Primocanale.it – Manifesti del 25 aprile, Burlando: “E’ stata un’ingenuità”

Primocanale.it – Manifesti del 25 aprile, Burlando: “E’ stata un’ingenuità”.

Francamente non capisco il problema.

E’ stata presa una foto di partigiani per la festa della Liberazione e sono state eliminate le armi da fuoco col fotoritocco.

Ora nessuno penso abbia dubbi sul fatto che la Resistenza fosse fatta da uomini e donne armati e che, essendo stati parte di una guerra civile, il termine stesso implichi l’uso delle armi.

Il fatto che per celebrare una festa che è e deve essere di riconciliazione, come dopo ogni guerra civile, si siano eliminati gli elementi che riconducono invece alla violenza e alla crudezza della guerra, può essere stato forse un eccesso di zelo, ma di certo non una forma di subdolo revisionismo, come capziosamente vorrebbe far credere “Il Giornale”.

I partigiani usavano le armi. E facevano bene. La pace non è imbelle. Non è che se ne debba edulcorare il ricordo. Ne sono morti a centinaia, in battaglia o trucidati in esecuzioni di rappresaglia, che ogni anno, dovunque in Italia,  vengono celebrate e ricordate. I partigiani erano e sono “combattenti”.

Ritrarli armati su un manifesto del 25 aprile a distanza di oltre 60 anni sarebbe sembrato, quello si, un cattivo modo di prepararsi ad una festa che da quando c’e’ Berlusconi al potere in Italia è sempre meno di riconciliazione e sempre più fonte di polemiche e revisionismi, non ultimo quello di La Russa che si è permesso di fare dei distinguo fra partigiani rossi e bianchi, detto da uno che è nato politicamente nel partito figlio della Repubblica Sociale e fondato da uno come Almirante che ha scritto le leggi razziali.

Per tacere dei giornalisti de “Il Giornale” il cui padre e padrone non hai mai fatto pubbliche dichiarazioni di antifascismo, dicendo cose immonde come “Mussolini non ha ucciso nessono, mandava la gente in vacanza al confino” o, a domanda diretta sull’antifascismo, liquidava il tutto con: “devo lavorare e non ho tempo di pensare a queste cose“, quando invece, ogni due per tre, i valori dell’anticomunismo militante li mette in piazza. Per quelli non disdegna di sottrarre tempo al suo “lavoro”.

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Dibattiti attuali datati (ovvero della sQuola e della dittatura larvata)

«Facciamo l’ipotesi,
così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. E allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: – rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. – attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso, la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito».

[Piero Calamandrei – 1950]

Aggiungo di mio che dittatura larvata mi piace proprio un sacco come definizione del governo Berlusconi quater.

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