Big Data e Meerkat

Ho letto che si sta generando molto interesse attorno a Meerkat, una applicazione per smartphones Apple, che sfrutta Twitter per le credenziali e come veicolo di diffusione dei propri contenuti, che in sostanza crea eventi “on the fly” e produce streamings in diretta generati dalla videocamera del proprio device IOS e consente a chi accede di vederli. E’ poi demandato alla facoltà di chi segue l’evento salvare o meno il video ricevuto. Altrimenti l’evento andrà perso per sempre, salvo nella memoria di chi l’ha vissuto (come lacrime nella pioggia).

La considerazione che mi veniva da fare, leggendo le specifiche, è che probabilmente sta iniziando una nuova generazione di software (anche Snapchat fa qualcosa del genere) che non salva più i propri contenuti, per evitare di ingigantire ulteriormente la mole immane e spesso inane di contenuti che affolla la Rete e gli storage. A mano a mano che la vita si sposta sulla rete, che le relazioni umane vanno su supporti di silicio, la quantità di inutile e perdibile spazzatura che transita sui nostri supporti aumenta vertiginosamente. Quindi si perderà, io presumo, la tendenza al “salvataggio automatico” sempre e comunque di qualunque cosa, e diventerà sempre più demandato al singolo la scelta di conservare qualcosa perchè effettivamente ha una qualche utilità.

Io che non sono un fanatico del backup ma che comunque cerco di tenere traccia di quel che faccio, spesso quando guardo i miei archivi, che sono un piccolo sottoinsieme della pluritrentennale vita digitale che ho alle spalle, vedo che il 90% di quel che ho tenuto è inutile spazzatura. Drivers di device che non ho più e di sistemi operativi che non esistono più, porzioni di codice in linguaggi ormai desueti, elaborazioni grafiche ad una risoluzione da francobollo e così via.

Immagino che ci dovremo abituare a questo cambio culturale dei dati volatili e che, secondo me, non è per niente un male. Per altro conservare una messe sconfinata di dati, per quanto non ci si pensi istintivamente, costa un sacco di energia e quindi di inquinamento. In gran parte dei casi, ripeto, per cose brutte, inutili e superflue.

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