L’emergenza democratica

Fra le pietose litanie ipocrite della politica di questi ultimi giorni ce n’e’ una che mi fa veramente incazzare.

Si sente ripetere da più parti: “C’e’ l’emergenza democratica,  Silvio è stato eletto dal 99,9% degli italiani quindi nessun magistrato kommunista e politicizzato può mettere in dubbio questo risultato facendo delle indagini o intavolando dei processi”.

In compenso, fino a non molto tempo fa, l’ordine di scuderia era: “non si parla delle vicende giudiziarie in televisione, non si fanno i processi fuori dalle sedi proprie, l’uso politico della giustizia, e bla bla” unito a “gli italiani sanno di cosa è accusato Berlusconi, nonostante questo gli danno fiducia”.

Allora però bisogna mettersi d’accordo, delle due l’una.

O Berlusconi si fa processare e lascia che il verdetto sulle sue azioni sia della magistratura, con tutto quello che questo comporta rispetto all’imbarazzo che crea il conflitto fra istituzioni. Oppure Berlusconi ritiene di non doversi sottoporre al giudizio della magistratura perchè è stato investito dal voto popolare, però allora il popolo che lo investe del potere, deve essere informato di ogni minimo dettaglio delle cose delle quali è accusato, e i processi, a questo punto non penali ma etici, si fanno in televisione.

Non è che possiamo pensare di vivere in un mondo in cui uno si candida alla politica, già partendo con il non trascurabile vantaggio di essere il più potente e importante editore televisivo  italiano (nonchè sostanzialmente l’unico), nessuno può parlare dei suoi presunti reati “per non fare la giustizia in tv” e nessuno può processarlo “perchè è investito dal suffragio popolare”.

Questo vorrei dirlo soprattutto al PD che mi sembra ben disposto, sentito Violante ieri sera a dire: “abbiamo urgenza di fare cose per l’italia, lo scontro al calor bianco sui cazzi tuoi non ci interessa ed è dannoso per il paese, quindi ti firmiamo un salvacondotto ma non ci rompere più i coglioni con i processi”.

Se la linea che passa è questa, voglio però il giorno dopo che ogni politico che va in televisione faccia l’elenco (che ho postato qui sotto) di tutte le cose delle quali è stato accusato negli anni Berlusconi, delle zone molto scure che adombrano il suo passato di imprenditore e il suo presente di imputato.

In una democrazia compiuta o si accetta il verdetto del popolo (ma allora i propri panni si lavano coram populi) o si accetta il verdetto della magistratura (e allora nessuno è esente). Nessuno è “al di sopra della legge” come nelle monarchie assolute.

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