Dimezzare l’otto per mille?

Jul 24
2012

A parte che un matematico potrebbe rispondere: facciamo l’otto per cinquecento!

Invece parlando seriamente la vera proposta seria di riforma dell’otto per mille sarebbe

- punto primo: abolire la ripartizione dell’inespresso. Ovvero se qualcuno non indica niente, quell’otto per mille resta al fisco.

- punto secondo: lo Stato deve diventare una seria e concreta offerta laica a cui destinare il denaro e non una mancia da sparpagliare per spese assurde contro cui evidentemente qualunque forma di carità è migliore a prescindere

- punto terzo: è del tutto assurdo che si calcoli quante persone aderiscono all’otto per mille e poi si prenda tutto il gettito dell’otto per mille e se ne dia ad ogni confessione una percentuale proporzionale agli aderenti (più il ripartito). Se io firmo perché il mio otto per mille vada ai Valdesi io voglio che i 3-4 euro che corrispondono al mio otto per mille vadano ai valdesi. Fine.

Con una riforma di questo genere i benefici sarebbero diretti in termini economici e indiretti in termini di riappropriazione laica di prerogative (la carità e l’assistenza agli ultimi) che, per altro molto sulla carta, vengono completamente delegate ad enti confessionali.

Una parte del risparmiato dovrebbe andare a finanziare una riforma che destini il 5×1000 in modo completamente paritetico (quindi tutto il 5×1000 e non una parte, il mio 5×1000 che va ad Emergency e non il ripartito della quotaparte della sorella di fava…)

2 Responses to “Dimezzare l’otto per mille?”

  1. .mau. says:

    al limite, l’otto per duemila :-P

    In realtà per il 5 per mille funziona già così (sono i miei soldi, e non una quota parte, che va a chi chiedo), però non sono così sicuro che quello sia il modo migliore, proprio perché la fiscalità è generale.

    (dire che il non espresso va allo stato equivale a togliere “stato” dalle scelte, mi sembra un sistema più logico a questo punto)

  2. Mauro says:

    Stavo giusto aspettando la correzione da parte di .mau. ;)

    Al di là di ciò, il punto uno sarebbe sacrosanto.
    Il problema è che molta gente è convinta sia così (e non come in realtà è) e non firma pensando “tanto va allo stato”. E poi invece la maggioranza va alla chiesa.

    Saluti,

    Mauro.

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