Il ballon d’essai

Qualche tempo fa ce lo ha spiegato Carlo Taormina che come molti ex scaricati ha il dente avvelenato. La tecnica di Berlusconi è molto semplice, quasi rozza, ma estremamente efficace. E’ la tecnica del ballon d’essai.  Il “pallone di prova” serviva agli avionauti delle mongolfiere per  assaggiare (essai) la direzione del vento e capire bene come si sarebbe comportato il loro pallone aerostatico una volta gettate le zavorre.

In politica questa tecnica viene usata in questo modo. Prima si fa una sparata folle, grottesca, quasi surreale. A quel punto parte una sollevazione popolare, la proposta viene ridimensionata, gli oppositori gongolano pensando di aver scampato il pericolo mentre gli estensori gongolano ancora di più perchè ottengono quello che avevano in mente in origine praticamente con il plauso degli avversari.

E’ successo molte volte, sta succedendo di nuovo. La legge sulle intercettazioni, maldestramente ridefinita “legge bavaglio” aveva, nella sua forma iniziale, due parti, fra le altre, assolutamente inaccettabili. La prima: il divieto assoluto di pubblicare anche una riga di qualunque atto fino a sentenza, la seconda, una vigorosa compressione di modi, tempi, accesso allo strumento intercettazione per le indagini.

Ora questo ha prodotto una reazione piuttosto burrascosa da parte delle due categorie coinvolte maggiormente: giornalisti e giudici. I giornalisti controllano i media e quindi sono riusciti a portare facilmente l’attenzione sull’aspetto della pubblicazione delle notizie (“legge bavaglio”) quando in reatà la parte peggiore riguarda la limitazione delle fattispecie di reato, del tempo e dell’accesso ad uno strumento formidabile di indagine.

Berlusconi oggi fa finta di essere contrariato, perchè la versione ufficiale (per renderla decorosa) è che non voleva che i poveri italiani venissero spiati al telefono e vedessero i cazzi propri privati spiattellati sul giornale. E’ ovvio che è una fesseria gigante. Nessuno si sognerebbe mai di intercettare me e nella malaugurata ipotesi che decidesse di farlo il massimo dell’imbarazzo potrebbe derivare dal sentirmi fare qualche verso da ritardato a mio figlio in fasce.

E’ piuttosto palese che questa limitazione serve a far si che non si possano più scoprire le magagne che abbiamo visto in questi mesi, dalle mignotte di palazzo, allo scandalo della Protezione Civile, le case di Scajola, la P3, i dossieraggi contro i nemici politici. Se non si possono più scoprire va da se che non si possno nemmeno più pubblicare.

Ergo ora l’opposizione esulta per la sua vittoria di Pirro, i giornali con lei, Berlusconi fa il dispiaciuto, ma in realtà incasserà una vittoria formidabile.

Lui più tutta una serie di mascalzoni assortiti.

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  • Solo una precisazione (nel merito sottoscrivo e l’ho scritto anche sul mio blog http://marcocampione.wordpress.com/2010/07/20/via-il-bavaglio-via-il-post-it-resta-una-pessima-legge/): l’opposizione non ha esultato. Non tutta almeno.

  • Come “opposizione” non intendo solo quella istituzionale, ma anche quella civile.

    Pensi che i giornali continueranno ad opporsi con lo stesso vigore, visto che sono stati accolti alcuni loro punti di disaccordo?

    Va via il bavaglio, ma resta resta la merda fumante che c’era prima. Chi era costretto dal bavaglio esulta chi è sommerso dalla merda fumante non ha più voce per farsi sentire o comunque molta meno di prima….

  • te l’ho detto: concordo (e ne ho scritto praticamente negli stessi termini).