Confondere media e contenuti

Agli albori della Rete la gran parte degli altri media (esclusa la radio che, effettivamante, si era da subito trovata un media ideale con cui fare comunella) sparavano a zero su Internet come se fosse un coacervo di tutti i mail possibili, di tutti i mascalzoni e di tanti potenziali fanciulli innocenti da abbindolare. Le Chat (si, all’epoca andavano di moda) erano una sorta di sinonimo di luogo di perdizione (più o meno come adesso socialnetuorc). C’era una sorta di McCartismo contro i pedofili. Internet sembrava una sorta di terra di conquista per questi mascalzoni corrompi-minori.

Un genio su Usenet scrisse che avercela con Internet per i pedofili fosse del tutto equivalente ad avercela con Betacam o VHS. Prima delle rete i pedofili si scambiavano videocassette pedo-pornografiche. Ergo eliminando i videoregistratori si sarebbero eliminati i pedofili.

Oggi leggo da più parti che siccome il Mondo brulica di idioti e questi idioti sono attratti come il miele da Facebook e del social networking, basta eliminare Facebook per debellare l’idiozia. Un bel salto logico.

Certo un idiota col modem fa molti più danni di un idiota col VHS. Ma per il resto sono le solite parole in libertà.

E ora una chiosa per quel cazzone di Massimo Tartaglia. Col suo gesto ho dovuto in due-giorni-due, avere compassione e umana partecipazione per Silvio Berlusconi e oggi mi tocca financo dar ragione a Casini. Fanculo.

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Le risposte alle domande di Angelino

via Alfano che dice le bugie – Peter Gomez – Voglio Scendere.

di Peter Gomez e Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano, 24 novembre 2009

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, minacciato di sfratto da Silvio Berlusconi tre giorni fa in caso di mancata approvazione della legge che ammazza i suoi processi, comunica: “Nessuno è riuscito a rispondere alla domanda su come mai tutte le inchieste si sono concentrate su Berlusconi soltanto dal 1994 in poi, mai per fatti funzionali alla sua attività politica, ma per fatti che vanno dal 1994 a ritroso”. Caro ministro, le rispondiamo noi. Primo: le inchieste su Berlusconi e le sue aziende sono iniziate ben prima del ‘94. Secondo: i processi attualmente in corso per la corruzione di Mills e per i fondi neri Mediaset riguardano reati successivi al ‘94, dunque nemmeno volendo i magistrati avrebbero potuto scoprirli e perseguirli prima che fossero commessi. Piccolo promemoria, a beneficio del cosiddetto Guardasigilli.

1979, 12 novembre
Massimo Maria Berruti, maggiore della Guardia di finanza, guida un’ispezione all’Edilnord Centri Residenziali e interroga Silvio Berlusconi su presunte irregolarità tributarie. Berlusconi, mentendo, sostiene di essere un “semplice consulente” Edilnord per la “progettazione e della direzione generale di Milano 2”. Invece è il proprietario della società. Berruti si beve tutto, e chiude l’ispezione. Nel 1980 si congeda e poi diventa un consulente Fininvest.

1983
La Guardia di Finanza di Milano mette sotto controllo i telefoni di Berlusconi per un presunto traffico di droga. L’indagine sarà poi archiviata.

1984, 24 maggio
Il vicecapo dell’Ufficio Istruzione di Roma, Renato Squillante, interroga Berlusconi, assistito dall’avvocato Previti e imputato “ai sensi dell’articolo 1 della legge 15/12/69 n. 932” (interruzione di pubblico servizio) per antenne abusive sul Monte Cavo che interferiscono con le frequenze radio della Protezione civile e dell’aeroporto di Fiumicino. Gli imputati sono un centinaio. Ma Berlusconi nel 1985 è subito archiviato, gli altri nel ‘92: non potevano sapere che Squillante, Fininvest e Previti avevano conti comunicanti in Svizzera.

1984,16 ottobre
Tre pretori sequestrano gli impianti che consentono a Canale5, Italia 1 e Rete4 di trasmettere in contemporanea in tutt’Italia in spregio alla legge. Craxi interviene con due “decreti Berlusconi”.

1988, 27 settembre
Berlusconi viene sentito dal pretore di Verona come parte offesa in un processo per diffamazione contro due giornalisti: “Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Mai pagato la quota di iscrizione”. Doppia bugia: si iscrisse nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e pagò la quota. La Corte d’appello di Venezia spiega che è colpevole di falsa testimonianza, ma che il reato è coperto dall’amnistia del 1990.

1992, 4 maggio
Il pm Antonio Di Pietro firma un decreto di “acquisizione di documenti” sugli appalti della Coge di Parma, partecipata da Paolo Berlusconi. Il fascicolo è il 6380/91 su Mario Chiesa che il 17 febbraio ha dato il via a Mani Pulite. In Tangentopoli la famiglia Berlusconi entra subito.

1992, 21 maggio
Paolo Borsellino parla a due cronisti francesi di un’indagine in corso sui rapporti fra il boss Mangano, Dell’Utri e Berlusconi.

1992, 9 giugno
I giornali svelano che il dc Maurizio Prada accusa la Fininvest di una tangente da 150 milioni alla Dc. Fininvest “smentisce categoricamente”: solo sconti sugli spot. Anche il dc Gianstefano Frigerio parla di 150 milioni dati da Paolo Berlusconi per la discarica di Cerro. 1992, 15 settembre. Augusto Rezzonico, ex presidente delle Ferrovie Nord, racconta ai pm che in febbraio Dc e Psi hanno   inserito nella legge sul codice della strada un emendamento per favorire la “Fininvest, unica depositaria del know how tecnico necessario” per il sistema di segnalazione elettronico “Auxilium” per le autostrade, “un business da 1.000 miliardi”. Poi aggiunge che il manager del gruppo Sergio Roncucci “ringraziò per l’emendamento e mi confermò l’impegno della Fininvest a contribuzioni alla Dc per il piacere ricevuto”.

1992, dicembre
Paolo Berlusconi indagato a Roma: avrebbe venduto immobili Edilnord a enti previdenziali a prezzi gonfiati in cambio di mazzette all’Ufficio tecnico erariale. Pagamenti per cui sarà poi considerato vittima di concussione. 1993, 15 gennaio. Paolo Berlusconi rinviato a giudizio con 34 persone i finanziamenti illeciti ai partiti legati alle discariche. 1993, 8 aprile. Gianni Letta, interrogato da Di Pietro, ammette di aver finanziato illegalmente   con 70 milioni il segretario Psdi Antonio Cariglia: “La somma fu da me introdotta in una busta e consegnata tramite fattorino”. Lo salva l’amnistia del 1990.

1993, 18 maggio
Arrestato per corruzione Davide Giacalone,consulente del ministro delle Poste Oscar Mammì per la legge sulle tv, e poi consulente Fininvest per 600 milioni. Verrà assolto e in parte prescritto.

1993, 18 giugno
Arrestato Aldo Brancher, assistente di Fedele Confalonieri, per 300 milioni dati al Psi e 300 a Giovanni Marone, segretario del ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, in cambio di spot anti-Aids sulle reti Fininvest. Resterà tre mesi a San Vittore senz’aprire bocca. Poi diventerà deputato e viceministro.

1993, 23 giugno
Confalonieri e Brancher indagati a Milano per 300 milioni al Psi. I due usciranno indenni dall’inchiesta.

1993, settembre
La Procura di Torino indaga su un giro di false fatture nelle sponsorizzazioni sportive, che porterà al coinvolgimento di Publitalia e nel ‘95 all’arresto e alla condanna di Dell’Utri. Anche a Milano si scoprono fondi neri di Publitalia. Dell’Utri patteggerà la pena

1993, 29 ottobre
Il pm romano Maria Cordova, che indaga su tangenti al ministero delle Poste, chiede al gip Augusta Iannini (moglie di Bruno Vespa) l’arresto di De Benedetti, Galliani e Letta. Ma la Iannini arresta solo De Benedetti e si spoglia delle altre due posizioni perché relative a amici di famiglia. I due, poi assolti, restano a piede libero.   1993, 25 novembre. Craxi trasmette un memoriale ai pm: “Gruppi economici (…) hanno certamente finanziato o agevolato i partiti politici e, anche personalmente, esponenti della classe politica. Da Fiat a Olivetti, da Montedison a Fininvest”.

1993, 4 dicembre
La Procura di Torino raccoglie le confessioni del presidente del Torino Calcio, Gianmauro Borsano, deputato Psi, travolto da un crac finanziario. Borsano dice che nel marzo ‘92 il vicepresidente del Milan, Galliani, gli versò 18 miliardi e mezzo più 10 miliardi in nero per il calciatore Lentini. La Procura trasmette il fascicolo a Milano per falso in bilancio e il 22 febbraio ‘94 ascolta Borsano e altri protagonisti. Il pool mette così il naso nei conti esteri Fininvest.

1993, 14 dicembre
Arrestati a Torino il sindaco Pds e quattro assessori di Grugliasco per tangenti sul megacentro commerciale Le Gru, costruito dalle coop rosse e gestito dalla francese Trema e da Standa (Fininvest). La Procura indaga Brancher (poi archiviato) e convoca come teste Berlusconi, che si presenterà solo il 19 aprile ‘94, dopo aver vinto le elezioni.

1993, dicembre
Salvatore Cancemi, primo boss pentito della Cupola,comincia a parlare al pm di Caltanissetta Ilda Boccassini dei rapporti fra Berlusconi, Dell’Utri, mafia e stragi. 1993, 20 dicembre. Il procuratore Borrelli dice al Corriere: “Sappiamo che certe coincidenze possono provocare sconquassi, ma che possiamo farci? Quelli che si vogliono candidare si guardino dentro. Se sono puliti, vadano avanti tranquilli. Ma chi sa di avere scheletri nell’armadio, vergogne del passato, apra l’armadio e si tiri da parte prima che arriviamo noi”.

1994, 26 gennaio
Silvio Berlusconi annuncia in tv, con un videomessaggio, il suo ingresso in politica perché “questo è il paese che amo”. In privato, confida a Montanelli e a Biagi: “Se non entro in politica, finisco in galera e fallisco per debiti”.

(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

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E due

Mills condannato in Appello “Fu corrotto da Berlusconi” – cronaca – Repubblica.it.

Anche per la Corte d’Appello (quindi niente dottoressa Gandus estremista di sinistra) Mills fu corrotto da Silvio Berlusconi.

Se la sentenza venisse confermata anche in Cassazione (anche se c’e’ il fondato rischio che finisca prescritto il reato) significherebbe che:

Mills è stato corrotto, Berlusconi ha corrotto e ha scampato una condanna solo grazie ad una legge incostituzionale, la corruzione ha probabilmente fruttato esiti migliori del “naturale” in altri processi passati in cui Mills era testimone e per i quali sarebbe stato corrotto per edulcorare la sua versione dei fatti.

Chissà quando i miei connazionali apriranno gli occhi su questi fatti e si renderanno conto di chi stanno mandando al potere.

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Gruppi su Facebook, più inchieste per tutti di Alessandro Gilioli

Gruppi su Facebook, più inchieste per tutti

Informo che tra gli altri anche Mughini, Bassolino, Mourinho, Moccia, Quaresma, Arisa, Hamilton, Ibrahimovic, Turigliatto, Vasco Rossi, Venditti, Maurizio Mosca, Salvatore Bagni, Giusy Ferreri, Enrico Varriale, Fabrizio Corona, Anna Tatangelo, Luca Toni, Zack Efron, Massimo Mauro, Britney Spears, Simone Perrotta, Max Pezzali, Valentino Rossi, Josè Altafini, i Dari e Topo Gigio condividono con Silvio Berlusconi l’onore di avere gruppi su Facebook che invitano al loro omicidio.

Per par condicio, invito quindi il ministro Alfano a intervenire subito e la Procura di Roma ad aprire altre indagini.

via L’espresso | Piovono rane » Blog Archive » Gruppi su Facebook, più inchieste per tutti di Alessandro Gilioli.

Aggiungo che la moda è nata fra gli anglofoni dei gruppi FB “kill someone” e se contiamo quelli sono decine di migliaia nel Mondo.

Questa gente, quando parli loro della Rete, pensa a rete 4.

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Roma ladrona

Silvio Berlusconi backed it as a celebration of northern Italian pride. The leader of Italy’s most outspoken anti-immigrant political party appeared in it. And the state television network, Rai, partly paid for it. But despite the hype, a €10m (£9m) price tag and a host of star names, the first attempt to produce a “patriotic” film for Italians living north of Florence has turned out a box-office disaster and the catalyst for an unseemly political row.

via Northern Italy’s battle cry flops at the box office | World news | The Observer.

Intanto si fanno i film di propaganda coi soldi della romanissima Rai (ovvero di tutti noi) che si traducono in un “box-office disaster“.

Magari succederà come con Credinord, salvta dalla coppia Fiorani-Fazio, poi difesi a spada tratta dagli Alberti da Giussano de stocazzo.

Dopo che Roma l’hanno saccheggiata i borboni, è arrivato il turno degli asburgo.

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Anche il Pulitzer Applebaun del W.P. fa parte del complottone anti-Silvio

Silvio Berlusconi has been accused of bribery, tax evasion, corruption and subversion of the press. His wife has left him on the grounds that he consorts with prostitutes and holds orgies at his villa in Sardinia. He makes embarrassing jokes (and then repeats them, as he did with the one about President Obama’s “suntan”) and periodically disappears to undergo more plastic surgery. He is at war with the Italian legal establishment, with almost all of the journalists who don’t work for him, and with the Catholic Church. Last week the Italian constitutional court lifted his immunity from prosecution, which means Italians can look forward to a whole new series of lawsuits and scandals.

Yet by far the most interesting thing about the Italian prime minister is this: Italians keep voting for him.

via Anne Applebaum – Scandals Don’t Dampen Berlusconi’s Appeal in Italy – washingtonpost.com.

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Lodo Mondadori

Assistiamo in questi giorni al surreale dibattito sulla sentenza del giudice monocratico che, in sede civile, ha stabilito un risarcimento a favore di CIR (De Benedetti)  contro Fininves (Berlusconi) per un fatto avvenuto alla fine degli anni ’80.

I fatti si riferiscono a quella che le cronache chiamano “la guerra di Segrate”, in cui furono coinvolti tre soggetti, CIR (De Benedetti), Fininvest (Berlusconi) e la famiglia Formenton (eredi di Arnoldo Mondadori, fondatore dell’omonima casa editrice). Successe che per giochi di potere e partite politiche, De Benedetti e Berlusconi si contesero il controllo del gruppo editoriale, De Benedetti fece un accordo con Formenton ma poi Berlusconi riuscì in un secondo tempo a convincere Formenton a cedere a lui il pacchetto che gli avrebbe concesso il controllo. De Benedetti impugnò quest’accordo, davanti ad un lodo arbitrale, che è divenuto famoso (o famigerato) come Lodo Mondadori. L’arbitrato diede ragione a De Benedetti e Berlusconi impugnò il verdetto presso la corte di Appello di Roma, e il giudice Metta pronunziò una sentenza favorevole a Fininvest, rovesciando l’esito del Lodo.

Anni dopo, facendo seguito alla testimonianza di Stefania Ariosto sulle amicizie dell’avvocato Previti nei palazzi di giustizia romani, venne aperta un’inchiesta anche su quella sentenza. Dopo svariati gradi di giudizio, Previti, Metta, Pacifico e Acampora vennero condannati perchè venne dimostrato che la sentenza favorevole a Fininvest fu frutto di corruzione. Silvio Berlusconi invece, venne prosciolto per avvenuta prescrizione del reato, considerando le attenuanti generiche. Berlusconi chiese in Cassazione di essere prosciolto nel merito, ma la richiesta venne respinta. Per altro è facoltà di chi viene dichiarato “prescritto” di rinunciare a questo istituto per ottenere piena soddisfazione e completa assoluzione (qualora si ritenga di meritarla).

Quindi, riassumendo. Berlusconi ha ottenuto la proprietà del gruppo Mondadori attraverso una sentenza fraudolenta, ovvero  ottenuta attravero una corruzione (accertata e passata in giudicato). Berlusconi per questi fatti non è stato condannato, ma nemmeno assolto, ne ritenuto innocente come da sua esplicita richiesta, ne ha rinunciato alla prescrizione, come sarebbe stato suo diritto fare.

Stabilito tutto questo è del tutto evidente che chi è andato in giudizio contro Berlusconi, avendo ottenuto una sentenza sfavorevole perchè frutto di corruzione, ha subito un danno. Ed è altrettanto evidente che se anche Berlusconi non avesse autorizzato o richiesto esplicitamente di corrompere un giudice ai suoi avvocati, questi avvocati hanno agito per suo mandato legale, usando il suo denaro e per ottenere una sentenza favorevole alle sue aziende.

Nel diritto civile, a differenza di quello penale, esiste la responsabilità oggettiva. Vale a dire che mentre per un reato per cui si può finire in galera deve essere accertata una responsabilità personale, diretta, inequivoca sui fatti oggetto di reato (quindi il processo avrebbe dovuto dimsotrare che sia stato Berlusconi in persona a richiedere una corruzione per ottenere sentenza favorevole, senza ombra di dubbio) per il processo civile questa certezza non serve.

Ovvero basta che in un’azienda in cui c’e’ un azionista e legale rappresentante che deve vigilare sui conti e sui professionisti a cui vengono affidati dei mandati, che venga distratto del denaro e usato questo denaro per commettere un reato, anche a sua insaputa (cioè se anche Berlusconi fosse stato *davvero* all’oscuro delle trame di Previti & C.), essendo suo compito, fra gli altri, impedire che queste cose avvengano, se anche avesse omesso di vigilare o di mettere in atto qualunque azione preventiva all’avvenimento dei fatti criminosi, è oggettivamente responsaible lui e la sua azienda, per questi fatti.

Per riportare la cosa su terreni più familiari, se vostro figlio di dieci anni vi ruba la macchina e con questa si va a schiantare contro un recinto di un giardino facendo migliaia di euro di danni, la responsabilità è vostra.  E chiunque lo capisce facilmente. Non conta dire: mio figlio è piccolo, io non lo sapevo, non gli ho detto io di prendere la macchina. Basta aver creato (o non impedito) le condizioni per cui si verificasse il danno. E avrete, state certi, l’obbligo di risarcimento.

Quindi, al di la dell’entità molto grande (750 milioni sono un mucchio di soldi) che può essere oggetto di discussione, sul fatto che CIR abbia subito un danno ingiustificato per “colpa” di Fininvest (e quindi di Berlusconi) è un fatto acclarato e frutto di una sentenza passata in giudicato.

E’ del tutto ridicolo e risibile che si urli al “golpe” “sentenza ad orologeria” “complotto” “eversione” e che addirittura si invochi la piazza per difendere gli interessi privati del Presidente del Consiglio in una sua controversia con un altro privato cittadino a seguito di fatti definitivamente accertati.

Se davvero faranno quello che Gilioli ha felicemente ribattezzato il “corruption day” vuol proprio dire che l’Italia è una nazione montata a rovescio e che non abbiamo speranze di tirarci fuori da questo pantano.

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