Dapprima, il fatto. La truffa consiste nell’aver preteso che le acque di Lourdes fossero miracolose, e di averle vendute come cura taumaturgica a una serie di malati ad Ancona, Milano, Venezia e Bari. Il risultato è stata una denuncia per associazione a delinquere, truffa, lesioni ed esercizio abusivo della professione medica.
E ora, l’interpretazione. La denuncia sottointende che la pretesa tecnica di “riarmonizzare la materia attraverso le frequenze delle acque di Lourdes” sia una bufala, e dunque che le acque non siano veramente miracolose. Altrimenti qualunque cosa, per quanto implausibile, dovrebbe essere possibile, perché questa è appunto la natura del soprannaturale.
via La scienza all’acqua di Lourdes – Il non-senso della vita – Blog – Repubblica.it.
Io sono d’accordo con Monti, cambiare lavoro è una cosa che fa crescere che ti rimette in discussione, non ti fa sedere sugli allori. Io ho iniziato a lavorare nel 1994 e sono al quinto datore di lavoro. Quello attuale, dal 2005, rappresenta il mio record di durata.
Detto questo io però ho sempre cambiato di mia iniziativa nel tentativo di migliorare. Invece, per esempio, il mio migliore amico è stato lasciato a casa ad Agosto per la crisi e ancora non si è ricollocato nel mercato del lavoro (il suo settore è in crisi nera e a 37 anni è dura rimettersi in gioco in un settore diverso). Anche qui, non ci sarebbe niente di drammetico, se oltre al sostegno per qualche mese di chi perde il lavoro i redditi fossero tali per cui lavorando uno si può mettere via qualche risparmio e magari farsi un’assicurazione contro l’evenienza della perdita del posto.
Invece i salari sono talmente all’osso che è già abbastanza dura così, figurarsi mettere via qualcosa.
Noi abbiamo fatto un po’ di gruzzoletto perchè sapevamo che, arrivati due figli, con lo *ZERO* aiuto pubblico di cui godiamo, avremmo avuto bisogno di un sostegno al reddito e ce lo siamo fatti da soli.
Il tutto però a costo di rinunciare a ferie, pizze, svaghi e uscite, limando il limabile dal superfluo.
E io, per fortuna, sono già in una fascia di reddito appena sopra quelle standard da impiegato.
Quindi, sta bene la mobilità del lavoro e magari abituarsi a seguire l’economia per andare in segmenti dove le cose vanno meglio in quel momento, però dateci anche i dannati strumenti per farlo senza rischiare di finire sotto al ponte.
Twitter / @twlayos: Di questo periodo non so s ….
(è solo una prova su come fare a postare un twitt piuttosto che, come al solito, twittare un blogpost).
Un fotogramma del filmato delle Iene
"Ho avuto modo -dichiara il sindaco Gianni Alemanno – di visionare il filmato mandato in onda ieri sera dalla trasmissione "Le Iene" in merito agli episodi di assenteismo verificatisi negli uffici comunali di Largo Loria. Si tratta di un video che lede l’immagine di Roma Capitale, ma soprattutto degli oltre 25mila dipendenti capitolini che, ogni giorno, con senso del dovere e professionalità, svolgono regolarmente il proprio lavoro. Per questo, chi si è reso responsabile di queste vere e proprie truffe deve risponderne personalmente".
via Alemanno e i dipendenti "furbetti" "Chi ha truffato il Comune pagherà" – Roma – Repubblica.it.
Belin, 25 mila dipendenti solo nel Comune di Roma?
Da “MF – MILANO FINANZA” di venerdì 20 gennaio 2012
Che si debba onorare il debito pubblico è un fatto scontato, il debito pubblico ci schiaccia come un macigno e ci risucchia miliardi e miliardi di interessi.
La cosa però che è davvero fastidiosa è che anche in questo disegno annulla debito quelli che pagano il conto sono quelli che già pagano da anni.
Vai dai farmacisti e ti fanno la leva. Vai dai tassisti e ti fanno la leva. E allora da chi vai? Sempre da noi che non possiamo scappare.
Adesso quello che tutti noi possiamo fare per difenderci da questi sopprusi è iniziare una guerra fiscale. Qualunque cosa facciamo, pretendiamo la fattura e lo scontrino. Se qualcuno fa il furbo, chiamiamo il 117.
E basta.
Se i tassisti non ci vogliono rimettere la licenza, che almeno paghino le tasse. Tutte. Da oggi in avanti ogni viaggio in taxi ricevuta fiscale.
Anniek Cojean dice che un preside di liceo americano aveva l’abitudine di scrivere, ad ogni inizio di anno scolastico, una lettera ai suoi insegnanti. La seguente:
«Caro professore,
sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi con veleno da medici ben formati; lattanti uccisi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiore e università. Diffido – quindi – dall’educazione. La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani».
(Fonte: Anniek Cojean, Les mémoires de la Shoah, in Le Monde del 29 aprile 1995).
27 gennaio «Giorno della memoria»
Fisco, la “povera” pensionata aveva 14 case e villa con piscina
via Fisco, la “povera” pensionata aveva 14 case e villa con piscina – Repubblica.it.
Già il solo fatto che uno abbia 15 appartamenti affittati in nero è motivo di esecrazione, è pur vero che le tasse sulle locazioni è alta in modo insensato (l’80% del fitto fa cumulo sul reddito), resta comunque un tributo evaso.
Ma che poi, a fronte di gettiti altissimi e nascosti al contribuente, ci si faccia passare per poveri per non pagare le tasse universitarie e addirittura si chiedano gli aiuti al comune per le persone indigenti, sottraendoli a chi indigente è per davvero, la trovo una cosa non solo disonesta quanto miserabile.
I tassisti dichiarano in media 14 mila euro lordi all’anno. Che corrispondono grossomodo a 9-10 mila netti. In compenso l’acquisto di una licenza viaggia attorno ai 150-200 mila euro (ma a Roma in realtà molto di più, anche 250 mila).
Il che vorrebbe dire che, prima di riuscire a mangiare un piatto di pastasciutta pagato col frytti del proprio lavoro, per ripagarsi la licenza, anche escludendo un prestito ad interesse, un tassista dovrebbe lavorare fra 15 e 25 anni. 20 anni a reddito zero.
Mi domando se davvero questa gente pensa che abbiamo tutti l’anello al naso e se credono seriamente che l’opinione pubblica sia contro di loro per colpa di una “campagna di stampa”.

