Sentenze e censura

Come molti di voi sapranno di recente c’e’ stata una stentenza della Cassazione che ha fatto molto discutere. Per i pochi che non ne sapessero niente un buon riassunto con condivisibili osservazioni qui.

Aggiungo i miei cinque centesimi alla discussione. Prima di tutto io sono molto contrario ai cosidetti reati d’opinione. Questo in generale, le persone dovrebbero essere libere di dire più o meno quel che vogliono. Sono invece molto favorevole all’obbligo di rettifica o all’obbligo di pubblicare un parere avverso. Se uno scrive su un sito che sono un pedofilo o un mafioso pretendo che questo scritto venga rimosso, visto che è falso. Se invece uno scrive che sono un incapace perché ho fatto una certa belinata, pretendo che venga pubblicata anche la mia versione dei fatti. Poi, in assenza di rimozione, rettifica o pubblicazione del contraltare, sta bene pure l’azione legale. Che a quel punto non sarebbe per un’opinione, ma per un’omissione.

Punto secondo. Ci sono dei siti internet che debbono la propria fortuna ai commenti degli utenti, per esempio Tripadvisor. Se io vado in un ristorante e questo ristorante fa schifo io debbo poterlo scrivere. Se penso di aver riscontrato poca igiene debbo poterlo scrivere. Ora è vero che c’e’ un blando rischio che questa recensione sia falsa e fatta magari da un concorrente per screditarmi o come nel caso allucinante della pizzeria di Washington da  una pletora di idioti complottisti che mi vogliono danneggiare deliberatamente. Però in linea di massima si tratta di un criterio di valutazione magari non particolarmente fedele al vero, ma molto vicino all’antico “passaparola” che ci ha fatto vedere un film o andare in vacanza in una certa località o scegliere un determinato prodotto.

Vi immaginte le conseguenze nefaste di un ristoratore che può fare causa a Tripadvisor perché un utente ha scritto sul sito che “il cibo fa schifo il servizio è pessimo l’igiene scarsa e il conto salatissimo”? Per altro queste recensioni possono causare danni economici, quindi i risarcimenti possono anche essere astronomici.

Onestamente spero che il legislatore faccia chiarezza, prima che questo obbrobrio faccia giurisprudenza.

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Diamo a Telecom quel che è di Telecom

I miei 25 lettori ricorderanno le vicisitudini vissute per avere un collegamento ad Internet a casa. Dopo essere riusciti ad avere la linea di fatto l’abbiamo usata molto poco. Non siamo scaricatori compulsivi di film, non siamo videogiocatori e quindi per leggere ogni tanto la posta la linea faceva ampiamente il suo.

E’ capitato invece che in questi giorni di festa, essendo l’azienda chiusa, io abbia lavorato da casa (ho cambiato lavoro a Novembre, non ho ancora maturato ferie a sufficienza e avevo passato capodanno in montagna). Ho scoperto che la nostra linea era davvero pessima. Velocità molto minore del nominale da contratto (15 mega contro 30) e soprattutto tremendamente instabile. Non il massimo per il telelavoro.

Mi faccio il segno della croce e chiamo il 187. Invece, mirabile dictu, prendo la linea in 2 minuti 2. Aprono la chiamata. Due ore (DUE ORE!) dopo arriva un tecnico che mi cambia il cavetto del modem, fa un po’ di ispezione sulla linea di casa e, molto onestamente, mi dice che c’e’ un degrado di linea e che il modem fa fatica a tenere la DSL sincronizzata. La linea ritorna, sembra che il problema sia risolto, invece stamattina di nuovo un incubo, peggio dei precedenti, linea sempre scollegata e frustrazione alle stelle. Richiamo il 187 (dopo aver “rifiutato” la chiusura sull’apposita sezione del sito TIM) e parlo con una gentile signorina che mi dice che prende nota di tutto e segnala al tecnico i miei problemi. Tecnico il quale invece si era preso la briga di andare a vedere il nostro armadio stradale, cercare la causa del degrado e risolverla (ed ecco perchè stamattina non funzionava una mazza). A parte la cosa incredibile che il 187 non sapesse che c’erano dei lavori sulla mia linea (il tecnico sostiene che avrebbero dovuto addirittura avvisarmi proattivamente loro), trovo ammirevole che questo tecnico dopo aver constatato un problema sulla linea si sia preso la briga di andarmelo a risolvere per poi chiamarmi (giustamente) molto soddisfatto per il risultato ottenuto.

In un’epoca di cialtroni e incompetenti trovare qualcuno che a. sa fare il suo lavoro e b. non si spiaggia come una balena morente alla prima difficoltà è quasi commovente.

Chissà se la Telecom imparerà a puntare sulle persone e sui tecnici validi che ancora ha nei suoi organici invece che sui tagli i risparmi e le procedure del menga che mi hanno impelagto in quella melassa senza via d’uscita di due anni fa.

Confesso che stavo già iniziando a guardare le offerte della concorrenza ma questa ventata di competenza mi ha fatto cambiare idea. Mia moglie addirittura voleva scoprire come si chiama questo signore per regalargli delle caramelle (la scelta del tipo di regalo deriva dal fatto che questa fabbrica è la sua ).

Per una volta: grazie Telecom.

 

 

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Diciassette

Mio padre è un uomo molto superstizioso. Pur essendo una persona intelligente ed istruita. So che è una contraddizione in termini, eppure non c’e’ modo di schiodargli dalla testa questa fissa delle cose che porterebbero scalogna. E’ di cattivo umore se un dottore o un notaio o la banca gli danno appuntamento il giorno 17. Figurarsi il venerdì 17.

Mi stavo domandando come passerà il primo e ultimo anno della sua esistenza col 17.

Immagino che queste sue fisse derivino dal fatto che è figlio e nipote di contadini, di persone la cui esistenza era appesa ad eventi imponderabili come siccità, malattie delle piante e del bestiame, parassiti, predatori, alluvioni, grandine e chi più ne ha ne metta. Cose dalle quali difendersi è difficile perfino oggi con la scienza, la conoscenza e la tecnologia. Figurarsi cento anni fa da semi-analfabeti. E allora ci si riparava dietro la superstizione, ai riti propiziatori ed apotropaici. Come mettere una scopa sotto la cappa quando si fa la cima, visto che le streghe sarebbero obbligate, quando vedono una scopa di saggina, a contarne le paglie e questo le distrarrebbe dal fare andare in malora una pietanza molto complicata da preparare e con alto rischio di fallimento ( e di buttare via tanto ben di Dio che ci sta dentro, e potete immaginare gente povera e frugale come amasse gettare via il cibo).

Questa cosa l’ha cantata, come sempre in modo sublime e superlativo, Faber:

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Tempi che cambiano 

Una volta Berlusconi saltava sulla sedia e faceva le barricate quando si trattava di leggi contro la corruzione e giri di vite contro gli white collars crimes. Oggi Grillo fa uguale se si tratta di stanare i bufalari. 

Curiosamente non ha fiatato Giacobbo. 

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Post postreferendario

I miei 5 cents sul Referendum del 4 dicembre.

Come i miei 25 lettori sanno sono passato da una posizione di “no” sul merito (in particolare sulla pasticciata riforma del Senato) ad una posizione di “si” di opportunità.
Io ho sempre votato a sinistra del PD anche se in una occasione, quella di Bersani, ho votato per il PD medesimo, avendo dato seguito alla preferenza su Bersani stesso che avevo espresso alle primarie. Due volte su due ho votato contro Renzi alle primarie. Ce ne fosse una terza voterei ancora contro.

Purtroppo a sinistra del PD, dove guardo io, non c’e’ niente, una balcanizzazione senza speranza, macerie e basta. Ho guardato con favore a Civati, il quale sembra ultimamente essersi avvitato in un livore personale contro Renzi senza alcun costrutto, con alcune proposte di legge velleitarie (perché con poche speranze di addivenire a qualche risultato)  e davvero non così urgenti e centrali (tampon tax, cannabis libera).
In ogni caso stiamo parlando di posizioni irrilevanti, senza la minima possibilità di incidere alcunchè. Il 60% dei “no” è arrivato da destra in gran parte, se la spallata a Renzi c’e’ stata non gliel’ha data certo la parte politica a cui guardo da sempre.

Aver fatto cadere il governo Renzi significa aver fatto un regalo coi fiocchi ai sempre più forti populismi nostrani, 5 Stelle e Lega, i quali affilano le armi per diventare governo del paese. L’unico argine che c’e’ fra loro e questa conclusione è che la legge elettorale del Senato, per come è fatta ora, impedisce de facto che si formi una qualunque maggioranza. Ne è possibile o probabile che “l’accozzaglia” metta insieme una legge elettorale decente, viste le tante anime divergenti e i tanti interessi particolari.

Quindi l’esito, per me catastrofico, di questo Referendum è che ora l’Italia si avventura nella palude della più totale ingovernabilità. Nessuno sarà in grado di mettere insieme una maggioranza e si andrà verso un “no contest” di stile spagnolo o belga o verso un governo di grossa coalizione che, come hanno già dimostrato Monti e Letta, ha il fiato molto corto e le mani legate da tutte le parti. Nessuno di quelli che prende parte vuole scontentare i propri elettori (tanto più in un momento in cui chi governa è visto come il fumo negli occhi) e di conseguenza non si decide nulla di sostanziale.

In un momento storico in cui l’Italia avrebbe bisogno di stabilità e di un governo saldamente al timone della nave che inizia a sentire il peso degli anni e la forza del mare.

Ho chiesto ad amici su una mailing list in cui parliamo di politica di chiudere gli occhi, immaginarsi di avere una bacchetta magica e di scegliere un Presidente del Cosiglio ideale. Per ora l’unico nome che è spuntato è quello di Landini. Francamente mi sembra, oltre che un’utopia, onestamente un profilo non certo di grande respiro.

In ogni caso, stante la palude all’orizzonte, ora serve che i vari partiti a sinistra del PD serrino le fila e inizino a federarsi attorno ai temi comuni più urgenti: lavoro, povertà, ambiente. Cercare di costruire qualcosa che superi lo sbarramento del Porcellum (anche se sarà ben dura).

Insomma, niente di buono all’orizzonte.

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La vittoria del NO

Confesso che mi ha sorpreso. Al di la dei sondaggi e della “ggente” che fa molto chiasso sui Social Networks, pensavo che a molte più persone stesse a cuore la stabilità e il rimanere agganciati a questo timido refolo di ripresa economica e di ripresa occupazionale.

Invece andiamo incontro all’incertezza più assoluta, con due leggi elettorali per Camera e Senato totalmente incompatibili che garantiscono, rebus sic stantibus, la più totale ingovernabilità.

Se si facesse un governo di scopo per la sola legge elettorale (ma ha mai avuto successo?) le proposte in campo sono per fare un proporzionale pure, ovvero uno stallo. Se si dovesse fare un sistema doppio turno invece, vincerebbero i 5 stelle. Gente che non sa fare un cerchio col bicchiere.

Speriamo che almeno i posti di lavoro che si perderanno facciano perdere l’occupazione ai duri e puri del “NO” 😛

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Referendum Costituzionale

Nonostante quello che dicono i sondaggi clandestini secondo me vincerà il si.

Non so perché ma ho idea che la platea dei votatori del si sia più motivata a partecipare rispetto a chi genericamente voterebbe no se solo avesse voglia di cercare la scheda elettorale.

I sondaggi rappresentano le intenzioni di tutti, anche chi è troppo pigro per votare. Vedremo.

Con Trump mi è andata bene 🙂

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Governicchio 

C’è una regia di Forza Italia che sta lavorando per il no ma per motivi diversi da quelli che appaiono e che sembrerebbero ovvi, far cadere Renzi e il suo governo. 

Berlusconi ha in  mano dei sondaggi secondo i quali con vigente l’Italicum potrebbero andare al ballottaggio cdx contro cinque stelle o PD contro cinque stelle. In entrambi i casi con vittoria pentastellata. B. teme come la peste un governo cinque stelle e la conseguente svolta giustizialista. Quindi il suo auspicio è far cadere Renzi, mettere su un governo larghe intese con Grasso PdC e votare una legge elettorale proporzionale per inchiodare di fatto il paese ad una “Grande Coalizione” perpetua (cioè di fatto all’immobilismo perpetuo). 

Come sempre il tutto guidato dalla sua unica stella polare, i cazzi propri e il proprio particolare tornaconto, la salvaguardia della “roba” di famiglia. 

L‘uscita sul proporzionale di qualche giorno fa non è casuale, così come non lo è stato l’invito di Toti a Grasso per le commemorazioni di Pertini. 

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