Guai a darlo per finito

Oggi Berlusconi rilancia il tema delle riforme proponendo presidenzialismo e doppio turno alla francese. Un uomo sfiduciato dalla gente, con un partito morto da due anni che ora si sta decomponendo con tutto il corollario di miasmi e fetore, schiantato da elezioni che lo hanno ridicolizzato, che dovrebbe ormai essere nel viale del declino, sull’uscio posteriore della politica, giusto per non infierire bonariamente sullo sconfitto, torna al centro del palco. Sembra uno di quei ventriloqui col pupazzo, Angelino Alfano muove la bocca, ma è lui che parla.

In un paese normale, occidentale, come ormai sono stufo perfino di scrivere, la stampa, tutta la stampa, a partire da quella ideologicamente affine ed ispirata a valori comuni, gli salterebbe alla gola, e già questo sarebbe un ottimo dissuasore ad osare aprir bocca.

Invece quello che succederà in Italia è che la prudente e fredda risposta di Bersani, (che è quasi inevitabile, come si potrebbe pretendere che un avversario dia ossigeno ad un avversario così pericoloso agonizzante rimettendolo al tavolo delle trattative?) verrà riversata su tutti i media come la “solita sinistra” che dice no a tutto.

E, per quanto sembri grottesco, la quantità di persone che si berrà questa cazzata sarà superiore alla più pessimistica previsione possa fare io qui adesso.

Non per niente sopra questo nulla ha costruito la sua fortuna politica che ha poi riversato nella sua immensa fortuna personale, cresciuta a dismisura proprio grazie a leggi che lo tutelano come nessun altro mai.

Per cui guai a sottovalutarlo, a darlo per finito a tendergli un braccio magnanimo. Guai.

 

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