Robert Miles

Il dj e produttore italiano è scomparso a 47 anni a Ibiza, dove risiedeva da tempo. Nel 1996 il brano fu un successo internazionale da 5 milioni di copie

Source: È morto Robert Miles, con “Children” diventò il re della trance – Musica – Spettacoli – Repubblica.it

Questo è davvero un pezzo della mia giovinezza che scompare. Non saprei dire quante volte ho ballato su questo pezzo, quasi sempre in condizioni di lucidità piuttosto precaria. RIP compagno di mille ribotte.

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Gosia

Oggi è stato l’ultimo giorno della nostra au-pair polacca Gosia. Dopo un anno esatto da quando è arrivata a Genova. Nel frattempo è arrivata Nesma, dal Marocco, all’inizio di una nuova avventura.

Oggi è stato un giorno doloroso e triste, dopo un anno di convivenza una persona diventa un membro della famiglia, un affetto vero, tanto più per i bimbi, quelli con cui ha condiviso la maggior parte del suo tempo.

Avere una ragazza alla pari è una cosa bellissima e bruttissima, nello stesso tempo. Bellissima perché grazie a questo i nostri bimbi sono venuti in contatto con lingue, culture e modi di pensare che altrimenti avrebbero solo potuto sfiorare attraverso la mediazione di qualche racconto o romanzo. Bruttissima perché per quanto tu li possa preparare fin dal primo giorno all’idea che queste ragazze se ne andranno loro non sono capaci di avere verso di loro un affetto algido e misurato. Si donano completamente, come è giusto che sia, e si innamorano perdutamente, e ogni distacco è un cuore di cristallo che va in mille pezzi.

Michelangelo, il minore, in particolare, a questa ragazza si è affezionato in un modo intimo e viscerale, era per lui più di un’amica o una tata, era una sorta di sorella maggiore. Del resto per loro avere un adulto “giocattolo” che sta con loro, accondiscende ogni loro desiderio, gioca con loro a tutto quel che vogliono, è una cosa magica. Qualcuno che allo stesso tempo si rapporta con loro da pari, ma che può farli accedere a tutte quelle cose che un bimbo da solo non potrebbe fare. Per esempio Michi adora cucinare ed è una cosa che da solo non potrebbe fare. Invece con la Gosia non si contano i brownies i pancakes e le torte che hanno sfornato in questo anno.

Complessivamente continuo a ritenere che quella di avere una au-pair sia un’esperienza positiva, anche al netto delle ragazze con cui ci siamo trovati meno bene e di quelle, come Gosia, talmente superlative da diventare straziante il momento in cui le devi salutare.

Adesso inizia la parte più difficile, ovvero mettere la nuova ragazza nelle condizioni di farsi voler bene, senza fare paragoni e confronti (che rischiano di essere impietosi per chiunque) e considerando che si tratta pur sempre di ragazzine che per la prima volta in vita propria, nella maggior parte dei casi, sono fuori di casa, in una nazione straniera, che non hanno una rete sociale di amici o parenti, capiscono poco o niente la lingua e sono almeno per i primi tempi in casa con degli estranei.

E’ pazzesco però pensare che una persona che per un anno è stata così intimamente parte della propria vita, seduta al proprio tavolo, che ha giocato e curato e accudito i tuoi figli, che hai salutato ogni mattina e ogni sera, da un certo punto in poi sparisce e, con ogni probabilità, non la rivedrai mai più e non ne sentirai più parlare. E’ vero che per i primi tempi ci si terrà in contatto con Skype e con gli altri social media. Ma in generale poi la vita proseguirà e ci perderemo di vista.

Prima di andarsene ha regalato ai bimbi un quadretto con una caricatura, fatta da un suo amico, di lei assieme ai bimbi nella spiaggetta di Boccadasse. Stamattina Michi guardava il quadro sospirando e ha detto: “lo guarderò quando non mi ricorderò più della Gosia”. Sono i momenti in cui ti interroghi se questo dolore immenso che in qualche modo gli stai procurando sia davvero necessario.

Ma poi pensi a tutte le giornate di risate, divertimento e amore allo stato puro che hanno vissuto in questo anno e pensi che si, alla fine per quanto doloroso sia il distacco, tanto più grande è stato il bene che hanno vissuto.

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Turarsi il naso

Non so cosa farei io, non parlo a nome mio, probabilmente voterei Macron, per cui non ho entusiasmi ma neanche grandi allarmi. In ogni occasione del passato mi sono turato il naso oppure no, appunto, ponderando. Ma ricordiamoci che quando ci si tura il naso ci si difende ma ci si arrende: e che la scelta è ogni volta tra guardare i pericoli immediati o le mediocrità perenni, ed entrambe le cose hanno ottime ragioni.Certo, così non si litiga e non ci si sente migliori degli altri, capisco.

Source: Turarsi il nez – Wittgenstein

Io in passato sono stato un radicale nel pensiero. Uno che o si sta a sinistra-sinistra oppure niente. Che ha gioito per la caduta del governo Prodi. Poi è arrivato Berlusconi. Con la sua incompetenza, tracotanza e inadeguatezza, con la sua corte di nani e ballerine e mignottoni.

Questo per me è stato decisivo. Domenica sono andato a votare alle primarie del PD, pur non essendo un elettore del PD, per votare Orlando. Ho perso, come con Civati. Voterò a sinistra del PD. Ma se mi dovrò trovare a scegliere fra Renzi e qualunque altra cosa, sceglierò Renzi. Così come ho votato “Si” ad un referendum che in alcuni punti non mi entusiasmava, proprio perché temevo l’alternativa.

Io auguro ai francesi di estrema sinistra che vinca Le Pen. Così anche loro capiranno, come gli elettori di Sanders in USA che non hanno votato Clinton, cosa vuol dire avere Trump e Le Pen al posto di Macron e Hillary.

Renzi e Berlusconi non sono la stessa cosa. Hillary e Donald nemmeno. Le Pen e Macron ancora meno.

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I confinati in villeggiatura

Donald Trump has expressed confusion as to why the American civil war took place and claimed that President Andrew Jackson, who died 16 years before the war started, “was really angry” about the conflict.

Source: Trump voices confusion over US history: ‘Why was there a civil war?’ | US news | The Guardian

La cosa divertente è che i media USA, come fu per quelli italiani con la buonanima si Silvio, ancora pensano che gli elettori di Trump, che come dice il mio amico c’e’ da dubitare che abbiano il pollice opponibile, si possano smuovere perché il loro beniamino dice delle scemenze storiche.

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Effetti imprevisti delle fake news

Uno degli utilizzi poco pubblicizzati dell’Intelligenza Artificiale, meno pirotecnico delle macchine che si guidano da sole o dei software che riconoscono le cose nelle foto, è quello legato ai gestori dei portafogli titoli nelle varie borse.

Se ci pensate ogni investitore\speculatore passa il proprio tempo a registrare rumors e notizie sulle aziende quotate o magari su equilibri geopolitici che possano destabilizzare o stabilizzare una zona chiave per una determinata materia prima e, sulla base di quello che capisce, decide se investire, disinvestire o speculare in qualche modo.

Ora immaginatevi che ci siano (come ci sono) algoritmi che dispongono di una fetta consistente di debito pubblico di una nazione o di azioni di un determinato comparto (tipo l’IT USA con il Nasdaq). Già ora sta succedendo che certe notizie, se pure hanno fondamento, producono delle ondate speculative pressoché immediate che causano disastri non da poco.

Figuratevi un po’ se una bufala ben confezionata, al punto da essere propagata sui mezzi di informazione di mezzo mondo e mainstream, facesse scattare in automatico la reazione delle AI che gestiscono miliardi di risparmio degli investitori.

Immaginatevi se qualcuno avesse l’abilità di far scattare questo grilletto. E di tentare di fare come l’attentatore di Dortmund, ma senza le bombe.

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Panino vs mensa

Oltre cinquemila disdette a Torino, dove è partita la rivolta del pranzo portato da casa. Rinunciano soprattutto i meno abbienti. I presidi: “Anche mangiare insieme è didattica”

Source: La fuga dei bambini dalle mense a scuola: “è l’effetto panino” – Repubblica.it

I miei figli fanno entrambi il tempo pieno a scuola ed entrambi mangiano in mensa. Ogni giorno che Dio manda in terra spendo 13 euro (6,5 + 6,5) per il loro pranzo, che sono una montagna di soldi (mi arriva un bollettino da 500 euro ogni due mesi). Per di più effettivamente parliamo di un livello di cibo spesso non eccelso anche se onestamente non mi pare di poter dire che sia “rumenta” visto che i miei figli ci mangiano volentieri e non se ne lamentano troppo (anzi di alcune pietanze come le lasagne, il pesto e la pizza so che si fanno dare, se dispinibili, i bis).

I problemi che stanno alla base però del motivo per cui si paga molto per avere in cambio poco sono due. Il primo è che sono servizi che sono stati privatizzati e quindi erogati da aziende che devono guadagnarci, pagare degli stipendi, contributi e cazzi e mazzi, tutte cose che in Italia sono costosissime. La seconda è che quelli che pagano il prezzo pieno, come me che ringraziando il cielo ho un ISEE che mi colloca nella fascia alta, pago anche per quelli che sono in esenzione totale o parziale. Il che starebbe anche bene se si trattasse di poveracci. Invece in tanta parte si tratta di evasori fiscali e di furbetti.

La cosa più grave è che, con la libertà di scelta, tanti rinunceranno, il servizio diventerà antieconomico per chi lo eroga, salvo aumentare ulteriormente il costo del servizio.

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Pasqua veg

Andate a fanculo voi e la Pasqua veg. Io mi mangerò le costine d’agnello panate e fritte coi carciofi, come ogni anno e sticazzi gli agnellini teneri e carini. Io sono il predatore, loro la preda.

Viva le bistecche, abbasso il tofu e il seitan.

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L’inutile crociata contro le notizie false

Dopo l’elezione di Trump (che ha fatto una campagna elettorale rinfocolando bufale complottiste), le sparatorie dentro delle pizzerie accusate ingiustamente di essere covi di pedofili, campagne anti vaccinazione o gente che vede “scie chimiche” e altre idiozie del genere il mondo ha iniziato ad interrogarsi su come fermare questo dilagare di notizie false che nell’epoca di Internet ha trovato il modo di proliferare e di fare proseliti come mai prima.

Una volta i complottisti, come gli ufologi o la gente che si cura coi colori o le vibrazioni cosmiche erano gruppi ristretti di ritardati e ignoranti chiusi in nicchie completamente autoreferenziali. Oggi invece chiunque può usare il web o i social networks per mettere in una vetrina planetaria le proprie cialtronate che fanno presa su menti deboli e quelli che, avendo come unico titolo di studio il battesimo, pensano comunque di essere più svegli di gente che ha passato la vita spezzandosi la schiena sui libri e fa ricerca seria e pubblicata sulle riviste.

Il fatto è che le notizie false non si possono combattere con il fact-checking o con nessun altro metodo perché prima o poi si andrebbe ad inciampare sulla madre di tutte le notizie false, che è la religione. Se sottoponessimo a fact-checking rigoroso qualunque religione verrebbe marchiata come bufala e screditata in modo inequivocabile. Nel momento in cui si arrivasse alle questioni non terrene (quindi tolti di mezzo miracoli, gente resuscitata, parti verginali, voli sugli unicorni, incontri con gli angeli e tutto l’armamentario di miracoli e prodigi da illusionisti) si arriverebbe alle cose indimostrabili per definizione e, in quanto tali, attribuibili alla fede di ciascuno.

Un esempio storico eclatante di come utilizzare a proprio vantaggio quest’ambiguità sulle religioni ce lo offre Scientology il cui fondatore si era inventato questo metodo di elevazione mentale e spirituale ribattezzato come “dianetica” che era ovviamente privo della benché minima solidità scientifica ed ampiamente screditato come cialtroneria. Una volta resosi conto che sarebbe andato incontro alle limitazioni della legge per chi pratica della pseudomedicina o pseudopsicologia basata sui deliri di un mitomane in cerca di facili guadagni convertì la sua attività lucrosa in una ancor più lucrosa setta religiosa, protetta dall’arbitrio della fede, per cui non si stava parlando di una attività pseudo-medica, ma di sedute con ministri del culto. Del resto faccio fatica a trovare differenze fra una seduta con uno psicologo ed una confessione con un prete, salvo il fatto che lo psicologo ha studiato ed è abilitato ad aiutare i propri pazienti a superare le proprie angosce e problemi esistenziali, mentre il prete no. Se io facessi una cosa analoga a quella che fanno i preti durante la confessione, non essendo ministro del culto, verrei denunciato per esercizio abusivo della professione.

Nel momento in cui il fact-checking rigoroso iniziasse a toccare madonne che piangono e guarigioni miracolose (la storia di Lourdes in questo senso è emblematica) anche le religioni verrebbero ampiamente ridimensionate, ma sappiamo bene tutti che quelli sono nervi scoperti su cui non è possibile usare toni troppo perentori, al rischio di essere tacciati di blasfemia o altro.

Quindi temo che, salvo per le persone che abbiano voglia di informarsi ed evitare di farsi fregare dai ciarlatani, ci dovremo tenere oroscopi, medicina hameriana, omeopatia e fiori di Bach per un bel pezzo.

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