Don Andrea
2013
In the land of the blind, the one-eyed man is stoned to death
La rabdomanzia che uccide
L’idea era stata presa dal golfinder, una bacchetta da rabdomante usata per cercare palline perdute; un semplice giochino per i ricchi frequentatori dei campi da golf americani, venduto a 20 dollari al pezzo. James McCormick, ex ufficiale della Merseyside Police, ebbe l’idea di riciclare il dispositivo per il mercato militare. E così nacquero prima l’ADE 100 e l’ADE 101, poi l’ADE 651, prodotto di punta dell’azienda. Costo minimo: dai 7000 dollari in su, con punte di 60.000 dollari per il singolo dispositivo.
L’aveva invocata anni fa, quando invece aleggiava per le aule la famigerata legge salva Previti, per scansare la galera all’avvocato compra sentenze di Berlusconi.
Ecco ora che spunta bel bella una legge salva Dell’Utri.
Leggo che il PD a firma Anna Finocchiaro presenterà una legge per rendere obbligatorie alcune forme minime statutarie per un movimento per potersi definire partito, ai sensi della vigente Costituzione (art. 49) e per poter quindi essere ammesso alla competizione elettorale.
A me sembra una follia bella e buona e qualcosa fatta con un tempismo puzzolente, con il solo scopo plateale di uccidere in nuce l’idealismo M5S, magari opinabile, ma certo ancora puro. E’ ovvio che un movimento che raccoglie il 25% dei consensi non potrà sciogliersi e rinunciare a presentarsi alle votazioni, solo perché messo fuori legge, ma è altrettanto vero che snaturarlo in un partito tradizionale significa, appunto, cambiarne la natura intima e profonda.
Da queste parti non si simpatizza certo per 5S, ma insomma stupisce che in tanti anni non si sia riuscita a fare mezza leggina per rendere la vita difficile a uno che ne ha fatte più de porco, fra conlfitti di interessi, scandali, mafia e processi vari, e si faccia una legge per rendere la vita difficile ad un manipolo di bravi cristi, magari un po’ ingenui e un po’ invasati, ma certo assai meglio del dirimpettaio.
Mi sembra un altro eccellente autogoal e un altra bella iniezioni di fiato per le trombe stellate sull’incucio e il PDmenoelle.
LA STRAGE DEL PORTO
di Lorenzo Calza
Genova non ha un porto, è il porto.
Sono andato al CAF a fare la dichiarazione dei redditi. Ho portato a detrazione le rette dell’asilo nido e della materna dei miei figli. Intanto è possibile detrarre solo la retta e non i pasti. Poi è possibile detrarre un massimo di 632 euro a figlio all’anno. Si, esatto, all’anno. Poco più di quel che si spende in un mese. E poi non è possibile detrarre la materna, solo il nido.
Ora io sono in tendenza contrario al finanziamento della scuola privata e in qualche modo la detraibilità fiscale delle rette scolastiche è un finanziamento indiretto, ma c’e’ un “però” grosso come una casa. Mentre per le scuole di altro ordine io ho sempre l’ottima alternativa pubblica, dove un posto non mi può venir negato, per le scuole materne invece è ben diverso. Il pubblico non ha posto o, se ce l’ha, è ad una distanza tale dal posto dove si vive o si lavora da renderlo impraticabile e inutile. Per altro la copertura oraria è ben inferiore a quella di un normale orario di ufficio.
In pratica tutti si stronzi che si susseguono al Governo si riempiono tanto la bocca di famiglia, di sostegno a chi fa i figli e tutte ‘ste cazzate qui, ma alla prova del nove fare dei figli è un costo esorbitante, e se non fosse per l’amore e il desiderio di avere una famiglia che ti fa tenere duro e sopportare ogni fatica e ogni rinuncia, la collettività è un miracolo quando non ti boicotta, figuriamoci aiutarti.
E il dibattito politico preminente di questi tempi è su tre temi davvero importanti: il mattarellum, la diaria dei Grillini e la furbizia orientale di Ruby.
Li mortacci loro.
Siccome lavoro per una multinazionale tedesca e uso dei proxy che stanno in Germania mi annuncio su internet come se mi collegassi da la. (la cosa, per chi conosce poco la geolocalizzazione nelle ricerche telematiche, non è ininfluente ai fini del discorso che sto per fare).
Ho fatto la prova di cercare “Genoa” con Google e l’unico sito italiano che è indicato nella prima pagina della ricerca è quello della (mia) squadra di calcio.
C’e’ perfino un genoarestaurant.com che è un (apparentemente delizioso) risorantino italiano di Portland.
Per arrivare al sito (davvero scarno) in inglese dell’assessorato al turismo del comune bisogna arrivare alla pagina due. Possibile che il Comune di Genova non sia in grado di pagare qualcuno, dipendente o consulente, per fare un minimo di search engine optimization? Ci sarà qualcuno all’assessorato (o anche in regione) che si preoccupa di verificare l’efficacia degli strumenti telematici di promozione?
E le varie camere di commercio o associazioni di categoria non hanno di che lamentarsi?
Molti probabilmente non lo sanno ma “levantino” in italiano è sinonimo di furbacchione, di persona scaltra e spregiudicata, istrionica, e l’etimologia di questo modo di dire deriva dall’epopea commerciale del Mediterraneo, quando c’erano le Repubbliche Marinare e il commercio era la spina dorsale dell’economia di casa mia. I commercianti dell’est erano considerati scaltri e pessimi clienti in caso di dispute commerciali, probabilmente per una loro attitudine culturale al negoziato (in italiano il negoziato feroce viene indicato metaforicamente col termine “suq” i centri di scambio commerciale o mercati del medio oriente, per cui Damasco e Aleppo erano famose e si spera lo torneranno presto).
Certo la rossa Ilda poteva risparmiarsi uno scivolone e il susseguente inevitabile codazzo di polemiche. E altrettanto è vero che io per primo, se l’avesse detto un leghista o qualcuno di quel rango, l’avrei sottolineato in blu. Però se nel suo modo di dire il “furbo levantino” è il “commerciante di un suq arabo”, furbo e scaltro e capace di arrivare al proprio obbiettivo con ogni stratagemma, l’espressione in se non è ne sbagliata ne razzista, ma solo figlia della nostra cultura più profonda.
Ripeto: avrebbe fatto meglio a risparmiarsela. E se l’avesse detto qualcun altro con vaghe inclinazioni di razzismo o pregiudizio la mia disamina sarebbe stata certo meno indulgente.
Ciò detto levantino in italiano vuol dire levantino. E il soggetto di questa descrizione calza la descrizione di un astuto venditore (in questo caso di se stessa) che non molla il cliente fino a che non ha piazzato la merce.
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