cari. La pratica di dissanguare per sgozzamento gli animali, secondo la partica di macelleria islamica, non piaceva affatto all’anziana ex bellissima BB, da anni dedicata anima e cuore alle cause animaliste. Cosi’ ha preso carta e penna e scritto al presidente, per lamentarsene, e si e’ lasciata un po’ andare, al punto che il contenuto di quella missivia e’ servito da pretesto per una causa civile intentata dalle associazioni islamiche francesi che hanno avuto soddisfazione dal tribunale.

La cosa pero’ davvero pazzesca e’ che la frase incriminata, contenuta in una lettera mandata al presidente Sarkozy che e’ la seguente:

[i]”Ne abbiamo abbastanza di essere presi in giro da tutta questa popolazione che ci distrugge, distrugge il nostro Paese, imponendo i suoi atti”[/i]

Se dovessero condannare in Italia per frasi di questo genere, Calderoli sarebbe sul lastrico e Borghezio probabilmente all’ergastolo.

http://www.swissinfo.org/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/Francia_condannata_la_Bardot_per_istigazione_odio_musulmani.html?siteSect=143&sid=9169778&cKey=1212502872000&ty=ti&positionT=5

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I nodi che vengono al pettine

Il “prestito ponte” fatto ad Alitalia per darle l’ossigeno necessario a sopravvivere un anno, in attesa di definire una improbabile cordata italiana (gia’ ho scritto dei regali al gruppo autostrade di Benetton per convincerlo a entrare), e’ stato di fatto bocciato dalla UE dopo la levata di scudi delle altre compagnie aree (che gia’ devono fare i conti con recessione e caro carburanti, ci manca solo un concorrente dopato da denaro pubblico). Il che porta inevitabilmente ad una sola conseguenza. Alitalia e’ sul ciglio di un precipizio senza fondo. E spero che non arriveremo a rimpiangere (o ad implorare di tornare) AirFrance coi suoi tagli di personale previsti da Spinetta. Non a caso Berlusconi si affretto’ a dire, di fronte alla loro fuga, che la colpa era dei sindacati (e sono sicuro che se Alitalia fallira’ i tg mediaset faranno un bel bombardamento a tappeto per dare la colpa a loro).

La tanto sventolata “tolleranza zero” con i cittadini stranieri, improvvidamente additati al pubblico ludibrio come artefici di tutte le malefatte italiane, si sta scontrando con la difficolta’ di applicare le leggi dure che sono state proposte, oltre che alla grande opposizione del mondo cattolico (oltre ai soliti komunisti).
Stabilire che un clandestino, in quanto tale, ha commesso un reato, oltre all’opportunita’, comporta non pochi problemi. Ad esempio il fatto che solo dopo l’entrata in vigore della legge chi entra clandestinamente puo’ essere incolpato e quindi occorre dimostrare che sia entrato dopo, per poterlo fare, creando un non trascurabile problema di “traffico” per li organi inquirenti. Per tacere del fatto che in un paese con l’obbligo dell’azione penale, non appena un operatore di PS venisse in contatto con un immigrato senza documenti avrebbe l’obbligo di trarlo in arresto in flagranza di reato. Considerando che si parla di 1/1,5 milioni di persone, vorrei capire dove sarebbero tenuti. E chi dovrebbe poi occuparsi di indagare su quando e come sono entrati in Italia. Non per niente Berlusconi ha fatto una robusta marcia indietro.

Infine i rifiuti a Napoli. Anche se i tg mediaset non ne parlano tutte le sere, come succedeva in campagna elettorale (ed e’ una cosa piuttosto singolare, no?) e che tempo ne e’ passato poco, mi sembra che le soluzioni adottate dal governo in carica siano del tutto identiche a quelle del governo passato. Aprire in fretta e furia delle discariche, dando un sacco di botte ai cittadini che provano a frapporsi.

Come sempre, parlare dall’opposizione e’ comodo ed indolore. Tradurre poi le chiacchiere in fatti, e’ ben piu’ dura.

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