Il silenzio di Berlusconi

In molti si interrogano sul significato del silenzio di Berlusconi, del suo non comparire in pubblico. E’ depresso, è prudente, è responsabile, è spaventato, è stato commissariato dai suoi… Si sprecano le interpretazioni più disparate. Io ho la mia. Berlusconi è indubitabilmente un grandissimo comunicatore, forse il migliore in assoluto, uno che ha costruito la propria fortuna sapendo cosa dare in pasto al pubblico e annusando l’aria come i cani da tartufo.

Lui sa benissimo che per far stare tranquilli i mercati ci vuole una manovra severa. Lacrime e sangue. E in nessun modo vuole associare la propria immagine e la propria ricchezza in contrasto coi sacrifici che chiederà il suo governo per far fronte all’emergenza.

Allora, per uscirne con le ossa meno rotte possibili, prima rilascia un’intervista al “nemico” Repubblica, in modo che non somigli nemmeno vagamente ad un principio di “metodo Boffo” e in questa intervista di fatto scarica Tremonti come un solista, uno che fa di testa propria e su cui lui non ha potere di intervento ma che si deve tenere perchè garantisce i mercati. Poi viene varata una manovra lacrime e sangue, con la regia di Tremonti e il contributo bipartisan delle opposizioni, proprio per tranquilizzare i mercati Lui se ne sta sotto coperta e lascia passare l’estate. Poi a settembre ricomincerà con la tiritera che lui non ha mai messo le mani in tasca agli italiani, che non ha il 51%, ma che ha dovuto fare quello che volevano gli altri partiti, compresa la sinistra, per sottrarre l’Italia dalla morsa degli speculatori. Ancora una volta non sarà colpa sua.

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