Bamboccioni, Brunetta insiste “Padri ipergarantiti dall’rt. 18″
via Bamboccioni, Brunetta insiste “Padri ipergarantiti dall’art. 18″ – Repubblica.it.
Come sempre in Italia si affrontano i problemi partendo da presupposti ideologici invece che pragmatici. Brunetta continua con le sua battaglie di principio che tanto consenso gli hanno prodotto in passato, tipo quella dei fannulloni della P.A.
Questa storia dei bamboccioni, è del tutto ridicola. Qual è il motivo per cui i ragazzi stanno in casa fino a tardi?
Punto primo. Se studiano e vanno all’università, quasi nessuno la finisce prima di avere 25-26 anni. Tempo di collocarsi sul mercato del lavoro, anche ipotizzando di avere un reddito di ingresso mediamente alto essendo laureati, di trovare una casa eccetera, sono belli che arrivati i 30 anni. E questo, a meno di una riforma strutturale dei percorsi di studio, è inevitabile. Se poi la professione scelta è una professione forense o, peggio, medica, i tempi si dilatano ancora in modo spaventoso.
Punto secondo, il vil denaro. Diciamo che uno vive in una grande città, tipo la mia, Genova. A Genova se ti vuoi prendere una casa di proprietà, ad accontentarti di un postribolo in estrema periferia, meno di 90-100 mila euro non li spendi. 100 mila euro, ammesso di avere una professione con contratto a tempo indeterminato (o la mamma che garantisce col suo stipendio/pensione) significa più o meno tirare fuori 600 euro l’anno per 20 anni di rata del mutuo. Diciamo che lo arredi coi vecchi mobili della nonna, un po’ di ikea e un po’ di fantasia, altri 8-10 mila minimo.
600 euro, su uno stipendio d’ingresso di 1000-1100 euro (e si parla già di fortunati), significa pagare bollette, abiti, bollo assicurazione e benzina, imposta sui rifiuti, amministrazione condominale e mettere insieme il pranzo con la cena, con 4-500 euro al mese. In pratica si tratta di tirare una cinghia spaventosa e di non mettere mai il naso fuori di casa per una birra o una pizza. E devi tenerti le mani sui coglioni che non ti si rompa un dente o un elettrodomestico o la macchina, altrimenti sei spacciato.
Idem per l’affitto. A sparare bassi, 4-500 euro al mese. Questo, ovviamente, salvo il fatto di andare in condominio con altri coinquilini, tipo come fanno gli studenti fuori casa, dove comunque non sei in una casa “tua” e gli affitti di una stanza toccano livelli da capogiro.
Quindi, anche stando fuori di casa, l’unico modo di farcela è farsi campare dalla mamma, a meno di non volersi imporre dei sacrifici ed uno stile di vita davvero morigerato e rigoroso.
Se questi signori vogliono i ragazzi che vadano presto fuori di casa (e si trasformino presto in consumatori, aggiungo io) inizino dall’edilizia popolare, per calmierare costi di compravendita e fitto delle abitazioni. Riducano le imposte sugli affitti, introducendo la cedolare secca del 20%. E riducano il cuneo fiscale, a partire dai redditi inferiori, in modo che chi entra nel mondo del lavoro si trovi con 1300 o 1400 euro di stipendio di ingresso, cosicchè 4-500 euro di affitto o di mutuo diventino una cifra sopportabile.










































Nel quarto paragrafo dove hai scritto “significa più o meno tirare fuori 600 euro l’anno per 20 anni” forse intendevi “600 euro al mese”
Ovviamente