Laziogate

Per una singolare combinazione i due candidati opposti a Storace alla corsa della Regione Lazio, dietro cui vennero sguinzagliati degli investigatori privati per ragioni elettorali, storiaccia per la quale ci sono processi in corso, oggi si trovano sputtanati per i propri incontri sessuali giustappunto di quell’epoca li o poco successivi (2005).

Marrazzo con le trans di via Gradoli, la Mussolini mentre si accoppia(erebbe) con Stefano Fiore.

E’ davvero curioso.

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Primocanale.it – Manifesti del 25 aprile, Burlando: “E’ stata un’ingenuità”

Primocanale.it – Manifesti del 25 aprile, Burlando: “E’ stata un’ingenuità”.

Francamente non capisco il problema.

E’ stata presa una foto di partigiani per la festa della Liberazione e sono state eliminate le armi da fuoco col fotoritocco.

Ora nessuno penso abbia dubbi sul fatto che la Resistenza fosse fatta da uomini e donne armati e che, essendo stati parte di una guerra civile, il termine stesso implichi l’uso delle armi.

Il fatto che per celebrare una festa che è e deve essere di riconciliazione, come dopo ogni guerra civile, si siano eliminati gli elementi che riconducono invece alla violenza e alla crudezza della guerra, può essere stato forse un eccesso di zelo, ma di certo non una forma di subdolo revisionismo, come capziosamente vorrebbe far credere “Il Giornale”.

I partigiani usavano le armi. E facevano bene. La pace non è imbelle. Non è che se ne debba edulcorare il ricordo. Ne sono morti a centinaia, in battaglia o trucidati in esecuzioni di rappresaglia, che ogni anno, dovunque in Italia,  vengono celebrate e ricordate. I partigiani erano e sono “combattenti”.

Ritrarli armati su un manifesto del 25 aprile a distanza di oltre 60 anni sarebbe sembrato, quello si, un cattivo modo di prepararsi ad una festa che da quando c’e’ Berlusconi al potere in Italia è sempre meno di riconciliazione e sempre più fonte di polemiche e revisionismi, non ultimo quello di La Russa che si è permesso di fare dei distinguo fra partigiani rossi e bianchi, detto da uno che è nato politicamente nel partito figlio della Repubblica Sociale e fondato da uno come Almirante che ha scritto le leggi razziali.

Per tacere dei giornalisti de “Il Giornale” il cui padre e padrone non hai mai fatto pubbliche dichiarazioni di antifascismo, dicendo cose immonde come “Mussolini non ha ucciso nessono, mandava la gente in vacanza al confino” o, a domanda diretta sull’antifascismo, liquidava il tutto con: “devo lavorare e non ho tempo di pensare a queste cose“, quando invece, ogni due per tre, i valori dell’anticomunismo militante li mette in piazza. Per quelli non disdegna di sottrarre tempo al suo “lavoro”.

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Gettano la maschera

Dopo l’emendamento-vergogna sulla scuola, eccone subito pronto un altro sulla sanità.

Nel frattempo si preparano anche pomposi festeggiamenti per i 90 anni dalla “vittoria” nella Prima Guerra Mondiale.

A Genova, in piazza della Vittoria, c’e’ un arco celebrativo voluto dal Duce in cui tutti i soldati rappresentati in bassorilievo hanno la faccia di Mussolini.

Speriamo almeno che ci risparmino la versione con la faccia di Silvio.

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Mano pubblica

E’ difficile farsi un’idea chiara delle cose in questo diluvio di notizie, a volte anche in netta contraddizione fra di loro, che arrivano sulla crisi. Ho provato a domandarmi il perchè questa crisi violentissima, che nel ’29 portò ad effetti catastrofici e dalla quale Mussolini seppe difendersi inventandosi la patriottica autarchia, sia negli USA, ma sopratttuto in Europa, per quanto sia violenta la bufera sui mercati finanziari, sta per ora distante dalla vita vera.

Premesso che è una valutazione prematura, perchè magari poi gli effetti arriveranno anche su “Main Street”, quello che penso è che nel’29, oltre a essersi bruciati miliardi di risparmi e oltre ad essersi inceneriti patrimoni ingentissimi e molte persone si fossero indebitate per quella folle corsa all’oro che era diventata la speculazione azionaria, così come grossomodo sta capitando anche ora (anche se in misure diverse, allora la borsa in un anno perse il 90% di capitalizzazione), è perchè l’occupazione tiene. E l’occupazione tiene, anche gli States, ma soprattutto da noi, perchè c’e’ una bella fetta di occupazione pubblica, di mano statale, che nel ’29 era praticamente a zero.

Lo Stato, tanto più in aria di recessione, non licenzia. E questo mantiene un bordone di persone con uno stipendio garantito che sostiene i consumi. Speriamo che l’Europa colga la lezione e fermi la corsa folle del dopo Maastricht alla privatizzazione purchè sia (e magari approfitti per allentare la morsa del patto di stabilità almeno per la quota che riguarda l’argine allo tsunami subprime).

Se l’Europa c’e’, batta un colpo.

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