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Truman Show Jul 01

Cozzolino e Noemi «La nostra storia? Tutto organizzato dopo il compleanno» – Corriere della Sera.

La storia si può riassumere così.

Berlusconi va alla festa dei 18 anni di una delle sguinzie che gli sculettano per casa.  Veronica si incazza come una iena, dice che suo marito è malato, frequenta ragazzine e che non va nemmeno ai compleanni dei suoi figli. A questo punto parte una girandola di spiegazioni posticce, con tanto di colpi bassi a vari protagonisti (come l’allusione al fatto che l’ex di Noemi, essendo un pregiudicato, si sia fatto pagare per sputtanare il premier). Poi però la versione viene confermata anche dalla zia, sorella della madre. E in ogni caso le incongurenze su quando e come si sono conosciuti Elio Letizia e Silvio Berlusconi non vengono dissipate.

L’unica cosa che preme a Silvio è smentire che abbia mai sfiorato la ragazzina, se non con qualche affettuoso e paterno buffetto. Per cui trancia la questione: “mai avuto rapporti piccanti” e fabbrica, dalla scuderia di una delle sue televisioni, un fidanzato di professione, uno di quelli che fa il fidanzato di profession anche per la De Filippi, in uno dei quei bidoni della spazzatura televisivi che ammorbano i cervelli di chi guarda la tv durante il pomeriggio. Un “tronista”. (all’estero fanno fatica perfino a spiegarlo con delle perifrasi che cazzo vuol dire tronista).

Ora però questo “tronista” dice: vabbè per un po’ ho giocato, ora però basta. Lasciando intendere che sa, ma che non parla. E’ un bell’imbusto televisivo, anche lui ha capito (gli sarà bastato sentire le telefonate fra Berlusconi e Saccà) che se sai e puoi parlare, ti zittiscono dandoti una particina in una fiction.

D’altra parte questa storia puzzava un bel po’ di marcio: le sue amiche non lo conoscevano e non l’avevano mai visto, la battuta sul “fondoschiena” ritoccato per dare l’idea di essere “in confidenza”, la ragazza che confessa ad una amica che se lo deve tenere fino alle elezioni.

Ecco, comunque, ora ricordatevi nome e viso di questo ragazzo. Fra non molto lo vedrete a Rai Fiction a fare il duca, il prete, il poliziotto.

Scodinzolini (TM) Jul 01

Ieri sera al TG1 hanno parlato delle inchieste di Bari, raccontando delle dimissioni degli assessori della giunta Vendola, pretese da lui stesso, delle dimissioni della manager della ASL e del fatto che l’uso di droga nei festini di Tarantino non dovrebbe costituire una nuova voce di reato o un’aggravante,  stando a dichiarazioni della procura di Bari e che non ci dovrebbero essere sviluppi prima del G8. A questo punto uno spettatore un po’ distratto si domanderà: ma che c’entra una storia di tangenti, festini, droga e puttane di Bari, che coinvolge la giunta Vendola, col G8? Perchè in tutto il servizio, mai e poi mai si è fatto il nome di Silvio Berlusconi, nemmeno per perifrasi, nemmeno per allusione.

Stando alle rilevazioni demoscopiche, l’ottanta per cento degli elettori delle europee si è formato un giudizio su chi votare attraverso la televisione, e in gran parte attraverso i telegiornali.

E’ un buon motivo per piazzare alla direzione un qualche tuo cagnolino scodinzolante a cui lanciare qualche osso. Magari di minorenne.

leonardo: “Il piacere della conquista” Jun 30

leonardo: “Il piacere della conquista”.

METTI UNA SERA A CENA IL GIUDICE CON IL PREMIER Jun 30

Caro direttore, qualche tempo prima di una importante decisione della Corte costituzionale sulla legittimità del cosiddetto Lodo Alfano un giudice della Corte (cioè uno dei componenti del collegio giudicante) organizza una festosa cena cui partecipano, tra gli altri, il presidente del Consiglio (alle cui prerogative la legge si riferisce), il ministro della Giustizia (che al “lodo” ha dato finanche il nome) e un altro giudice costituzionale. La notizia viene pubblicata da un settimanale e occupa per un giorno le pagine dei quotidiani. Poi cala il silenzio, essendo tutti appagati dalla spiegazione dell’ alto giudice secondo cui i suoi compagni di tavola sono, appunto, affar suo… Negli stessi giorni, l’ intervista a un quotidiano di una giovane e vistosa fanciulla rende pubblica la notizia di una indagine, pendente presso la procura di Bari, nella quale si tratta, tra l’ altro, di feste e festini organizzati da un intraprendente imprenditore pugliese e svoltisi anche in residenze del presidente del Consiglio. Nei giorni successivi inizia su alcuni quotidiani una vera e propria “campagna” tesa a delegittimare uno dei pubblici ministeri preposti all’ indagine, reo di aderire a Magistratura democratica e di essere, dunque, una “toga rossa”. Si affaccia una nuova concezione secondo cui il requisito fondamentale del giudice non è più l’ imparzialità , cioè il disinteresse personale, l’ estraneità agli interessi in conflitto, il distacco dalle parti, la lontananza dai luoghi del potere. Il nuovo che avanza dice, invece, che a nuocere al giudice è la partecipazione al dibattito culturale, l’ espressione delle proprie convinzioni, magari la sottoscrizione di un appello relativo ad un provvedimento legislativo. E ciò benché nessun magistrato possa essere indifferente alle idee e ai valori e la pubblicità sia da sempre fattore di trasparenza e di democrazia; e benché il buon magistrato non persegua né giudichi idee ma solo persone chiamate a rispondere di fatti specifici (indipendentemente dalle idee, dalle caratteristiche personali, dalle convinzioni, dal colore della pelle del destinatario del giudizio). Per molti autorevoli commentatori non è così e il “riserbo” richiesto al giudice riguarda solo le idee (o, meglio, certe idee) e non anche le frequentazioni e i rapporti con le parti interessate alla decisione. E si rimpiange il bel tempo antico in cui il “giusto” coincideva con il “politicamente utile” e la magistratura era una articolazione della classe politica tout court, al punto che nei primi quarant’ anni dello Stato unitario metà dei ministri della Giustizia (17 su 34) e dei relativi sottosegretari (11 su 21) proveniva dai ranghi dell’ ordine giudiziario. Strano Paese, il nostro, in cui questi non disinteressati luoghi comuni stanno diventando pensiero diffuso. Sarebbe meglio accorgersene prima che sia troppo tardi. L’ autore è membro del Consiglio superiore della magistratura – LIVIO PEPINO

METTI UNA SERA A CENA IL GIUDICE CON IL PREMIER – Repubblica.it » Ricerca.

link segnalato da Luca Sofri.

Avete fatto molto, per tanti Jun 30

la cripta d

Ecco la nuova cripta di Padre Pio.

E’ pronto il posto in cui i frati, vogliono riporre le ossa del frate dei miracoli, lo stanzone ricavato nella nuova chiesa è stato realizzato tutto in oro massiccio, oro regalato dai fedeli di tutto il mondo negli ultimi 20 anni. (ph. Lapresse)

Viareggio: ci pensa Silvio Jun 30

Il dolore di Napolitano Berlusconi: “Vado a Viareggio” – cronaca – Repubblica.it.

So già cosa dirà non appena avrà “preso in mano la situazione”:  ‘e’ colpa della sinsitra’ o, in alternativa: ‘la disastrosa situazione delle ferrovie che abbiamo ereditato dal precedente governo’.

Si attende anche un bell’editoriale di fuoco de “il Giornale” sulle malefatte di Di Pietro nei suoi mesi da ministro, prima e unica causa di tutti i mali.

Speriamo almeno ci venga risparmiato il cappello da ferroviere bis.

Bei tempi Jun 30

Il mio vituperato concittadino, già sindaco di Genova e ora presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, fu silurato da Ministro dei Trasporti per una serie di (relativamente) piccoli incidenti ferroviari al cui confronto quello di Viareggio sembra la seconda guerra mondiale. Striscia la notizia lo martellò per mesi, andando a cercare ogni più insignificante problemino ai binari per poter continuare la sua battaglia contro lo “iettatore” Burlando.

Ora vediamo cosa succede ad Altero Matteoli. Secondo me il primo che prova a chiedergli conto della strage di Viareggio, verrà mangiato vivo dai soliti servi che daranno a chiunque si azzardi dello sciacallo.

Marco Travaglio: Noemi e Magic Pistolino Jun 29

La TV di Marco Travaglio -- Tutti i Video di Marco Travaglio -- Marco Travaglio: Noemi e Magic Pistolino.

I nomignoli dei potenti Jun 29

Gottoso, Crapun, Cinghialone, Papi: I nomignoli ai politici dal ‘400 a oggi – Corriere della Sera.

Secondo me il più feroce di tutti, non citato nell’articolo, riguarda Paolo III (Alessandro Farnese) che, per via del fatto che divenne cardinale per nomina di Alessandro VI (Rodrigo Borgia) che aveva preso la sorella (Giulia “la bella”) come amante e  concubina. E per il vulgo romano divenne papa “fregnese”. E sua sorella, visto che l’ascesa al Soglio non ne fermò la discesa fra le lenzuola del papa spagnolo, divenne la “sponsa Christi”. Per i pochi che non conoscono il romanesco il link a wiki per il significato di fregna. Per il latino invece, immagino si capisca senza bisogno di alcun link.

E bravo Napolitano Jun 29

Io capisco le ragioni dell’informazione e della politica, ma il mio augurio ed il mio auspicio in questo momento sono di una tregua nelle polemiche

via «Giusta una tregua nelle polemiche» – Corriere della Sera.

In buona sostanza, per il buon nome del Paese, sarebbe meglio evitare di mettere in piazza le figure di merda dell’amatissimo caudillo.

Vaffanculo, se non si vogliono fare figure di merda, basta comportarsi in modo conseguente a questa aspettativa. Oppure, dopo che ti hanno beccato con le mani nel vasetto della marmellata, ti devi dimettere.

Se fai delle porcate e poi non ti dimetti, fai la tua ricca figura di merda. Che si fotta il buon nome del Paese. Da Egli abbiamo scelto di farci rappresentare. Ora che ci rappresenti. Per quello che siamo. Una nazione di puttanieri.