Min(u)etti

Tante cose si possono dire della bella Nicole, ma una certamente non la si può negare. La ragazza è sveglia e si sa “vendere” bene. E non è un allusivo e sessista doppiosenso.

Lei sa benissimo di essere una donna molto piacevole alla vista e che ha tutta una serie di connotati fisici che la rendono arrapante, non ultimo il fatto di aver condizionato con le proprie grazie[1] un uomo così ricco e potente al punto di farle fare una carriera politica folgorante ed inevitabilmente esposta al pubblico ludibrio.

Ora che il suo tempo alla regione Lombardia (e con esso verosimilmente il suo futuro in politica) è agli sgoccioli, deve trovarsi una strada per il dopo. E quindi rilascia interviste molto ammiccanti, in cui parla di amore saffico e di non poter vivere senza sesso, che sono due argomenti che nei maschi italici fanno più presa della locktite. Ed è davvero pazzesco quanto questo meccanismo pavloviano, stra abusato e stra noto, funzioni sempre, sistematicamente, come Berlusconi che promette di abbassare le tasse. Per qualche insondabile e inspiegabile riflesso, anche se tutti sanno che sono parole vacue e promesse al vento, tanti ci ricascano con tutti e due i piedi.

Tutti quelli che sbavano pensando all’igienista dentale dovrebbero ben sapere che, ammesso che abbia un qualche fondamento la ninfomania e il bisessualismo della consigliera, certamente non saranno loro a beneficiarne.
Lei sta solo piazzando il prodotto sul nuovo mercato che cercherà di aggredire. Magari ha ragione Albertini che sarà un film con Brass. Un successo garantito, certo meglio dell’hard movie della sua meno furba collega di bunga bunga Sara Tommasi.

[1] geniale la definizione di mignottocrazia di Paolo Guzzanti.

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1 Comment

  1. Per il film di Brass con la Minetti… ti presenti al casting per il protagonista maschile? 😉

    Battute a parte: condivido in pieno quanto scrivi. E tutte queste cose mi provocano una tristezza enorme.