Noemigate – Capodanno 2008

«Niente politica, solo divertimento, mondanità, gag, splendide signore (…) E’ il 31 dicembre, è sera e Silvio Berlusconi ha voglia di staccare la spina (…) Silvio ha voluto celebrare l’arrivo del 2008 con un evento speciale. Come non gli capitava da anni. Ed eccolo qui: la location è Villa Certosa (…). Sceltissimi gli invitati. Specie la platea femminile, preponderante sugli ospiti di sesso maschile. Si favoleggia di una proporzione numerica di dieci dame per ogni cavaliere (…). Raccontano di fuochi d’artificio mai visti. Subito dopo il bagordo vero (…). Molto apprezzate le gemelle Manuela e Marianna Ferrara, ex meteorine del Tg4. Non erano loro comunque le uniche presenze femminili note del piccolo schermo. Assenti i familiari del leader del centrodestra (…). In un collegamento telefonico con Emilio Fede, Berlusconi ha detto che la prima priorità di un futuro governo del centrodestra è la riforma della giustizia: Anche perché, spiega, “la giustizia va male, i cittadini non hanno privacy, molti temono di essere ascoltati al telefono”».

[Libero]

via: L’espresso | Piovono rane » Blog Archive » Dall’archivio. E non di “Repubblica” di Alessandro Gilioli.

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Primocanale.it – Manifesti del 25 aprile, Burlando: “E’ stata un’ingenuità”

Primocanale.it – Manifesti del 25 aprile, Burlando: “E’ stata un’ingenuità”.

Francamente non capisco il problema.

E’ stata presa una foto di partigiani per la festa della Liberazione e sono state eliminate le armi da fuoco col fotoritocco.

Ora nessuno penso abbia dubbi sul fatto che la Resistenza fosse fatta da uomini e donne armati e che, essendo stati parte di una guerra civile, il termine stesso implichi l’uso delle armi.

Il fatto che per celebrare una festa che è e deve essere di riconciliazione, come dopo ogni guerra civile, si siano eliminati gli elementi che riconducono invece alla violenza e alla crudezza della guerra, può essere stato forse un eccesso di zelo, ma di certo non una forma di subdolo revisionismo, come capziosamente vorrebbe far credere “Il Giornale”.

I partigiani usavano le armi. E facevano bene. La pace non è imbelle. Non è che se ne debba edulcorare il ricordo. Ne sono morti a centinaia, in battaglia o trucidati in esecuzioni di rappresaglia, che ogni anno, dovunque in Italia,  vengono celebrate e ricordate. I partigiani erano e sono “combattenti”.

Ritrarli armati su un manifesto del 25 aprile a distanza di oltre 60 anni sarebbe sembrato, quello si, un cattivo modo di prepararsi ad una festa che da quando c’e’ Berlusconi al potere in Italia è sempre meno di riconciliazione e sempre più fonte di polemiche e revisionismi, non ultimo quello di La Russa che si è permesso di fare dei distinguo fra partigiani rossi e bianchi, detto da uno che è nato politicamente nel partito figlio della Repubblica Sociale e fondato da uno come Almirante che ha scritto le leggi razziali.

Per tacere dei giornalisti de “Il Giornale” il cui padre e padrone non hai mai fatto pubbliche dichiarazioni di antifascismo, dicendo cose immonde come “Mussolini non ha ucciso nessono, mandava la gente in vacanza al confino” o, a domanda diretta sull’antifascismo, liquidava il tutto con: “devo lavorare e non ho tempo di pensare a queste cose“, quando invece, ogni due per tre, i valori dell’anticomunismo militante li mette in piazza. Per quelli non disdegna di sottrarre tempo al suo “lavoro”.

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Presidenziali americane, cattivi presagi

La corsa per diventare successori di G.W.Bush sta per entrare nel vivo. Mentre i democratici ancora si logorano in una battaglia intestina fra le piu’ aspre del recente passato (che altro non puo’ fare che avvantaggiare McCain) sta per aggiungere altri elementi a favore del vecchio, bolso e poco attraente eroe di guerra repubblicano, che invece di cavalcare l’onda del rinnovamento post Bush (ovunque in campagna elettorale si e’ letto, anche fra i suoi competitor repubblicani presto scomparsi, la parola “change”) se ne sta quatto quatto nell’ombra, cercando di sfruttare abilmente la battaglia ormai a schiaffi sul volto fra la Clinton e Obama.

La tendenza democratica sembrerebbe quella di affidare a quello dei due che uscisse vincitore dalle primarie la candidatura alla presidenza e allo sconfitto la candidatura alla vice-presidenza.

E gia’ qui si intravede il primo problema. Mai nella storia degli USA si e’ avuto presidente che non fosse un maschio anglosassone (naturlamente cristiano). Saranno gli elettori americani, nel loro complesso, e non quindi solo le orde di giovani liberal democratici, pronti per eleggere non solo un rappresentante di una minoranza (ove nel caso della signora Clinton questo concetto sarebbe da intendersi in maniera estensiva) ma addirittura due? Un nero presidente e una donna vice, o viceversa?
Io ho i miei dubbi.

Aggiungiamo poi l’iniezione puntuale in campagna elettorale di quel veleno chiamato ‘civil rights’, che, come da noi in Italia, ha causato a mio avviso la sconfita di Kerry alle passate presidenziali. In quella campagna elettorale fu il sindaco di S.Francisco, storica enclave gay d’America, a celebrare i primi selfsex marriage, che causarono la netta e inappellabile ostilita’ di G.Bush e qualche balbettio da parte di Kerry, che da un lato sapeva di non potersi giocare la sinistra liberal, dall’altra sapeva anche che il ventre molle dell’america, anche quello democratico, e’ profondamente religioso e conservatore.
Non a caso la vittoria di Bush e’ stata possibile grazie ad una mole enorme di voti ‘teocon’, di quella che e’ nota come bible belt, la cintura della Bibbia, dove telepredicatori e pastori di varie confessioni cristiane integraliste la fanno letteralmente da padroni, arrivando ad avere un potere economico e mediatico impressionante.

E’ di oggi la notizia che la Corte Suprema della California ha stabilito che la State Constitution di quello stato consente ai cittadini gay californiani di sposarsi.

http://www.mercurynews.com/ci_9279651?source=most_emailed

A me sembra tanto un film gia’ visto.
Non escludo che a breve Fox, del magnate australiano Murdoch, da sempre sostenitore Repubblicano e datore di lavoro di uno dei Bush nelle sue reti, estragga dal cilindro un nuovo caso Terry Schiavo, di quelli in grado di squotere le coscienze e drenare voti a McCain il quale, sono pronto a scommettere, si schierera’ senza se e senza ma dalla parte ‘della vita’. Di tutti, tranne gli Iraqueni e i condannati nel braccio della morte, naturalmente.

http://en.wikipedia.org/wiki/Bible_Belt

http://en.wikipedia.org/wiki/Gay_marriage

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