Dove va la Chiesa

Come i miei venticinque lettori sanno io ho ricevuto una rigida educazione cattolica che poi, ad un certo punto della mia vita, ho abbandonato a favore dello scetticismo e della razionalità. 

La mia formazione cattolica è stata in una certa parte salesiana, ed è un modo di intendere la cristianità che ancora mi pervade. Quello di buono del cristianesimo che è rimasto dentro di me è il senso di inclusione che esprime l’oratorio salesiano. Porte aperte per tutti e accoglienza. 

Non certo quello che la CEI ha espresso in questi giorni sul decreto Minniti. 

Oggi è successo un piccolo episodio ma significativo. Sono in vacanza con la famiglia a Caglio. Stamattina mentre mi figlio maggiore faceva i compiti sono andato nel sagrato della chiesa (che è una grandissima piazza in cui nei giorni mi mercato parcheggiano le auto) a giocare a palla. Non c’era nessuna funzione religiosa in corso ma in ogni caso ho imposto a mio figlio di giocare rispettosamente senza fare casino. 

Tuttavia è arrivato il sacerdote a chiederci di andare via ‘questo è il sagrato della chiesa, se facessero tutti così..’ 

Naturalmente non è casa mia e scusandomi siamo venuti via (vi lascio immaginare la faccia di mio figlio). 

Non credo sia un caso quali santi abbiano scelto di venerare qui a Caglio. 

Io sono felice di essere stato salesiano. Altrimenti credo che ma mia apostasia sarebbe avvenuta ben prima. 

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Internet degli haters

Un pensiero ultimamente mi frulla per la testa e riguarda questa tendenza di Internet ad essere un covo di odiatori. Molti pensano che la Rete sia uno specchio della realtà e che quindi quest’odio che galleggia nei vari social network sia solo bile che travasa attraverso il suo sfogo naturale, il posto dove tutti possono parlare ed esprimersi liberamente. Io invece non penso che sia così, penso che Internet sia diventata uno specchio deforme della realtà e che in parte questo sia perfino colpa mia.

Io ho iniziato a frequentare la rete attorno al 1995, poco dopo la sua “costituzione” (non starò a ripercorrere la storia, facciamo coincidere per comodità la nascita della Internet come la conosciamo noi, quella che ha iniziato ad aprirsi al grande pubblico con la nascita del WWW nel 1994).

Quando io mi feci la prima casella di posta, su Geocities (poi confluita in Yahoo), mi capitò di leggere un articolo su un portale (si, all’epoca esistevano i portali di accesso alla Rete, visto che i motori di ricerca erano di la da venire, per come li conosciamo oggi) in cui si diceva che in Italia possedevano una casella di posta elettronica all’incirca 20 mila persone e meno di 300 mila in tutta Europa. Si trattava in gran parte di accademici e comunque di persone con un livello di istruzione alto, in gran parte maschi (più inclini alle novità tecnologiche, storicamente).

C’erano dei rigorosissimi codici di comportamento, quella che si chiama(va) Netiquette, ovvero una serie di regole comportamentali da tenere sui forum o sui gruppi di discussione Usenet o nelle mailing list. Quando iniziarono ad arrivare “le persone” (all’epoca usava fare come regalo di Natale la connessione ad internet ed il modem e fra noi più “anziani” frequentatori si usava ironizzare che dopo Natale c’era tanto da lavorare per tenere pulito) per chi già era in Rete uno dei compiti principali (fatto anche con un certo gusto sadico) era quello di blastare i newbies (i novellini) e richiamarli alle regole della Netiquette, a comportarsi secondo i dogmi del buon comportamento.

Ecco, io penso che questo atteggiamento, questo modo di fare, si quello che ha gettato le basi della Internet attuale, fatta di odiatori e di persone che si rapportano agli altri con questo atteggiamento sussiegoso e la voglia di sopravanzare e di avere l’ultima parola. In poche parole di blastare.

Io credo che in parte non trascurabile dipenda dal fatto che all’inizio, agli albori, su Internet quelli fighi, quelli che erano li da tanto, erano dei manganellatori verbali, gente che ti metteva nell’angolo con mezza dozzina di parole in risposta a quelle idiozia o ingenuità.

Quando poi Internet è diventata di tutti, questo modello si è propagato anche fra chi, avendo meno intelligenza e cultura media, ha riproposto lo stesso modello ma senza la necessaria arguzia e senza il sottile sarcasmo e il divertito snobismo di chi se lo potesse permettere. Sono diventati solo veri e propri travasi di bile, con insulti beceri e senza misura, arrivando al punto di augurare la morte al figlio malato di Bonucci reo di aver accettato il trasferimento dalla Juve al Milan.

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Bonobo life style

Un articolo pubblicato nel 2016 sulla rivista BMC Evolutionary Biology dice che fisiologicamente i genitali delle femmine di bonobo appaiono “in calore”, cioè più gonfi e di un colore diverso rispetto ai periodi non fertili, fino a 31 giorni di seguito: essendo un periodo di tempo molto lungo i maschi di bonobo non riescono ad assicurarsi che dopo il loro primo accoppiamento con una femmina questa non abbia rapporti con altri maschi, e per questa ragione la competizione tra i maschi di bonobo, così come la violenza sulle femmine, ha perso significato.

Source: Tra i bonobo comandano le femmine e si fa molto sesso – Il Post

In sintesi perché gli uomini confliggano di meno basterebbe che le donne la mollassero un po’di più 🙂

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Ius soli (temperato)

La prima premessa doverosa è che chiamerò questa ipotesi di legge “Ius soli” come fanno i media mainstream solo per capirci. In realtà questa legge non è uno Ius soli e con la solita malizia democristiana Maurizio Lupi lo ha detto, sarebbe meglio chiamarlo altrimenti. Sembra una questione di fuffa (in parte in effetti lo è) ma è in realtà un modo per togliere vento alle vele dei vari populisti-razzisti che insinuano nella discussione, a favore dei più distratti e delle varie “signora mia” di Voghera. Ius soli evoca le orde barbariche di “negre” incinte che vengono a partorire in Italia per far ottenere la cittadinanza ai figli e poi usarli come gancio per i ricongiungimenti familiari e ingrossare le fila di “negri” che ci tolgono il lavoro. Del resto è vero che con lo Ius soli puro, come c’e’ negli USA, si creano dei fenomeni di abuso della legge tipo donne facoltose di paesi emergenti (tipo India, Cina, Indonesia, Brasile…) che organizzano parti in clinica negli USA allo scopo di concedere alla progenie la sempre utile e ben spendibile cittadinanza USA.

Del resto anche la coincidenza temporale di voler discutere questa legge in Estate, quando le cronache sono invase di barconi grondanti umanità disperata non aiuta.

Il rovescio di questa miserabile medaglia è che, in un momento in cui i partiti politici muovono i carri armati del Risiko per riposizionarsi ( e Alfano, avendo visto che aria tira alle amministrative, sta tornando verso Silvio sperando che la cosa gli porti poltrone e potere contrattuale pur nella miseria dei suoi risultati elettorali) la legge è stata affossata e questo incide sulla carne viva di persone in carne ed ossa. Ragazzi nati e cresciuti in Italia, che magari hanno gli occhi a mandorla o la pelle cioccolato ma parlano veneto, toscano o marchigiano. Che della terra di origine dei propri genitori conservano qualche pallido ricordo tramandato dai racconti, ma che magari non sono mai stati in vita propria ad Asmara o Canton e non sanno spiccicare una parola di tigrino o cantonese.

Sono ragazzi italiani, in tutto e per tutto, ai quali, per il piccolo cabotaggio politico di Alfano e Grillo e per il razzismo di Salvini e Berlusconi, non avranno la possibilità di fruire dei benefici che la cittadinanza darebbe loro. Italiani di serie B.

Chissà come fa questa gente a guardarsi allo specchio alla sera e dormire la notte.

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Una cosa da non credere

[….]

Eight-seven per cent of the minors who married across the country between 2000 and 2015 were girls, with the majority either 16 or 17. The youngest wedded were three 10-year-old girls in Tennessee who married men aged 24, 25 and 31 in 2001. The youngest groom was an 11-year-old who married a 27-year-old woman in the same state in 2006.

Source: More than 200,000 children married in US over the last 15 years | The Independent

E non stiamo parlando di qualche sperduto villaggio del Terzo Mondo. Ma degli Stati Uniti D’America. Oggi.

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Il piccolo Charlie

Charlie Gard. Il tragico errore di una scienza che si crede onnipotente

Source: Charlie Gard. La scienza si crede onnipotente | Tempi.it

Facciamo una doverosa premessa, in questa dolorosissima storia ci sono una coppia di giovani genitori che stanno per perdere il proprio figlioletto e non riesco ad immaginare niente di più doloroso, straziante e tragico di questo. Loro hanno tutto il diritto di provare ogni sensazione possibile e di reagire nei modi che ritengono, sia disperandosi che aggrappandosi a speranze più o meno irrealistiche che si verifichi una qualche guarigione miracolosa.

Gli osservatori che fanno commenti come quello che ho linkato confondono questa legittima disperazione e questa disperata necessità di avere una speranza, se pur flebile, con ciò che è meglio per il piccolo bimbo.

Cosa sia meglio per il piccolo Charlie io non lo so. Non sono il medico che lo cura. Non sono nemmeno un medico. Mi limito ad osservare che in quattro (quattro!) gradi di giudizio è stato confermato il parere dei medici riguardo al fatto che insistere con delle terapie inefficaci sul martoriato corpicino di questo piccolo sfortunato bimbo sarebbe un’inutile crudeltà, che allungherebbe la sua agonia, senza produrre nessun risultato.

Far diventare questa vicenda dolorosissima una disputa fra i poveri genitori che vogliono far vivere il proprio contro la scienza perversa che tetragona al dolore dei genitori vuole far morire il bimbo è un’assurda e vergognosa semplificazione.

Un medico deve avere come stella polare del proprio operare il benessere del proprio paziente. L’accanimento terapeutico, fatto per venire incontro al (legittimo e comprensibilissimo) desiderio dei genitori di aggrapparsi con le unghie a qualunque barlume di pur minima speranza, non è (o non sarebbe, nelle opinioni di tanti medici e tanti giudici) nel supremo interesse di Charlie.

Questi sono i fatti. Lo storytelling strappalacrime invece sono solo cazzate buone per speculare sulla pelle di un povero bimbo molto sfortunato e dei suoi molto sfortunati e sofferenti genitori.

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