Macerata

Quello che è successo in questi giorni è un fatto di una gravità inaudita, un attentato terroristico di stampo fascista, con motivazioni d’odio razziale. Non ricordo a memoria qualcosa del genere nemmeno nei tremebondi anni di piombo, quando pure venivano messe bombe sui treni o nelle stazioni ferroviarie.

Mi preoccupano molto i crescenti e diffusi nazionalismi che si respirano in Europa, comprese dispute di cortile francamente incomprensibili.

Il clima è assai pesante e quindi penso che il voto di Marzo, in cui sarà necessario non solo fare testimonianza ma arginare questi venti puzzolenti di estremismo e populismo sia doveroso. Credo che voterò LeU, anche se alcune scelte su candidature ed altro non mi hanno entusiasmato.

Volevo invece chiosare sul discorso di Berlusconi relativo ai migranti da cacciare perché non hanno un cazzo da fare tutto il giorno. Chissà perché non gli ho sentito fare lo stesso discorso quando beccarono il fidanzato della Polanco, una delle tante “Olgettine” che rallegravano le sue cene eleganti (un extracomunitario senza evidentemente un impiego con cui riempire le proprie giornate) con 13 kg di droga in macchina.

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Boschi etruschi

Interrompo il silenzio stampa per scrivere due righe su ‘sta storia di banca Etruria e della Boschi.

Ora, io non voglio dire che la condotta della ministra Maria Elena sia stata sempre e completamente trasparente. Di certo avrà cercato di sfruttare la propria posizione influente per medicare una situazione che si stava complicando per la banca nel cui CdA c’era il padre.

Questo detto le reazioni con la bava alla bocca dei commentatori area 5 Stelle e dei cittadini eletti si tradiscono per quello che sono. Il tentativo di dimostrare che hanno ragione loro quando dicono che sono tutti uguali, che è tutto un marciume e che non c’e’ differenza fra i politici “di prima” di qualunque schieramento fossero, e che per fare pulizia e rinnovamento l’unica possibilità è votare loro.

Fare questo baccano per il fallimento di una banca minuscola per il solo fatto che nel suo CdA sedeva (per nove mesi e senza deleghe) il padre di un ministro, sembra quando i calciatori appena sfiorati dall’avversario si contorcono a terra come se avessero beccato un destro di Tyson. Diciamo che sicuramente la Boschi in certi frangenti avrebbe fatto meglio ad astenersi dall’intervenire, vista la prossimità con un membro del board, però fare sta cagnara per questa roba fa diventare simpatica perfino la Boschi, che di suo lo sarebbe più o meno come una riga sulla portiera della macchina nuova. Per capire cosa sono interferenze e manovre sotterranee e opache, basta leggere cosa ha detto oggi, candidamente, Bernabè.

Uno che i grillini non sanno nemmeno chi sia, per dire.

 

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Dieci anni a giugno

Non credo che questo blog arriverà a compiere i suoi dieci anni. Ho sempre meno tempo e voglia di scrivere e quel poco che scrivo ormai lo scrivo su twitter. Mi tenevo il blog nel caso in cui avessi avuto voglia di esprimere concetti maggiori di 140 caratteri. Ora che siamo passati a 280 direi che l’evenienza che io possa scrivere di più è davvero ridotta al lumicino.

Sinceramente sto iniziando a prendere in serie considerazione l’idea di chiudere il blog. Si tratta di capire se voglio lasciare pubblicati i tantissimi articoli di questi dieci anni, come un messaggio dentro la bottiglia affidato al mare del tempo, oppure se lasciare quest’onere ad Archive.org.

Comunque si, diciamo che più o meno i giorni di questo spazio sono segnati. Viene un tempo per tutto e per tutto il tempo va.

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Genova sotterranea

Ieri sera sono andato a fare una visita nel sottosuolo di Genova grazie ad una spedizione “spelologica” organizzata dal C.R.I.G.

La visita si è svolta all’interno del Ponte Monumentale ed è stata molto bella ed istruttiva. Intanto ho potuto apprezzare alcune parti notevoli della storia di Genova, che come in tante altre città con radici antiche è stratificata nel sottosuolo. Ho scoperto che prima della costruzione del ponte via XX Settembre (l’intitolazione è ovviamente successiva alla breccia di Porta Pia) si chiamava Via Giulia e a metà sorgeva un portale di accesso alla città. Portale che è stato sostituito dal ponte “monumentale” e che è stato letteralmente “segato” via dalle mura seicentesche e spostato in via Porta degli Archi anticamente era uno dei varchi di accesso alla città ne più e ne meno di Porta Soprana o Porta dei Vacca (o porta Sottana).

All’interno del ponte si possono ammirare le meraviglie ingegneristiche fatte con pietra e mattoni, archi costruiti con le seste e sistemi di scolo delle acque geniali, per evitare che si accumulassero all’interno del ponte generando corrosioni.

Dentro al ponte si possono ammirare le antiche mura seicentesche da dove è stata estratta la porta degli archi. Ho anche scoperto che la chiesa di Santo Stefano ha questa curiosa asimmetria dovuta al fatto che quando costruirono il ponte e fecero la trasformazione di Via Giulia aggiungendo palazzi stile liberty (più o meno) dovettero abbatterne un pezzo e poi ricostruirlo dopo aver numerato tutte le pietre che avevano tolto.

Per chi volesse sapere qualcosa di più suggerisco questa puntata di Ulisse girata con l’ausilio proprio del C.R.I.G. che ha accompagnato Alberto Angela (e suo padre Piero prima di lui) nei cunicoli sotterranei di Genova.

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Sulla legge elettorale

Postulato 1: nessuna legge è perfetta e da qualche parte la coperta è corta. Si garantisce rappresentatività e si perde in governabilità, si garantisce governabilità e si lasciano partiti medio grandi e milioni di elettori senza rappresentanza nelle istituzioni

Postulato 2: una buona legge elettorale deve prevedere che chi prende più voti vince. Per esempio quella che elegge il presidente americano è una legge pessima, anche per l’orribile trucco che si chiama gerrymandering

Questo premesso la legge Rosato [1] è una legge imperfetta, perché non garantirà governabilità, salvo larghe intese, davvero non auspicabili. Il PD ha fatto un grave errore ad approvarla con la fiducia. Il voto di fiducia si sarebbe dovuto usare per armonizzare fra le due Camere la legge uscita dalle sentenze della Consulta. Sarebbe uscita una legge pessima, ma almeno avrebbe stanato gli altri partiti a trovare finalmente un accordo per una legge uninominale doppio turno, l’unica che possa garantire un governo senza larghe intese in una situazione di tre grandi blocchi al 30%.

Abbiamo ampie dimostrazioni all’estero (Belgio, Olanda, Spagna…) che se anche non si riesce a formare un governo politico una nazione può andare avanti benissimo con un governo in carica all’ordinaria amministrazione, come sarebbe quello di Gentiloni in caso di elezioni “no contest”.

A quel punto si costringerebbero tutti gli attori a fare finalmente una legislatura costituente, di fronte al fallimento della possibilità di qualcuno di governare.

Questa balla per cui con tre blocchi di pari peso elettorale si deve per forza usare il proporzionale nessuno si sogna di tirarla fuori per le elezioni dei sindaci, dove pure vanno al ballottaggio, come a Parma, candidati con meno del 20% dei suffragi.

[1] basta con questa desinenza “um” del neutro latino inventata da Sartori per la legge Mattarella da lui ribattezzata “Mattarellum”. Una volta fa ridere, due è tollerabile, poi diventa pesante come i peperoni ripieni.

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Autodeterminazione e indipedenza

Parlare della questione catalana senza essere catalani o spagnoli è un po’ come parlare di sionismo senza essere ebrei o palestinesi. Si finisce sempre per fare i “bulicci col culo degli altri” come si usa dire a Genova in francese.

Una cosa però in generale mi sento di dirla. In una società avanzata e democratica i cittadini debbono stare come vogliono stare. Debbono essere liberi di determinare la propria condizione e status, attraverso la libera espressione democratica della propria opinione. Certo il suffragio non esaurisce di per se il concetto di democrazia, ma diciamo che comunque ne è una fondamentale pietra d’angolo.

Di converso è vero che se uno stato sovrano dovesse acconsentire a qualunque ipotesi di scissione o autodeterminazione o autonomia in modo automatico è probabile che questa cosa nuocerebbe a tutti gli altri suoi cittadini e quindi è ovvio e normale che quando anche ci fosse questa ferma determinazione le condizioni di uscita debbano essere negoziate. Un po’ come è successo al Regno Unito per l’uscita dalla UE. I cittadini hanno scelto, il parlamento ha dato seguito alla volontà popolare, ma la controparte non è che ha detto “si, ok, accomodatevi e addio”. Pretende risarcimenti e pone clausole capestro.

Io credo che, senza volere ripeto entrare nel merito stretto della questione visto che ci sono ottime ragioni e ottimi torti da ambo le parti, questo debba essere l’iter. Si spiega ai cittadini con chiarezza a cosa si va incontro (per esempio l’ininfluenza internazionale, il doversi costituire un esercito e procurarsi degli armamenti, creare ambasciate e istituire rapporti bilaterali con gli altri paesi, cosa pretende lo stato da cui ci si stacca come risarcimento ecc.) e poi, se la volontà popolare è chiaramente espressa, allora si da seguito a questa volontà popolare.

E io questo lo direi anche se al posto dei catalani ci fossero gli altoatesini o i siciliani o gli abitanti di Seborga.

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Più grave

Qualche tempo fa la presidentessa della regione FVG venne linciata per aver detto l’ovvio: un reato è più grave moralmente se viene commesso da qualcuno che è in Italia a richiedere asilo e protezione.

Venne massacrata e additata di razzismo, di inseguire la destra e via discorrendo.

Oggi invece è un coro nel dire che uno stupro, compiuto da dei militari in uniforme che avrebbero il compito di proteggere i cittadini, è più grave. E i carabinieri stessi sono i primi a stigmatizzare con nettezza il comportamento dei loro colleghi, proprio ben consci che nel momento in cui qualcuno che indossa una così distinguibile uniforme, nel momento in cui la macchia, macchia quella di tutti.

Così come gli stupratori di Rimini, oltre ad aver usato una bestiale e inaudita violenza verso una povera ragazza indifesa, hanno reso ancora più difficile il percorso per quanti loro connazionali e stranieri cercano strenuamente di integrarsi e di avere una vita migliore.

Ci sono delle responsabilità oggettive che abbiamo nella vita, anche quelle che non scegliamo di avere. Se io domani andassi lavorare in Germania o negli USA o a Dubai, dovrei essere un cittadino esemplare, ancora più di quanto cerchi di esserlo qui, per evitare che la cattiva nomea o il pregiudizio contagi i miei ospiti verso i miei connazionali.

Compiere un’azione infame quando si rappresenta, volenti o nolenti, qualcosa o qualcuno, è peggio che farla rappresentando solo se stessi e facendo discendere lo stigma che ne deriva solo su se stessi.

Stuprare essendo carabinieri, o essendo profughi, è più grave. Più grave.

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Lo stupro di Firenze

In questi giorni si fa molto parlare di un fatto di cronaca piuttosto squallido, la violenza sessuale subita da due ragazze americane da parte di due carabinieri.

La storia in sintesi è che queste due ragazzine (una nemmeno ventenne) uscite un po’ bevute da una discoteca, spaventate per una rissa, si sono affidate le cure di due agenti in divisa che le hanno accompagnate a casa e poi hanno abusato di loro.

La difesa dei militari (uno dei quali ampiamente ultra quarantenne) è che le ragazze fossero “consenzienti”.

Ora io ho 43 anni e, anche se la legge lo consente, penso che una ragazza di diciannove anni sia troppo giovane per me. Quindi penso che, anche se questa giovane ragazza non si è dimenata urlando e non è stato necessario immobilizzarla e usare la forza,approfittare della soggezione che deriva dalla divisa, dalla differenza di età e le difese ridotte dalla stanchezza e dall’alcool inquadrino chiaramente l’episodio.

Questo perché inizio a leggere che in fondo queste ragazze americane vengono in Italia a bere, fumare e spalancare le gambe.

Pensate se vostra figlia dopo aver alzato un po’ il gomito di rifugiasse nell’auto della polizia, nelle mani di uno col doppio dei suoi anni e poi nell’androne del palazzo questo facesse delle avances che lei ritenga per propria incolumità di non poter rifiutare. Ora immaginate che questa cosa succeda, che so, in Messico. Quale sarebbe il vostro parere? Mia figlia è una zoccola ubriacona?

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Dove va la Chiesa

Come i miei venticinque lettori sanno io ho ricevuto una rigida educazione cattolica che poi, ad un certo punto della mia vita, ho abbandonato a favore dello scetticismo e della razionalità. 

La mia formazione cattolica è stata in una certa parte salesiana, ed è un modo di intendere la cristianità che ancora mi pervade. Quello di buono del cristianesimo che è rimasto dentro di me è il senso di inclusione che esprime l’oratorio salesiano. Porte aperte per tutti e accoglienza. 

Non certo quello che la CEI ha espresso in questi giorni sul decreto Minniti. 

Oggi è successo un piccolo episodio ma significativo. Sono in vacanza con la famiglia a Caglio. Stamattina mentre mi figlio maggiore faceva i compiti sono andato nel sagrato della chiesa (che è una grandissima piazza in cui nei giorni mi mercato parcheggiano le auto) a giocare a palla. Non c’era nessuna funzione religiosa in corso ma in ogni caso ho imposto a mio figlio di giocare rispettosamente senza fare casino. 

Tuttavia è arrivato il sacerdote a chiederci di andare via ‘questo è il sagrato della chiesa, se facessero tutti così..’ 

Naturalmente non è casa mia e scusandomi siamo venuti via (vi lascio immaginare la faccia di mio figlio). 

Non credo sia un caso quali santi abbiano scelto di venerare qui a Caglio. 

Io sono felice di essere stato salesiano. Altrimenti credo che ma mia apostasia sarebbe avvenuta ben prima. 

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