Lazio-Inter

E così le anime belle del mondo del calcio hanno scoperto che si può tifare contro la propria squadra pur di metterla sotto la coda ai rivali cittadini. E tutti a scandalizzarsi e dire: “eh ma questo non è sport”. Ora, in un mondo popolato da angeli e anime pure forse sarà anche vero, nel mondo reale per chi, come me, vive in una città con due squadre, il risultato dell’altra squadra cittadina è il secondo più importante per stabilire se la domenica calcistica è stata felice. Se tu vinci e gli altri vincono pure, il godimento è incompleto, se tu perdi e gli altri perdono pure, l’amarezza è un po’ lenita. Come diceva il grandissimo Peppino Prisco, magister di ironia e battute taglienti: “io da sempre tifo per due squadre, l’Inter e quella che la domenica gioca contro il Milan” o, ancora più bella, “diventerò milanista un minuto prima di morire, così almeno sarà morto uno di loro”.

Fra l’altro tutti fanno finta di dimenticarsi, quando la Roma spocchiosa e con una abbondante dose di culo aveva vinto il derby, di fatto ipotecando lo scudetto, visto che tutti pensavano che da li in poi la strada sarebbe stata in discesa, che non paga di aver vinto grazie alla buona sorte, si permise pure nella persona del suo capitano di sbeffeggiare gli sconfitti con quel pollice verso ad auguare la retrocessione. L’annata perfetta: vinco due derby su due, io vinco lo scudetto e gli altri retrocedono.

E magari “gli altri” dovrebbero pure darti una mano a completare il tuo quadretto di gioia smisurata. Francamente lo striscione dei tifosi laziali “oh nooo” dopo il goal dell’Inter a me ha fatto ridere di brutto e nella mia hall of fame degli striscioni da stadio più belli è secondo solo all’inarrivabile “giulietta è ‘na zoccola” dei napoletani rivolto ai veronesi. In tutta onestà, da genoano, se con la Sampdoria ci fossimo trovati nella medesima situazione, mi sarei comportato nello stesso modo. Giusto esclusi i fischi al mio portiere o il “se vincete ve menamo” (ma tutto sta a vedere quanto goliardico o serio fosse il coro, allo stadio tutto si deforma, anche le cose più innocenti).

L’altra cosa davvero pazzesca è che tutti si scandalizzano che la Lazio non abbia frapposto un’energica controffensiva alla voglia dell’Inter di vincere, ma tutti danno ampiamente per scontato che Roma e Inter vinceranno facile contro le loro ultime avversarie (vale a dire Atalanta, Chievo e Siena) perchè già salve o già retrocesse in aggiunta all’enorme divario in classifica che le separa. Come se la Lazio non fosse già salva e come se fra Inter e Lazio non ci fossero quasi 40 punti di distacco.

D’altronde mi sembra che pure i tifosi della Roma si siano espressi sul punto in modo abbastanza chiaro con uno striscione: “mejo n’anno de galera che laziale pe ‘na sera”. E quindi saranno stati contenti. La Lazio ha perso.

La verità è che gli addetti ai lavori non sopportano Mourinho.  Figurarsi se un portoghese spocchioso può venire in Italia a darci lezioni del gioco in cui siamo maestri assieme ai brasiliani. Loro il talento, noi la tattica. E invece Mou farà un pernacchione a tutti con gli applausi dei laziali.

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1 Comment

  1. ben detto. il calcio italiano è popolato di tali nani che appena rriva uno che dice cose appena non banali lo elevano a gigante e poi gli si scagliano contro come sfigatoni lillipuziani.