Bonobo life style

Un articolo pubblicato nel 2016 sulla rivista BMC Evolutionary Biology dice che fisiologicamente i genitali delle femmine di bonobo appaiono “in calore”, cioè più gonfi e di un colore diverso rispetto ai periodi non fertili, fino a 31 giorni di seguito: essendo un periodo di tempo molto lungo i maschi di bonobo non riescono ad assicurarsi che dopo il loro primo accoppiamento con una femmina questa non abbia rapporti con altri maschi, e per questa ragione la competizione tra i maschi di bonobo, così come la violenza sulle femmine, ha perso significato.

Source: Tra i bonobo comandano le femmine e si fa molto sesso – Il Post

In sintesi perché gli uomini confliggano di meno basterebbe che le donne la mollassero un po’di più 🙂

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Ius soli (temperato)

La prima premessa doverosa è che chiamerò questa ipotesi di legge “Ius soli” come fanno i media mainstream solo per capirci. In realtà questa legge non è uno Ius soli e con la solita malizia democristiana Maurizio Lupi lo ha detto, sarebbe meglio chiamarlo altrimenti. Sembra una questione di fuffa (in parte in effetti lo è) ma è in realtà un modo per togliere vento alle vele dei vari populisti-razzisti che insinuano nella discussione, a favore dei più distratti e delle varie “signora mia” di Voghera. Ius soli evoca le orde barbariche di “negre” incinte che vengono a partorire in Italia per far ottenere la cittadinanza ai figli e poi usarli come gancio per i ricongiungimenti familiari e ingrossare le fila di “negri” che ci tolgono il lavoro. Del resto è vero che con lo Ius soli puro, come c’e’ negli USA, si creano dei fenomeni di abuso della legge tipo donne facoltose di paesi emergenti (tipo India, Cina, Indonesia, Brasile…) che organizzano parti in clinica negli USA allo scopo di concedere alla progenie la sempre utile e ben spendibile cittadinanza USA.

Del resto anche la coincidenza temporale di voler discutere questa legge in Estate, quando le cronache sono invase di barconi grondanti umanità disperata non aiuta.

Il rovescio di questa miserabile medaglia è che, in un momento in cui i partiti politici muovono i carri armati del Risiko per riposizionarsi ( e Alfano, avendo visto che aria tira alle amministrative, sta tornando verso Silvio sperando che la cosa gli porti poltrone e potere contrattuale pur nella miseria dei suoi risultati elettorali) la legge è stata affossata e questo incide sulla carne viva di persone in carne ed ossa. Ragazzi nati e cresciuti in Italia, che magari hanno gli occhi a mandorla o la pelle cioccolato ma parlano veneto, toscano o marchigiano. Che della terra di origine dei propri genitori conservano qualche pallido ricordo tramandato dai racconti, ma che magari non sono mai stati in vita propria ad Asmara o Canton e non sanno spiccicare una parola di tigrino o cantonese.

Sono ragazzi italiani, in tutto e per tutto, ai quali, per il piccolo cabotaggio politico di Alfano e Grillo e per il razzismo di Salvini e Berlusconi, non avranno la possibilità di fruire dei benefici che la cittadinanza darebbe loro. Italiani di serie B.

Chissà come fa questa gente a guardarsi allo specchio alla sera e dormire la notte.

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Una cosa da non credere

[….]

Eight-seven per cent of the minors who married across the country between 2000 and 2015 were girls, with the majority either 16 or 17. The youngest wedded were three 10-year-old girls in Tennessee who married men aged 24, 25 and 31 in 2001. The youngest groom was an 11-year-old who married a 27-year-old woman in the same state in 2006.

Source: More than 200,000 children married in US over the last 15 years | The Independent

E non stiamo parlando di qualche sperduto villaggio del Terzo Mondo. Ma degli Stati Uniti D’America. Oggi.

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Il piccolo Charlie

Charlie Gard. Il tragico errore di una scienza che si crede onnipotente

Source: Charlie Gard. La scienza si crede onnipotente | Tempi.it

Facciamo una doverosa premessa, in questa dolorosissima storia ci sono una coppia di giovani genitori che stanno per perdere il proprio figlioletto e non riesco ad immaginare niente di più doloroso, straziante e tragico di questo. Loro hanno tutto il diritto di provare ogni sensazione possibile e di reagire nei modi che ritengono, sia disperandosi che aggrappandosi a speranze più o meno irrealistiche che si verifichi una qualche guarigione miracolosa.

Gli osservatori che fanno commenti come quello che ho linkato confondono questa legittima disperazione e questa disperata necessità di avere una speranza, se pur flebile, con ciò che è meglio per il piccolo bimbo.

Cosa sia meglio per il piccolo Charlie io non lo so. Non sono il medico che lo cura. Non sono nemmeno un medico. Mi limito ad osservare che in quattro (quattro!) gradi di giudizio è stato confermato il parere dei medici riguardo al fatto che insistere con delle terapie inefficaci sul martoriato corpicino di questo piccolo sfortunato bimbo sarebbe un’inutile crudeltà, che allungherebbe la sua agonia, senza produrre nessun risultato.

Far diventare questa vicenda dolorosissima una disputa fra i poveri genitori che vogliono far vivere il proprio contro la scienza perversa che tetragona al dolore dei genitori vuole far morire il bimbo è un’assurda e vergognosa semplificazione.

Un medico deve avere come stella polare del proprio operare il benessere del proprio paziente. L’accanimento terapeutico, fatto per venire incontro al (legittimo e comprensibilissimo) desiderio dei genitori di aggrapparsi con le unghie a qualunque barlume di pur minima speranza, non è (o non sarebbe, nelle opinioni di tanti medici e tanti giudici) nel supremo interesse di Charlie.

Questi sono i fatti. Lo storytelling strappalacrime invece sono solo cazzate buone per speculare sulla pelle di un povero bimbo molto sfortunato e dei suoi molto sfortunati e sofferenti genitori.

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Le ruote dell’Airbus

L’Airbus A-380 atterra su 22 ruote. Sono poche? Sono troppe? Per saperlo è necessario il parere di un ingegnere aeronautico e non sono documentati casi di passeggeri che chiedano di smontare una ruota al pilota.

Il ponte che consente all’autostrada A1 di superare il fiume Po all’altezza di Piacenza ha 16 campate. Sono troppe? Sono poche? Ci vuole un esperto di ingegneria civile per dirlo, e infatti nessuno degli automobilisti che ci passa soprasi azzarda a obiettare.

In entrambi i casi ci si fida del fatto che gente estremamente qualificata, che conosce bene l’argomento, abbia fatto i calcoli corretti ed abbia deciso il giusto numero di campate o di ruote.

Al contrario, sentite ogni giorno dire che “dodici vaccinazioni sono troppe” Lo dicono in tanti: parlamentari, mamme informate, padri combattenti, giornalisti d’assalto. Tutte persone che sanno di vaccini quanto di ingegneria civile o aeronautica: zero assoluto. Per motivi sconosciuti sulle ruote dell’Airbus e sulle campate del ponte tacciono, sui vaccini parlano. E dicono sciocchezze. Vediamo perché.

Partiamo da un concetto: chi usa il termine “sovraccarico immunologico” è qualcuno che non sa nulla di immunologia. Il sovraccarico immunologico non esiste, e tanto meno potrebbe conseguire alla somministrazione di dodici vaccini. Un bambino esce dall’utero materno (sostanzialmente sterlile) e al momento della nascita viene invaso da moltissimi miliardi di batteri che stimolano il suo sistema immune senza sovraccaricarlo: cosa volete che facciano dodici vaccini in quindici mesi?

Ma vediamo la questione da un altro punto di vista, e spieghiamo cosa è un antigene. Un antigene è una singola sostanza che stimola il sistema immune, come una proteina purificata. Quando il bambino si provoca un graffietto nella cute o viene punto da una zanzara viene a contatto istantaneamente con migliaia e migliaia di antigeni: nei “dodici vaccini”, distribuiti in quindici mesi di vita, ce ne sono meno di centosessanta!

Se pensate che una volta si vaccinasse di meno, vi sbagliate. Chi, come me, è nato negli anni 60, è stato vaccinato con un numero minore di vaccini, ma gli antigeni erano più di tremila. Oggi, grazie al miglioramento della tecnologia, i vaccini sono immensamente più sicuri ed efficaci e con meno di 200 antigeni complessivi proteggono contro dodici malattie.

Dodici vaccini, quindi, non sono troppi. Sono un modo per proteggere in tutta sicurezza un bambino – e tutta la società – da malattie pericolosissime che potrebbero avere conseguenze tragiche. Non ascoltate quindi chi vi racconta bugie sul “sovraccarico immunologico”: è un cretino tanto quanto colui che vorrebbe togliere un paio di ruote al carrello dell’aereo con il quale state per partire per le vacanze. Non consentitegli di mettere in pericolo voi, gli altri passeggeri e mandatelo al posto che gli appartiene: un bar di periferia a bersi del brandy di pessima qualità.

Dimenticavo: sempre i soliti somaroni vi dicono “i vaccini si fanno troppo presto”. E’ un’altra scemenza della quale vi parlerò la prossima volta.

PS: i dodici vaccini non sono troppi, ma sono pochi: manca quello importantissimo contro lo pneumococco, che oltre a proteggere i bambini difende pure gli anziani. Ma di questo ne parleremo in altra occasione.

PPS: grazie per le innumerevoli mail alle quali non posso rispondere.

Fonti:

Addressing Parents’ Concerns: Do Multiple Vaccines Overwhelm or Weaken the Infant’s Immune System? – Pediatrics, January 2002, 109:1

Via faccialibro

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Effetto Trump

Non so se mi stia illudendo oppure se sia una realtà, ma mi pare di notare che dopo l’elezione di Trump, arrivata al culmine di una crescita costante di populismi e destrismi vari in giro per il mondo, da Duarte Duterte nelle Filippine fino a Brexit in UK, le cose stiano un po’ cambiando. I populisti sono sempre forti, sia chiaro, ma mi pare di notare un certo arretramento e un certo stallo di quest’onda che sembrava destinata a travolgere tutto.

Io ho l’impressione che nel momento in cui Trump si è messo a fare quel che diceva in campagna elettorale (“muslims ban”, “muro col Messico”, “uscita dall’accordo di Parigi”) molte persone che volevano una faccia nuova, uno fuori dal solito giro a mischiare un po’ le carte, si sono trovate a fare i conti col fatto che un populista ignorante fa il populista ignorante e poi il conto che arriverà sarà salato.

Insomma, sembra che Trump, come ho detto in una mailing list ad alcuni amici, sembra essere il “mostro di fine livello”.

Ora vediamo se ho ragione o se è solo una fase contingente momentanea.

 

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