Vergogna! vergogna! vergogna!

Sempre a proposito del delirante soliloquio di Silvio, ad un certo punto è sbottato urlante parlando dei caduti. Prima ha fatto un vergognoso discorso utilitaristico: “i soldati sono li così l’Italia può dire la sua nei consessi internazionali”, che è un motivo ben scadente per mandare dei padri di famiglia a morire. Io non li farei morire nemmeno per liberare l’Afghanistan dai taliban, ma per lo meno come intento mi sembra più nobile.

Poi si è scagliato contro “questa opposizione” che “brucia le sagome dei nostri soldati”, “incita la meno sei” e “brucia le bandiere di Israele e degli Stati Uniti”.

Naturalmente queste frasi completamente fuori di senno hanno sollevato un vespaio, PD, IDV e UDC non sono certo partiti di estremisti che bruciano le bandiere o inneggiano ai morti.
Alla sera il solito Bonaiuti ha precisato che Berlusconi si riferiva a “certe frange della sinistra extraparlamentare”.

Che, come dovrebbe essere noto, non fanno opposizione.

E’ inutile dire che i noti scendiletto che dirigono i vari telegiornali si sono guardati bene dal sottolineare questa infamia.

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Internazionale di sinistra

Die Welt, stoccata a Berlusconi “E’ l’autunno del sultano” – Politica – Repubblica.it.

Dopo il WSJ e altri giornali di area “conservative”  anglosassone, ora tocca al Die Welt, giornale “democristiano” tedesco attaccare frontalmente Berlusconi.

Berlusconi nel comodo salotto di Vespa aveva detto che i giornali esteri che lo attaccano fanno parte della “internazionale di sinistra” dei giornali, amici dei giornali di sinistra italiani, che li avrebbero chiamati a raccolta come le truppe cammellate per detronizzare il sultano.

Ovviamente nessuno degli astanti (nemmeno Sansonetti… ma che cazzo ci va a fare da Vepsa a reggere il bordone a queste sceneggiate e fare da foglia di fico? “c’era anche un giornalistadichiaratamente comunista”… bah) ha fatto notare a Berlusconi che chi lo attacca sono tanto giornali liberal quanto giornali moderati o anche spiccatamente conservatori.

Tutto questo mi spinge a svariate considerazioni.

La prima, Berlusconi era un’anomalia per la democrazia anche nel 1994. In nessun paese democratico del pianeta un miliardario, editore televisivo e giornalistico, editore di libri, con un passato così chiacchierato, avrebbe potuto anche solo avvicinarsi alla politica senza essere letteralmente massacrato dalla stampa, ne avrebbe trovato asilo in qualsivoglia partito politico esistente. Oggi, dopo che le sue pruriginose vicende di festini, puttane e foto di culi nelle sue residenze hanno accesso il peggior vojeurismo dei lettori/spettaotri stranieri, ora che anche per il pubblico d’oltralpe e d’oltreoceano Sivlio fa notizia, usano il badile per massacrarlo e alimentare uno dei più oziosi luoghi comuni sull’italico maschio: insaziabile corteggiatore e cascamorto.

La seconda, il fatto di mostrare cosa scrivono con una certa malevolenza all’estero di Berlusconi vuol dire due cose: o che l’antiberlusconisimo in se non esiste, oppure che l’antiberlusconismo si esporta meglio del Brunello di Montalcino. I tirapiedi di Berlusconi hanno tirato in ballo perfino il razzismo anti italiano, dicendo che i giornalisti di sinistra che alimentano queste campagne di stampa (cosa che mi fa scappare da ridere, il Wall Street Journal che scrive un editoriale di piombo per l’imbeccata di Ezio Mauro…) fanno il male dell’Italia e danno buoni motivi agli stranieri che ci vedono come i soliti corrotti, mafiosi e donnaioli trovano pane per i prorpi denti.

La terza è che sarebbe davvero grottesco se un uomo con un così deflagrante conflitto di interessi, che ha eluso domande ben più gravi e fatte da un interlocutore istituzionalmente preposto e ben più pericoloso di un giornalista (la famosa “facoltà di non rispondere” sulla provenienza dei capitali con cui ha iniziato la sua attività di palazzinaro al processo per mafia del suo braccio destro, diventata anche una scena del fil “il Caimano”) che è stato membro della loggia massonica P2, che ha ospitato in casa persone di ben più che dubbia moralità e che è stato coinvolto in processi nei quali ha usufruito di ogni granzia per non essere incolpato, ma dove sono stati accertati reati gravissimi compiuti dal suo gruppo o per conto del suo gruppo, possa scivolare sulla buccia di banana più ovvia e più ridicola: la figa.

In utlimo, vorrei capire come le donne italiane possano ancora avere fiducia di qualcuno che si fa corrompere non più dal denaro (di cui evidentemente non ha alcun bisogno) quanto dalla bellezza femminile, elevando al massimo livello il mercimonio del corpo delle donne.

Tanto più alla vista dei berluscones indomiti che, quando leggono delle performances sessuali del loro caudillo, si danno di gomito e ammiccano: “guarda quelli di sinistra come rosicano che Sivlio tromba come un’alce”.

Onestamente sono più che sicuro che in tutta la mia vita non avrò avuto tutte le donne che Berlusconi ha in un mese o in una settimana. Per lo meno sono sicuro che le poche che ho avuto, per amore o per solo una fugace avventura sessuale, non sono venute con me perchè trovassi loro un posto in TV o in parlamento, ne più genericamente, per denaro, potere, visibilità eccetera.

E questa è una cosa che tutto mi fa, meno che “rosicare”.

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Berlusconi piace alla Chiesa

“Mi piace ricordare – aggiunge Berlusconi – che molti vescovi mi hanno reso testimonianza in tal senso dichiarando esplicitamente che nessun governo aveva saputo operare così concretamente su molti dei temi che stanno a cuore alla Chiesa”.

Infine, la frase sull’8 per mille: “Sono personalmente convinto – conclude il presidente del Consiglio – che l’otto per mille attribuito alla Chiesa in base a una libera scelta dei cittadini sia tra i ricavi delle imposte che vengono meglio utilizzati non solo a sostegno della Chiesa ma in favore dell’intera comunità nazionale e dei paesi del terzo mondo”.

via Repubblica.it/politica: Berlusconi costretto a intervenire “Non si tocca l’otto per mille”.

Non so se qualcuno lo sta notando, ma i Ruini, i Bagnasco, i Ratzingher e tutta la pletora di supercattolici sfasciacoglioni che dicono la propria ad ogni piè sospinto su Halloween, Harry Potter, i libri di Pullman, i preservativi, gli omosessuali, le trasmissioni televisive con troppe tette e culi.. [ad libitum], tacciono. Tutti.

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Amici per la pelle (abbronzata)

Il Blog di Andrea Mollica – USA 2012: L’amicizia standard tra Obama e Berlusconi.

L’amicizia standard tra Obama e Berlusconi

E’ davvero imbarazzante constatare il tripudio dei giornali di destra per la formula di cortesia utilizzata da Barack Obama nei confronti di Berlusconi. Dopo aver pubblicamente dissentito sull’accesso della Turchia nella Unione Europea, Obama ha descritto Nicolas Sarkozy come un amico personale. Così il presidente americano ha apostrofato la cancelliera tedesca Merkel.

Da prassi diplomatica ad esaltazione dinon-si-sa-quale ruolo del presidente del consiglio. Così avviene nella declinante Italia berlusconiana. A proposito di corifei di Silviuccio amico americano, Mario descrive perfettamente il comico più penoso di Broccolino

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Ferrara spiega Berlusconi ai tedeschi

Ferrara fa un esercizio fra il surreale e il grottesco, tenta di spiegare e giustificare ad un pubblico straniero (tedesco) quegli atteggiamenti del nostro premier che all’estero fanno inorridire anche il più bendisposto degli osservatori politici.

Fanno sorridere i tentativi di far passare come piccole vanità le ville, le feste, i vulcani, i cactus e tutto l’armamentario da novello Caligola che ci ha propinato Silvio in questi anni. Ma la cosa più paradossale è il tentativo da un lato di ridimensionare, dall’altro di mostrare ai tedeschi il Noemigate come se fosse una gigantesca trappola escogitata dalla sinistra, livorosa ed invidiosa per il grande appeal di questo self made man. Naturalmente le vicende giudiziarie sono state derubricate ad attacchi della “casta” dei magistrati, faziosa e, ovviamente, politicamente schierata a sinistra.

Dato che io lavoro in una multinazionale tedesca e per questo motivo molti colleghi tedeschi li conosco bene, e ho afferrato negli anni le loro grandi virtù e i loro piccoli congeniti difetti come “popolo”, sono più che sicuro che, se pur parecchio edulcorata, questa storia contribuirà a rendere di Berlusconi un’immagine se possibile ancora peggiore di quella che hanno già. Riporto in calce un frammento di questa penosa agiografia.

L’ultima storia che riguarda Berlusconi è surreale, decisamente al di là del bene e del male. Un grande giornale di sinistra, la Repubblica, ha scoperto e ha lanciato come se fosse un segreto la storia, pubblica e ben documentata da una raffica di fotografie, della partecipazione del presidente del Consiglio alla festa di compleanno, il diciottesimo, di una ragazza napoletana il cui nome è Noemi. La festa era in un ristorante, c’erano i genitori e tutti i parenti della ragazza, una gran quantità di personale di servizio, amici di famiglia, agenti di scorta e membri dello staff del presidente del Consiglio. La ragazza, come altre che hanno nel tempo frequentato le feste di casa Berlusconi, è una simpatica e spregiudicata teen ager con la voglia di sfondare nel mondo dello spettacolo, e con Berlusconi ha un rapporto di familiarità, lo chiama «papi».
Familiarità, patronage, ma niente flirt con una minorenne: su questo nessuno ha rivolto accuse dirette al premier, perché i cronisti di Repubblica si sono limitati a insinuazioni e domande allusive. E Berlusconi, dopo essersi impigliato in una rete di imprecisioni, inesattezze e mezze bugie che sono la sua arma tipica contro gli atteggiamenti aggressivi e inquisitori della stampa, ha negato con sicurezza di essere il fidanzato segreto della adolescente. Tycoon televisivo, Berlusconi è sempre rimasto se stesso negli stili di vita, e adora il patronage, il gioco semiserio intorno al sogno di promozione in carriera e di competizione delle ragazze che girano nel mondo del casting, oggi una sorta di nuova classe sociale postmoderna che produce plusvalore e si guadagna da vivere attraverso l’immagine. Sebbene ami le donne, e questo può succedere, l’uomo è molto lontano da Gilles de Rais, e anche dal libertinismo di don Giovanni. Casomai è un Leporello pieno di disprezzo per le ipocrite maniere del bel mondo.
Nella storia, che sarà probabilmente ridimensionata dopo le elezioni europee, ha avuto una funzione decisiva una serie di duri commenti della signora Berlusconi, Veronica Lario. Decisa a divorziare dopo anni di estraniamento, e dopo aver subito sia le carezze sia le distrazioni umilianti di un maschio italiano tremendamente affezionato al proprio Ego e ai suoi pubblici primati di potenza virile, la moglie del presidente del Consiglio, che ha le sue idee e una visione del mondo sobria e riservata, ha tirato un paio di sonori ceffoni al marito sia come figura privata sia come figura pubblica. Appiccando l’incendio. Un grande falò delle vanità che sarà spento solo quando si capirà che, parafrasando un aforisma postumo di Friedrich Nietzsche: «Non resta altro mezzo per rimettere in onore la politica, si devono come prima cosa impiccare i moralisti».

via Il Cavaliere spiegato agli stranieri – Interni – ilGiornale.it del 04-06-2009.

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