L’Augusto direttore

Io non guardo più il Tg1 da anni, l’ultima edizione che ho seguito più o meno assiduamente fu quella diretta da Gad Lerner. Prima di Minzolini, se ci capitavo durante uno zapping, mi fermavo a vedere. Da quando c’e’ lui, cambio con la stessa velocità con cui lo faccio se finisco su un reality o una telenovela.

Stamattina però ho vinto questa mia avversione mi sono guardato l’editoriale per l’anno di insediamento che è stato ripreso da molti media anche su internet, fatto da Minzolini. Mi sono cadute le braccia.

Per divincolarsi dall’accusa di servilismo si è servito degli stessi argomenti, praticamente parola per parola, che usa Berlusconi quando profonde ottismo sulla crisi. Il che, dopo la nomina del direttore fatta da Berlusconi in persona a Palazzo Grazioli “vi piace chi ho scelto?” e le imbarazzanti intercettazioni di Trani (“direttorissimo”) e dopo gli editoriali per giustificare la totale assenza delle notizie sulla festa di Casoria (che invece sono state riprese da tutti i giornali del Mondo) definendole “gossip” e robaccia [1] così, dopo tutto questo, assume una connotazione grottesca e surreale. Se fosse in bianco e nero sembrerebbe di sentire Guido Notari, il celeberrima voce del Cinegiornale Luce durante il ventennio (quella voce stentorea che, nei documentari, ormai associamo automaticamente all’idea stessa di propaganda fascista).

[1] suggerisco di rileggersi cosa diceva Minzolini sul “gossip e il chiacchiariccio” nel lontano 1994.

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