Il merdoso cinepanettone

Il 18 dicembre esce Avatar in contemporanea in tutto il Mondo (http://www.avatarmovie.com/) tranne in Italia, dove esce il 15 gennaio (http://www.avatarilfilm.it/) , per consentire nel periodo natalizio di massimizzare il botteghino  ai merdosi film dei Vanzina & C., di Boldi e De Sica, quella spazzatura per decerebrati che non mi farebbe ridere nemmeno se la doppiasse Buster Keaton.
Anche nelle piccole cose si vede che questa è una Nazione destinata a soccombere. Tutti si riempiono la bocca con cazzate tipo meritocrazia e concorrenza, però solo quando c’e’ da mettere in concorrenza i poveri disgraziati e c’e’ da misurare il merito dei più sfigati. Sempre tutti finocchi con il culo degli altri.

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Brevi dall’Italia

La famosa “bozza Violante”, via d’uscita bipartizan dall’impasse del “processo breve” è praticamente la riscrittura di gran parte della riforma costituzionale made in Lega affossata dal referendum.

Farà la fine della Boato-Finocchiaro, proposta come alternativa alla ex-Cirielli, per limitare i danni e che poi, a distanza di tempo, viene sventolata e rinfacciata ogni piè sospinto. Tipo il presidenzialismo proposto in bicamerale da Salvi.

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Sentenza integrale della Corte di Strasburgo (link)

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

Nel procedimento Lautsi contro l’ Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo (Seconda Sezione) si riunisce in Camera di consiglio composta da: Françoise Tulkens, presidente, Ireneu Cabral Barreto, Vladimiro Zagrebelsky, Danut Jocien, Dragoljub Popovic, András Sajó, Isıl Karakas, giudici, e di Sally Dole, cancelliera di sezione.

Dopo averne deliberato in Camera di consiglio il 13 ottobre 2009, rende nota questa sentenza.

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via L’espresso | Piovono rane » Blog Archive » Signora Lautsi contro il governo: sentenza integrale di Alessandro Gilioli.

Un ringraziamento a Gilioli che l’ha pubblicata, almeno prima di parlare che si leggano le carte.

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Democrazia zoppa d’Italia

Democrazia zoppa d’Italia – LASTAMPA.it.

I dati sono fin troppo eloquenti. Per esempio quelli diffusi il mese scorso dall’Osservatorio civico sul Parlamento italiano. Su 4.016 proposte legislative depositate alla Camera e al Senato, soltanto 68 si sono trasformate in legge. Neanche poche, giacché fra i nostri guai c’è il gran numero di leggi e di leggine che abbiamo sul groppone. Ma il guaio maggiore dipende dalla circostanza che fra queste 68 leggi, 61 sono nate su iniziativa del governo: il 90%. Dunque l’officina del diritto ha traslocato, il suo nuovo indirizzo è a palazzo Chigi.

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Brevi dall’Italia

E’ venuto alla luce durante un processo per mafia al braccio destro del Presidente del Consiglio un cordiale carteggio fra l’allora capo della Cupola e l’attuale Primo Ministro.

Minzolini ha fatto sapere in un duro editoriale che non ha intenzione di parlare al Tg1 di gossip e pettegolezzi, alla fin fine si tratta di corrispondenza privata fra due galantuomini.

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L’Italia è una repubblica fondata sul palinsesto

Secondo il Censis il piccolo schermo condiziona le decisioni
Solo un quarto degli elettori si affida ai giornali. I giovani guardano a Internet

Elezioni, il potere della televisione
Tg determinanti nella scelta del voto

ROMA – E’ ancora la televisione il principale mezzo utilizzato dagli italiani per formarsi un’opinione politica. Mentre solo un quarto degli elettori si e’ affidato ai giornali mentre Internet rappresenta ancora la fonte di informazione per una fetta minoritaria del corpo elettorale, eccetto che tra i giovani.

Secondo un’indagine del Censis, durante la campagna elettorale il 69,3% degli elettori ha formato la sua scelta attraverso le notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali. I Tg restano il principale mezzo per orientare il voto soprattutto tra i meno istruiti (il dato sale, in questo caso, al 76%), i pensionati (78,7%) e le casalinghe (74,1%).

Al secondo posto si piazzano i programmi televisivi di approfondimento giornalistico a cui si e’ affidato il 30,6% degli elettori. Si tratta soprattutto delle persone piu’ istruite (il dato sale, in questo caso, al 37%) e residenti nelle grandi citta’, con piu’ di 100.000 abitanti (con quote che oscillano tra il 36% e il 40%), mentre i giovani risultano meno coinvolti da questo format televisivo (il 22,3% nella classe d’eta’ 18-29 anni).

Al terzo posto si colloca la carta stampata: i giornali sono stati determinanti per il 25,4% degli elettori (il 34% tra i piu’ istruiti, e il dato sale ad oltre un terzo degli elettori al Nordest e nelle grandi citta’, e raggiunge il 35% tra i lavoratori autonomi e i liberi professionisti).

I canali Tv ”all news” sono stati seguiti dal 6,6% degli italiani prossimi al voto (soprattutto maschi, 9,3%, e piu’ istruiti, 10,2%). Solo il 5,5% si informa attraverso i programmi della radio, il cui ascolto e’ apprezzato soprattutto da artigiani e commercianti, liberi professionisti e lavoratori autonomi (12,1%).


Il confronto con familiari e amici, resta fondamentale per il 19% degli elettori, in particolare per i piu’ giovani (18-29 anni: 26%), residenti nel Mezzogiorno (22,2%) e nei centri urbani minori (citta’ con 10.000-30.000 abitanti: 22,5%).

Il materiale di propaganda dei partiti (volantini, manifesti, ecc.) e’ stato utilizzato dal 10,9% degli elettori, con una punta di attenzione al Nordest (17,4%). La partecipazione diretta alle manifestazioni pubbliche dei partiti rappresenta invece un canale preferenziale per una quota residuale di elettori (il 2,2%), che diminuisce ulteriormente tra i piu’ giovani (18-29 anni: 0,7%).

Internet non sfonda nella comunicazione politica. Durante la campagna elettorale, per formarsi un’opinione solo il 2,3% degli italiani maggiorenni si e’ collegato ai siti web dei partiti per acquisire informazioni, e solo il 2,1% ha visitato blog, forum di discussione. Il dato aumenta solo tra gli studenti: il 7,5% si e’ collegato ai siti Internet dei partiti e il 5,9% ha navigato su altri siti web in cui si parla di politica.

Elezioni, il potere della televisione Tg determinanti nella scelta del voto – Politica – Repubblica.it.

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Un paese senza speranza

L’Italia è un paese destinato al declino inesorabile, all’oblio senza ritorno. Un paese in cui anche un giornale progressista e, almeno nominalmente “di sinistra” fa queste penose acrobazie per non dire che il povero Stewart morto nell’incidente Spanair era gay ed aveva una normalissima relazione con un altro uomo per altro padre di un figlio. Questi penosi eufemismi fanno tanto tristemente venire in mente i cinegiornali dell’istituto Luce.

Sic.

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