Nelle democrazie moderne

2010
03.09

State Sen. Roy Ashburn says he's homosexual

via State Sen. Roy Ashburn says he’s homosexual – latimes.com.

Questo senatore repubblicano, grande oppositore in California di tutte le proposte di legge sulle unioni civili, matrimoni omosessuali e quant’altro, dopo essere stato arrestato ubriaco fuori da un locale gay, ha dovuto ammettere la propria omosessualità.

Lui si è difeso dicendo che “è la mia vita privata”, ma naturalmente è assai improbabile che questo basti a salvare la sua carriera politica e, anzi, è probabile che i suoi colleghi lo inducano alle dimissioni.

Naturalmente nessuno ha detto una parola riguardo al fatto che la stampa abbia messo in piazza i suoi fatti privati, ne che si debbano attendere pronunciamenti definitivi della magistratura sul suo comportamento per stabilire che è stato un comportamento improprio.

Non tanto perchè è gay, che ci mancherebbe altro, quanto perchè se uno fa il paladino anti-gay, e poi è gay lui stesso, deve rendere conto alla pubblica opinione.

Un po’ come se in Italia un politico si facesse promotore del “Family day”, partecipasse convinto, mettesse nei propri programmi politici ed elettorali “i valori della famiglia tradizionale cristiana” e poi si scoprisse che, non pago di avere due mogli, due divorzi alle spalle e cinque figli da due matrimoni diversi, fosse pure un puttaniere e un assiduo libertino.

Ma per fortuna da noi queste cose non capitano. La pubblica opinione sarebbe subito pronta a chiedere conto di certe incoerenze.

Piccioni viaggiatori

2010
03.09

RFC1149 – Standard for the transmission of IP datagrams on avia

via RFC 1149 rfc1149 – Standard for the transmission of IP datagrams on avia.

De cretinum

2010
03.08

Mi sono già espresso su queste pagine e altrove rispetto all’evenienza che il PDL potesse essere escluso dalla corsa alle due regioni più importanti del Paese. Certamente io preferisco uno strappo alla regola piuttosto che assestare un colpo così duro al diritto di voto di chi vota il PDL (e sono tanti, ahime).

Certamente per arrivare ad uno “strappo alla regola”, compiuto nel mezzo di una campagna elettorale, l’unico modo sarebbe stata una amplissima convergenza fra tutte o quasi le forze politiche, il coinvolgimento diretto del Capo dello Stato e, last but not least, un’ammissione di colpa da parte dei responsabili del misfatto per gli errori e le leggerezze compiute.

In pratica l’unica via percorribile sarebbe stata: attendere il giudizio delle varie magistrature dello Stato. In caso di verdetto sfavorevole, e anche in funzione di quanto questo fosse sfavorevole (per dire, l’esclusione di Formigoni e Polverini sarebbe stata intollerabile, mentre l’esclusione del PDL con intatta la possibilità di voto dei candidati, certamente no), coinvolgere l’opposizione, dopo una abbondante abluzione nella cenere nei confronti dell’opinione pubblica, e trovare una toppa decorosa ad uno scivolone pericoloso.

In questo modo i prinipii democratici sarebbero rimasti tutti intatti. Le regole si rispettano, le regole del voto non si cambiano in corsa e non si cambiano a colpi di maggioranza (con aggravio della reiterazione), ma la democrazia e il diritto di voto sono beni talmente supremi che, con l’accordo di tutti e la consapevolezza dell’importanza e della delicatezza della questione, si è fatto uno strappo, una tanutm, alla regola, un po’ come si è fatto per gli appalti quando ci sono i terremoti o le alluvioni.

Questa sarebbe stata la strada, l’unica tollerabile, per rimettere in corsa i candidati. L’alternativa quella di andare al voto zoppi o comunque accettare i verdetti degli organi preposti quali che fossero.

Invece, con la solita protervia e la solita prepotenza despotica (altro che “partito dell’amore”, altro che “partito della libertà”, questi sono dei prepotenti, degli incivili e degli illiberali come non ce ne sono mai stati in Italia da che c’e’ la Repubblica), si sono fatti l’ennesima leggina pro domo propria, tirando il presidente per i pochi capelli che gli sono rimasti, e sputando in faccia ad oppositori e in parte alleati, visto che Casini, pur sostenendo la Polverini, ha preso anch’egli le distanze.

Particolarmente schifoso e opportunista il comportamento della Lega, che si sta dimostrando un partito peggiore dei peggiori fra quelli che combatteva nella prima repubblica. Fino a che il problema è rimasto confinato ai “terroni” del Lazio, facevano spallucce e “cazzi loro” e “niente decreti”, tutti a fare i soliti duri e puri. Appena sono arrivate brutte notizie nel loro orticello lombardo, erano tutti li con la penna pronta a firmare il decretino.

Le grosse congratulazioni.

Suffragio universale

2010
03.08

Nel 1924 Benito Mussolini si presentò alle elezioni con il celeberrimo “Listone”, che raccolse il 60% e fischia di preferenze. Il clima era teso, intimidatorio, ma Mussolini invitava i suoi squadristi alla calma perchè temeva che le opposizioni, per quanto ridotte al lumicino, potessero chiedere l’invalidazione del voto.
10 anni dopo (il 25 marzo del 1934) lo stesso “Listone” si presentò alle elezioni, gli oppositori erano morti, incarcerati, espatriati o confinati, la stampa rispondeva ad un unico editore, le voci libere erano stroncate senza possibilità.
Per rendere ancora più chiare le cose, l’elezione si trasforma in una sorta di referendum a favore del listone o contro. Per chi vota si la scheda è tricolore. Per chi vota no, la scheda è bianca.
I voti contrari sono lo 0 e poco per cento, ovviamente, ma, non ostanti i gravissimi rischi, ci sono 130 mila persone che si fanno consegnare una scheda bianca e manifestano il proprio dissenso al regime apertis verbis, con tutti i rischi che questo comporta.

Certamente nessuno può negare che fino a quel punto ci si era arrivati con il compiacimento del popolo, con la sovranità del popolo che aveva sancito che andava bene così. Nelle elezioni del ‘24 il 60% diedero ragione a Mussolini. La Storia ci ha mostrato dopo quanto si sbagliassero.

Ogni limite ha una pazienza

2010
03.05

La Santa Sede ha reso noto che ‘Gentiluomo di Sua Santità’ Angelo Balducci non sarà riconfermato in questo incarico, all’indomani della notizia che attraverso un corista del Vaticano si faceva procacciare dei seminaristi con cui avere rapporti sessuali in cambio di denaro.

Perchè fino a che rubava e prendeva tangenti, passi.
Ma sodomizzare seminaristi no, quello è davvero troppo.

Facciamo un po’ come cazzo ci pare

2010
03.04

Questo video mostrato da Sky su Alfredo Milioni che compila le schede coi fogli firmati all’ufficio elettorale, in plateale violazione di ogni norma, mi ha fatto venire in mente Corrado Guzzanti in una delle sue mitiche gag.

Dio o Diaz?

2010
03.04

Il Giudice Sportivo, letta la rituale segnalazione del Procuratore federale, pervenuta a mezzo fax, alle ore 10.19 dell’1 marzo 2010, in merito al comportamento tenuto dal calciatore Marcolini Michele (Soc. Chievo Verona) al 14° del secondo tempo; acquisite ed esaminate le relative immagini televisive (Sky) di piena garanzia tecnica e documentale; rilevato che, nelle circostanze indicate, il calciatore clivense, uscendo dal terreno di giuoco in conseguenza dell’espulsione inflittagli dall’Arbitro pochi attimi prima, proferiva apparentemente un’espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a “Diaz” e non a Dio (il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta “A” rispetto alla vocale “O” legittima quanto meno un’incertezza interpretativa); ritenuto pertanto che la lettura labiale, nell’episodio segnalato, non offra una prova certa, nell’esclusione di ogni ragionevole dubbio, circa la pronuncia di un’espressione blasfema rilevante ex art. 19 n. 3bis CGS; delibera di non adottare alcun provvedimento sanzionatorio nei confronti del calciatore Marcolini Michele (Soc. Chievo Verona) in merito alla segnalazione del Procuratore federale.

Siamo una nazione alla frutta. Non c’e’ un cazzo fare.

Per essere sintetici e chiari

2010
03.04

Io considero gli adempimenti di legge per iscriversi alle elezioni fondamentali, ma devono traguardare lo scopo per cui esistono, ovvero fare da filtro per evitare inondazioni di liste civetta e liste fantoccio e liste di goliardi perditempo (che purtuttavia proliferano imperterrite, tipo quella del finto Beppe Grillo).

Ciò non di meno, visto che allo stato attuale ci sono, vanno adempiute e rispettate in pieno.

Detto tutto questo, mi semrbrerebbe fuori da ogni logica che, pur con tutto il codazzo di insulti e strali che si meritano per non essere riusciti con tanti elettori che li votano a trovare qualche migliaio di firme, ci si impuntasse su questioni che hanno molto relativamente a che vedere con l’esercizio della democrazia (a differenza ad esempio dei tetti di spesa in campagna elettorale e delle affissioni selvagge), piuttosto che tentare di dare al primo partito italiano la possibilità di candidare i propri uomini e donne alle istituzioni per cui si vota.

Sarebbe un po’ come se un professore che affida un compito in classe stabilendo un termine di tre ore, dopo tre ore e cinque minuti bloccasse tutte le consegne dando zero a chi non ha consegnato, comrpeso il primo della classe, con la media dell’otto, che avrebbe così la media e l’anno rovinati, per una questione di un po’ di ritardo.Un conto è essere rigorosi nel pretendere il rispetto delle regole, un conto è essere privi di buon senso.

Non solo, se chiedete a tutti i responsabili periferici di tutti (TUTTI) i partiti come fanno a raccogliere le firme, scoprirete un mondo di “mi arrangio” all’italiana, da parte di tutti, nessuno escluso.

Elogio del governo efficiente

2010
03.04

Whenever you have an efficient government you have a dictatorship.
Harry S. Truman - Lecture at Columbia University, 28 Apr. 1959
33rd president of US (1884 – 1972)

Errare humanum est

2010
03.04

(ASCA) – Milano, 4 mar – Le porte del Tar lombardo erano gia' chiuse da 10 minuti quando l'avv. Luca Giuliante, legale rappresentante del listino Formigoni, si e' presentato davanti ai cancelli del tribunale amministrativo regionale per presentare il ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello che esclude dalla competizione elettorale il listino dell'attuale governatore. L'orario di chiusura del Tar e' fissato alle ore 13, e a quell'ora sono stati chiusi come di norma gli uffici amministrativi, cosi' i legali per farsi aprire hanno dovuto telefonare al personale del Tar per avere accesso agli uffici. Non e' ancora chiaro se il ricorso verra' accettato nonostante i dieci minuti di ritardo rispetto all'orario previsto.

via REGIONALI/LOMBARDIA: LEGALI PDL ARRIVANO AL TAR CON 10 MINUTI RITARDO – Politica – Virgilio Notizie.