Nega-na-zi(on)ismo

Tempo fa un amico ebreo assieme ad altri su un sito internet che curava e che non ritrovo, ammesso che esista ancora, (non è il blog che ho linkato) si divertì ad usare gli argomenti dei negazionisti per dimostrare che gli Stati Uniti non avessero mai lanciato delle bombe nucleari sul Giappone. E, per quanto surreale possa sembrare, funzionava (oddio, funzionava come funzionano le tesi negazioniste, cioè assai poco).

Quando qualcuno vuol vedere un complotto, d’altra parte, non è che ci sia alcun modo di fargli guardare oltre i suoi occhi. I complottisti dell’undici settembre, per guardare ad un caso recente, sono solo gli ultimi di una lunga serie di persone suggestionabili, per usare un eufemismo, che preferiscono sempre pensare al “chi c’e’ dietro” o al “chi giova”. Gioverebbe forse a costoro (non ai complottisti dell’11 settembre ma ai negazionisti) leggersi un libro, uno solo: la banalità del male sul processo Eichmann. Che è tutt’altro che un libro faziosamente sionista. Ma che spiega con (secondo me) lucidità il perchè avvenne la Shoah. Non tanto perchè chi vi prese parte fosse intrinsecamente feroce, cattivo d’animo o una sorta di incarnazione di Satana, ma perchè non riusciva a rendersi conto fino in fondo dell’orrore a cui stava prendendo parte. La difesa di Eichmann in quello strano processo, d’altra parte non fu: “sono palle” ma essenzialmente “ho eseguito gli ordini” (che fu in tanti casi efficace a Norimberga) e, da un certo punto di vista, si sollevò perfino una questione di “diritto” sul fatto che il gerarca nazista non avesse violato alcuna legge vigente ai suoi tempi (così come a Norimberga del resto).

Ora veniamo ai nostri giorni. Il casus belli è stato un professore universitario che, dall’alto della sua cattedra, ha impartito lezioni di negazionismo.

Lessi tempo fa, sul blog di un avvocato ebreo newyorkese, una sollecitazione ad evitare di impelagarsi con un negazionista nelle dissertazioni sui numeri, sugli ordini di Hitler e su tutta la paccottiglia che portano in dote per dimostrare le loro strampalate idee storiche. Questo perchè, a scendere a quel livello, si eleva il loro punto di vista a qualcosa che abbia una sorta di dignità storica, quando invece è solo cieco ideologismo senza capo ne coda.

Altrettanto vero è però, come scrive anche giustamente Odifreddi, che stabilire la Verità per legge, compresa quella storica, è un assurdo assoluto, oltrechè un danno per chi vorrebbe mantenere i negazionisti nel loro piccolo orticello di follia, senza dar loro il pretesto di diventare martiri. In democrazia deve essere consentito di pensare e di dire tutto ciò che si vuole, salvo offendere la reputazione delle persone accusandole di cose false. Altrimenti un domani potrebbe esserci una legge contro l’evoluzionismo o contro il creazionismo, a seconda di chi comanda (argomenti molto più nobili, naturalmente, delle idiozie antisemite di pochi ignoranti).

Per quello che riguarda me e la mia opinione è capitato di leggere alcuni testi negazionisti, ed alcune delle tesi che sostengono (la maggior parte sono davvero deliranti) non sono nemmeno del tutto campate per aria. Per esempio c’e’ una disputa molto accesa sui numeri, sulla quantità di ebrei che effettivamente si sarebbe potuta uccidere con le camere a gas (e devo dire che, se non si trattasse di milioni vite umane, ci sarebbe quasi da ridere a vedere come trattano 100 mila morti in più o in meno quasi fossero vacche  o pesci e non persone). L’idea che mi sono fatto io è che, finito il disastro del conflitto mondiale, si tirarono le somme di quanti ebrei mancassero all’appello e venne fuori il numero di sei milioni. Ora effettivamente è perfino probabile che non tutti siano passati per i forni crematori, magari qualcuno è stato fucilato lungo la strada, qualcuno è morto di stenti in qualche nascondiglio o tentando la fuga, qualcuno sarà anche morto di guerra, visto che si era nel pieno della più cruenta carneficina della Storia dell’umanità. Quindi, per un momento, facciamo finta che abbiano perfino ragione loro, che sei milioni siano troppi, che i morti nelle camere a gas e nei forni crematori siano stati meno, anche la metà (non sto dicendo che sia vero eh, sia ben chiaro, faccio finta per un attimo di dar loro ragione per vedere dove porterebbe il ragionamento). Se per ipotesi, per calcolo rigorosamente scientifico, venisse fuori che gli ebrei sterminati nei campi fossero 3 milioni e non 6 e che gli altri siano morti altrimenti, questo renderebbe la Shoah un fatto meno grave e drammatico? Un orrore meno orrendo (mi si perdoni la tautologia)? Una schifezza più tollerabile? Questo credo che risponda ai negazionisti più di quanto possa fare impedir loro di delirare o mettersi a fare dei macabri conti sull’effettiva efficienza sterminatrice di Aushwitz.

Per cui lasciamo perdere l’idea balzana di portare gli storiografi in tribunale e restiamo seri, terribilmente seri, di fronte all’immane e disumana catastrofe dell’Olocausto. Lasciamo che i negazionisti siano liberi di mostrare a tutti che razza di idioti sono, senza farli diventare dei martiri, visto che di martiri in questa Storia, già ce ne sono stati uno più di troppi.

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