Pionieri

Female worker bottling ketchup at the original Heinz factory circa 1897. Pittsburgh, PA.Henry J. Heinz released his first bottle in 1876. But Heinz was a visionary, a morally strong man who believed that “heart power is better than horse power.” Under his leadership, the H.J. Heinz Company was truly ahead of its time. The factories were models of progressiveness. Not only were Heinz employees given free life insurance, death insurance, doctor and dental services, but also access to onsite cafeterias, dining rooms, medical stations, swimming pools, gymnasiums, and roof gardens. The workers were also encouraged to be meticulously clean. At a time when many factory workers didn’t even have running water at home, Heinz provided fresh uniforms, a free laundry service, and even an in-house manicurist to help them keep their nails immaculate. In fact, Heinz’s factories were such models of cleanliness and happiness that 30,000 visitors were allowed to tour the factory every year. Heinz felt he had absolutely nothing to hide.

Source: Random Historical Photos, Part 2 (31 pics) | Old Pics Archive | Page 12

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Di intercettazioni, gogna mediatica e altre questioni

La storia dell’intercettazione fra babbo Renzi e figlio Renzi sta facendo riemergere vecchi e mai sopiti contrasti fra la magistratura e la politica, con la prima accusata di voler surrogare un potere che la politica via via sta perdendo con il proprio.

E’ una legge della democrazia, e della suddivisione dei poteri. Se si indebolisce un potere (in questo caso quello legislativo e quello esecutivo) ne cresce un altro (quello giudiziario). Sono vasi comunicanti.

E’ utile ricordare questa storia come è nata. Nel 1992 l’Italia era sull’orlo del baratro. Giuliano Amato un delfino del morente (politicamente) potentissimo Craxi a cui subentrò il (allora) tecnico Carlo Azeglio Ciampi, gorvernatore della Banca d’Italia ed incaricato di portare l’Italia fuori da quella pericolosissima speculazione che era stata affrontata con un aumento di tasse e balzelli mai visti in precedenza e che portò l’Italia alla recessione, dalla quale non ci siamo praticamente mai più ripresi. Quella cura da cavallo, 100 mila miliardi di allora, come se oggi si facesse una manovra da 200 miliardi, mal contati, non servì a molto (e i genii della Troika che hanno dilaniato la Grecia non hanno imparato la lezione) ma da quell’Italia malconcia, che stava pagando i bagordi di corruzione e svalutazione competitiva della lira per foraggiare l’export (con una conseguente esplosione del debito pubblico che paghiamo ancora adesso) uscì una novità assoluta che si era resa possibile con la caduta del Muro di Berlino, la magistratura poteva far fuori politici di primissimo piano perché non c’era più il rischio che subentrassero i partiti di sinistra che guardavano all’altro lato della Cortina di Ferro, col rischio altissimo di colpi di stato ed instabilità. Altri scandali potenti c’erano stati negli anni precedenti, ma tutto si era sempre risolto con degli insabbiamenti o poco di più e qualche personaggio minore dato in pasto all’opinione pubblica. Con Tangentopoli invece si mirò alla testa del serpente: Craxi, Forlani, Andreotti, De Michelis… potentissimi capi bastone che avevano fatto per anni il bello e cattivo tempo.

Oltre che allo scampato pericolo comunista la magistratura, in particolare quella meneghina, fu sorretta in questo gioco da due concause. La prima fu la nascita della Lega Nord che sfruttò per l’appunto quell’impennata di tasse e di balzelli per tirare fuori la questione meridionale: il Nord produce ricchezza e paga le tasse, al Sud fra mafia, corruzione e clientelismo questi soldi vengono bruciati e dilapidati ed è ora di finirla. Cioè esattamente gli stessi discorsi che gli stati del Nord Europa fanno oggi verso Italia, Grecia, Spagna e compagnia. La seconda fu il sostegno dell’opinione pubblica che veniva costantemente informata grazie alle soffiate che arrivavano alla stampa. Questo meccanismo fece in modo, ad esempio, che alcuni tentativi di boicottare le indagini ed i processi come il famigerato decreto salva ladri di Biondi venissero impallinati ancora prima di arrivare alla Gazzetta Ufficiale.

Lo scenario poi è cambiato quando è sceso in campo Berlusconi. Da un lato aveva un potere mediatico e una capacità persuasiva, per la sua conoscenza del mezzo informativo, superiore alla magistratura e in secondo luogo mise il silenziatore alla Lega alleandovisi e rendendola complice di una serie interminabile di nefandezze per le quali passò nel giro di poco tempo da essere un partito manettaro ad un partito ipergarantista, per lo meno coi ladri, rivolgendo i propri strali contro i “negri” e i “drogati” (percorso analogo a quello del MSI-AN che in più aveva anche il debito d’onore di essere stato “sdoganato”).

Oggi stiamo assistendo al risorgere di quella stagione: crisi perdurante, sfiducia nella politica, un nascente e influente partito della protesta (M5S) e la magistratura che, attraverso la stampa, cerca di avere suffragio dall’opinione pubblica per far fuori la “testa del serpente”. Vedremo se quel che troveranno scavando sia anche lontamente uguale a Tangentopoli. Per ora, a occhio, parrebbe di no.

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Elegia americana (orig. Hillbilly elegy)

Sto leggendo questo libro (ho quasi terminato) e l’ho trovato davvero magnifico. Offre uno squarcio su un pezzo d’America poco conosciuto (almeno credo, io per esempio non lo conoscevo) quello degli “hillbilly” ovvero “i montanari” che sono scesi dalle colline del Kentucky e di altri stati di montagna per andare nelle città, magari città come questa Middletown costruite attorno ad una industria (nella fattispecie le acciaerie Armco). Una storia che ricorda molto i nostri meridionali che salivano a lavorare alla Fiat o alla Falk.

Gente che sognava di fuggire alla povertà e che in parte ci sarebbe anche riuscita, salvo portarsi dietro un retaggio comportamentale e culturale che non li ha mai abbandonati.

Una punto di vista lacerante, spietato e a tratti struggente di un pezzo di America che ha rivolto lo sguardo a Trump. Un pezzo di America non esente da colpe, diverse però da quelle che una persona istruita e liberal potrebbe imputare loro (essere ignoranti, rozzi, razzisti…), ma principalmente di autocommiserazione e di deresponsabilizzazione assoluta. Persone con vite che colano a picco ma che non fanno niente per tentare di impedirlo e, anzi, spesso, indulgono in comportamenti antisociali come la violenza domestica, l’abusto di alcool e droghe che accelerano questo processo autodistruttivo ed emarginante. E che soprattutto non si fanno una colpa delle scelte scellerate che li portano verso l’abisso.

E’ la storia di un ragazzo che ce l’ha fatta perché ha avuto in sua nonna, una rozza e a tratti urticante hillbilly del Kentucky, una severa e saggia guida verso l’uscita da questo tunnel che a tratti avrebbe potuto travolgere anche l’autore.

Una lettura che consiglio caldamente.

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Serracchiani e le polemiche sull’ovvio

Debora Serracchiani, presidente del FVG e maggiorente del PD si è lasciata sfuggire una dichiarazione che, per quanto ovvia e condivisibile, avrebbe ben potuto immaginare che sarebbe stata oggetto di polemiche e strumentalizzazioni.

Ora, mi rendo conto che per l’italiano medio e il commentatore medio sono dei distinguo un po’ troppo sofisticati, il fatto che un reato odioso come lo stupro se commesso da qualcuno che è in Italia in cerca di una opportunità di riscatto e, implicitamente, chiedendo aiuto, sia ancora più grave, se possibile, non dovrebbe nemmeno aver bisogno di commenti.

Non stiamo parlando di un qualunque reato. Non stiamo parlando di reati contro il patrimonio. Se uno è disperato, fugge dalla fame e dalla guerra, arriva in Italia in cerca di opportunità, sappiamo tutti bene che è difficile trovarne, e allora rubacchiare, vivere di espedienti, vendere merce contraffatta e cose così, per quanto ovviamente non siano comportamenti che la legge possa tollerare, umanamente si possono comprendere. Io se fossi disperato e cercassi del pane per i miei figli lascerei il posto dove sono nato, andrei in un posto ricco e, in mancanza di meglio, non avrei il minimo scrupolo a rubare o spacciare droga o chissà cos’altro.

Invece lo stupro no. I reati contro la persona no, non hanno ragione di essere. Non c’e’ giustificazione al mondo. E, a maggior ragione, se sono andato via da casa mia in cerca di aiuto, stuprare è come mordere la mano che mi viene tesa.

Non è questione di destra o di sinistra, è questione di onestà intellettuale. Possiamo trovare mille giustificazioni per questi disperati che attraversano il mare in mezzo a mille malversazioni, ma non la “milleunesima”.

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Robert Miles

Il dj e produttore italiano è scomparso a 47 anni a Ibiza, dove risiedeva da tempo. Nel 1996 il brano fu un successo internazionale da 5 milioni di copie

Source: È morto Robert Miles, con “Children” diventò il re della trance – Musica – Spettacoli – Repubblica.it

Questo è davvero un pezzo della mia giovinezza che scompare. Non saprei dire quante volte ho ballato su questo pezzo, quasi sempre in condizioni di lucidità piuttosto precaria. RIP compagno di mille ribotte.

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Gosia

Oggi è stato l’ultimo giorno della nostra au-pair polacca Gosia. Dopo un anno esatto da quando è arrivata a Genova. Nel frattempo è arrivata Nesma, dal Marocco, all’inizio di una nuova avventura.

Oggi è stato un giorno doloroso e triste, dopo un anno di convivenza una persona diventa un membro della famiglia, un affetto vero, tanto più per i bimbi, quelli con cui ha condiviso la maggior parte del suo tempo.

Avere una ragazza alla pari è una cosa bellissima e bruttissima, nello stesso tempo. Bellissima perché grazie a questo i nostri bimbi sono venuti in contatto con lingue, culture e modi di pensare che altrimenti avrebbero solo potuto sfiorare attraverso la mediazione di qualche racconto o romanzo. Bruttissima perché per quanto tu li possa preparare fin dal primo giorno all’idea che queste ragazze se ne andranno loro non sono capaci di avere verso di loro un affetto algido e misurato. Si donano completamente, come è giusto che sia, e si innamorano perdutamente, e ogni distacco è un cuore di cristallo che va in mille pezzi.

Michelangelo, il minore, in particolare, a questa ragazza si è affezionato in un modo intimo e viscerale, era per lui più di un’amica o una tata, era una sorta di sorella maggiore. Del resto per loro avere un adulto “giocattolo” che sta con loro, accondiscende ogni loro desiderio, gioca con loro a tutto quel che vogliono, è una cosa magica. Qualcuno che allo stesso tempo si rapporta con loro da pari, ma che può farli accedere a tutte quelle cose che un bimbo da solo non potrebbe fare. Per esempio Michi adora cucinare ed è una cosa che da solo non potrebbe fare. Invece con la Gosia non si contano i brownies i pancakes e le torte che hanno sfornato in questo anno.

Complessivamente continuo a ritenere che quella di avere una au-pair sia un’esperienza positiva, anche al netto delle ragazze con cui ci siamo trovati meno bene e di quelle, come Gosia, talmente superlative da diventare straziante il momento in cui le devi salutare.

Adesso inizia la parte più difficile, ovvero mettere la nuova ragazza nelle condizioni di farsi voler bene, senza fare paragoni e confronti (che rischiano di essere impietosi per chiunque) e considerando che si tratta pur sempre di ragazzine che per la prima volta in vita propria, nella maggior parte dei casi, sono fuori di casa, in una nazione straniera, che non hanno una rete sociale di amici o parenti, capiscono poco o niente la lingua e sono almeno per i primi tempi in casa con degli estranei.

E’ pazzesco però pensare che una persona che per un anno è stata così intimamente parte della propria vita, seduta al proprio tavolo, che ha giocato e curato e accudito i tuoi figli, che hai salutato ogni mattina e ogni sera, da un certo punto in poi sparisce e, con ogni probabilità, non la rivedrai mai più e non ne sentirai più parlare. E’ vero che per i primi tempi ci si terrà in contatto con Skype e con gli altri social media. Ma in generale poi la vita proseguirà e ci perderemo di vista.

Prima di andarsene ha regalato ai bimbi un quadretto con una caricatura, fatta da un suo amico, di lei assieme ai bimbi nella spiaggetta di Boccadasse. Stamattina Michi guardava il quadro sospirando e ha detto: “lo guarderò quando non mi ricorderò più della Gosia”. Sono i momenti in cui ti interroghi se questo dolore immenso che in qualche modo gli stai procurando sia davvero necessario.

Ma poi pensi a tutte le giornate di risate, divertimento e amore allo stato puro che hanno vissuto in questo anno e pensi che si, alla fine per quanto doloroso sia il distacco, tanto più grande è stato il bene che hanno vissuto.

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Turarsi il naso

Non so cosa farei io, non parlo a nome mio, probabilmente voterei Macron, per cui non ho entusiasmi ma neanche grandi allarmi. In ogni occasione del passato mi sono turato il naso oppure no, appunto, ponderando. Ma ricordiamoci che quando ci si tura il naso ci si difende ma ci si arrende: e che la scelta è ogni volta tra guardare i pericoli immediati o le mediocrità perenni, ed entrambe le cose hanno ottime ragioni.Certo, così non si litiga e non ci si sente migliori degli altri, capisco.

Source: Turarsi il nez – Wittgenstein

Io in passato sono stato un radicale nel pensiero. Uno che o si sta a sinistra-sinistra oppure niente. Che ha gioito per la caduta del governo Prodi. Poi è arrivato Berlusconi. Con la sua incompetenza, tracotanza e inadeguatezza, con la sua corte di nani e ballerine e mignottoni.

Questo per me è stato decisivo. Domenica sono andato a votare alle primarie del PD, pur non essendo un elettore del PD, per votare Orlando. Ho perso, come con Civati. Voterò a sinistra del PD. Ma se mi dovrò trovare a scegliere fra Renzi e qualunque altra cosa, sceglierò Renzi. Così come ho votato “Si” ad un referendum che in alcuni punti non mi entusiasmava, proprio perché temevo l’alternativa.

Io auguro ai francesi di estrema sinistra che vinca Le Pen. Così anche loro capiranno, come gli elettori di Sanders in USA che non hanno votato Clinton, cosa vuol dire avere Trump e Le Pen al posto di Macron e Hillary.

Renzi e Berlusconi non sono la stessa cosa. Hillary e Donald nemmeno. Le Pen e Macron ancora meno.

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I confinati in villeggiatura

Donald Trump has expressed confusion as to why the American civil war took place and claimed that President Andrew Jackson, who died 16 years before the war started, “was really angry” about the conflict.

Source: Trump voices confusion over US history: ‘Why was there a civil war?’ | US news | The Guardian

La cosa divertente è che i media USA, come fu per quelli italiani con la buonanima si Silvio, ancora pensano che gli elettori di Trump, che come dice il mio amico c’e’ da dubitare che abbiano il pollice opponibile, si possano smuovere perché il loro beniamino dice delle scemenze storiche.

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Effetti imprevisti delle fake news

Uno degli utilizzi poco pubblicizzati dell’Intelligenza Artificiale, meno pirotecnico delle macchine che si guidano da sole o dei software che riconoscono le cose nelle foto, è quello legato ai gestori dei portafogli titoli nelle varie borse.

Se ci pensate ogni investitore\speculatore passa il proprio tempo a registrare rumors e notizie sulle aziende quotate o magari su equilibri geopolitici che possano destabilizzare o stabilizzare una zona chiave per una determinata materia prima e, sulla base di quello che capisce, decide se investire, disinvestire o speculare in qualche modo.

Ora immaginatevi che ci siano (come ci sono) algoritmi che dispongono di una fetta consistente di debito pubblico di una nazione o di azioni di un determinato comparto (tipo l’IT USA con il Nasdaq). Già ora sta succedendo che certe notizie, se pure hanno fondamento, producono delle ondate speculative pressoché immediate che causano disastri non da poco.

Figuratevi un po’ se una bufala ben confezionata, al punto da essere propagata sui mezzi di informazione di mezzo mondo e mainstream, facesse scattare in automatico la reazione delle AI che gestiscono miliardi di risparmio degli investitori.

Immaginatevi se qualcuno avesse l’abilità di far scattare questo grilletto. E di tentare di fare come l’attentatore di Dortmund, ma senza le bombe.

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